Foto di TAG Heuer

Insieme a un’inedita versione in ceramica del Carrera, il cui primo esemplare è stato lanciato agli inizi degli anni ‘60 per celebrare l’omonima gara automobilistica in terra messicana – 1950-‘54 -, il 2017 di TAG Heuer si segnala per la riedizione dell’Autavia, un altrettanto storico cronografo dedicato ai piloti da corsa che festeggia quest’anno il suo cinquantacinquesimo compleanno.

Emblema dello stile tecnico-sportivo, e nonostante questo non privo di una certa eleganza, il Carrera di TAG Heuer è uno dei primi cronografi esplicitamente dedicati alle corse automobilistiche.

Il cronografo si configura infatti come uno strumento essenziale per rilevare i tempi e gli intervalli delle gare: e se Edouard Heuer, fondatore della Manifattura orologiera oggi di stanza a La Chauxde-Fonds ma nata nel 1860 a Saint-Imier, lanciò il suo primo segnatempo in grado di misurare i tempi brevi nel 1882 – senza naturalmente alcuna implicazione con il mondo delle corse motoristiche, agli albori sul finire dell’800 -, il Carrera verrà realizzato quasi un secolo dopo, nel 1963, da Jack Heuer, pronipote del fondatore, per onorare la memoria della Carrera Panamericana, avventurosa competizione internazionale in auge in territorio messicano tra il 1950 e il 1954 e della quale si disputa una versione contemporanea dal 1988.

Essendo inoltre il primo cronografo specificamente progettato per piloti professionisti, il Carrera era caratterizzato da un innovativo design di rottura che si concentrava soprattutto sulla leggibilità del quadrante, insolitamente grande e munito di ampia luminescenza. Oggi i modelli Carrera – declinati anche in versioni tre sfere privi di funzione cronografica – possono vantare tecnologie innovative, design di tendenza e materiali high-tech, come nel caso del Carrera Heuer 01 Full Black Matt Ceramic realizzato, come dice il nome, in ceramica nera opaca, un vero e proprio materiale d’avanguardia, più leggero dell’acciaio ma di estrema durezza pur rimanendo soffice e piacevole al tatto, in grado di offrire resistenza ai graffi e inalterabilità del colore originale; inoltre non è soggetto a ossidazione ed è ipoallergenico.

Ed è la prima volta che la Manifattura di La Chaux-de-Fonds presenta un cronografo di 45 millimetri di diametro completamente in ceramica, bracciale compreso: si tratta nello specifico di una maglia ad “H”, ovvero composta da elementi rettangolari centrali allineati in maniera asimmetrica a segmenti verticali; la fibbia déployante però è in acciaio rivestita di carburo di titanio nero e munita di pulsanti di sicurezza.

Da segnalare inoltre che in alternativa a questo modello è disponibile una variante fornita di un classico, robusto e intramontabile cinturino nero in caucciù. Presentato per la prima volta a Baselworld 2015, il Carrera Heuer 01 rappresenta oggi “IL” cronografo secondo TAG Heuer; oltre al movimento automatico di manifattura – il calibro cronografico Heuer 01 con ruota a colonne e correzione rapida della data che misura 29,3 millimetri di diametro e si avvale di 39 rubini, 28.800 alternanze orarie, pari a 4 Hz, 50 ore di riserva di carica -, interessante sin da subito si è rivelata l’inedita cassa modulare formata da 12 elementi in grado di comporre diverse combinazioni di materiali e di colori.

In questo caso, ad affiancare la lunetta con scala tachimetrica grigia, la carrure e le anse dalla compatta finitura nera micro pallinata, vengono inseriti alcuni elementi metallici: oltre alla cassa interna in acciaio, gli attacchi delle anse in titanio nero sabbiato e spazzolato e il bordo del fondello, serrato alla cassa da 4 viti, in acciaio rivestito di carburo di titanio nero satinato; stesso trattamento per i pulsanti cronografici e la corona scanalata in acciaio, munita anche di un inserto in caucciù.

In particolare, per quanto riguarda fondello, corona e pulsanti da rilevare la perfetta tenuta delle guarnizioni in grado di offrire un notevole grado di impermeabilità, pari a 10 atmosfere di pressione.

Protetto da un cristallo zaffiro bombato inscalfibile, con trattamento antiriflesso su entrambi i lati, il quadrante squelette con dettagli scuri sul quale, tra i molteplici ingranaggi sottostanti, si evidenziano i 3 contatori, con lancette e cornici “azzurrate” e percorse da sottilissimi cerchi concentrici: i 30 minuti cronografici al 12, le 12 ore cronografiche al 6, i secondi continui al 9. Al 3, il tipico logo a scudo applicato a mano precede le scritte grigie “CARRERA” e “HEUER 01” riprodotte su un anello grigio e nero che supporta gli indici lucidi e satinati, anch’essi applicati a mano, riempiti di SuperLuminova nero; sul lato opposto, in perfetta simmetria al 9, troviamo le diciture “AUTOMATIC” e “CHRONOGRAPH”.

Particolare risalto acquista anche il disco scheletrato del datario, con giorno “esatto” inquadrato dalla finestrella alle ore 3,30; al centro, la lucida trotteuse filiforme che scorre sul rehaut seguito dal binario riservato alle sfere a bastone di ore e minuti lucide e sabbiate con materiale luminescente sempre nero. Molti elementi del calibro Heuer 01 affiorano naturalmente sul quadrante, come lo scuro ponte superiore scheletrato e spazzolato in posizione centrale; la visione del movimento viene completata sul lato fondello grazie all’oblò in zaffiro: in evidenza la ruota a colonne rossa, il bilanciere dorato, i ponti a Côtes de Genève e il rotore nero scheletrato personalizzato con scritte in rosso.

Alternativo al Carrera Heuer 01 Full Black Matt Ceramic, l’altro modello emblematico della produzione cronografica 2017 di TAG Heuer, l’Autavia Heuer 02 Chronograph. Ispirato ai timer da cruscotto realizzati nel passato dalla Casa per le auto da corsa – ma anche per gli aerei: il nome è la crasi dei termini AUTomobile e AVIAtion -, l’Autavia è stato il primo esemplare firmato da Jack Heuer.

In particolare, risale al 1962 il lancio di questo cronografo da polso caratterizzato, oltre che dal quadrante nero con contatori bianchi per ottimizzarne la leggibilità, da una ghiera girevole bidirezionale per consentire operazioni e calcoli di vario tipo, trasformando l’orologio in un efficace contatore di bordo da polso.

In occasione del suo cinquantacinquesimo compleanno – 1962-2017 -, TAG Heuer ne presenta una riedizione, rispettando il design sobrio e funzionale dell’originale. Un cronografo che ha una genesi singolare: nel corso dell’Autavia Cup organizzata dalla Manifattura lo scorso anno, tramite un sondaggio online, infatti, è stato scelto da un pubblico di collezionisti e appassionati il modello destinato alla riedizione fra i 16 realizzati in questo mezzo secolo.

Tra gli oltre 50.000 voti pervenuti, l’ha spuntata il “Rindt” prodotto nel 1963 e riproposto dal modello corrente “quasi” fedelmente. Lievi, infatti, le differenze.

Innanzitutto il diametro che passa da 39 a 42 millimetri, più confacente agli standard odierni, con i tre contatori bianchi azzurrati che si sono potuti così distanziare per ottenere un quadrante più armonico e leggibile: e mentre i 30 minuti cronografici rimangono al 3, sono stati spostati, rispetto all’originale, le 12 ore cronografiche al 9 e i secondi continui al 6; questi ultimi inoltre ospitano il datario, assente in precedenza, e la scritta relativa all’inedito calibro automatico Heuer 02 – visibile sul fondello a vite in zaffiro -, un movimento cronografico di manifattura con ruota a colonne “rossa”, ponti a Côtes de Genève, rotore nero scheletrato, 33 rubini, 28.800 alternanze orarie, 4 Hz, e 80 ore di riserva di carica.

Inoltre, sempre per aderire meglio alle esigenze contemporanee, il doppio vetro ora è in cristallo zaffiro antigraffio e antiriflesso, pur mantenendo la classica forma vintage decisamente bombata, e il grado di impermeabilità garantita raggiunge i 100 metri.

Per il resto, del tutto simili risultano la cassa rotonda in acciaio lucido con anse bisellate affilate che originano direttamente dalla carrure senza soluzione di continuità; la ghiera metallica con bordo scanalato per agevolarne la rotazione bidirezionale; i corposi pulsanti cronografici a pompa a finitura lucida così come la piatta corona cannelé; il quadrante nero opalino con fitto binario destinato alla trotteuse – che rispetta la regola aurea 1/3-2/3 applicata da Jack Heuer fin dai suoi primi modelli -; la forma delle lancette; il materiale luminescente beige; il nome della collezione e il logo al 12.

Piena atmosfera rétro, infine, per il bracciale in acciaio e il cinturino marrone in pelle abbinati in alternativa al nuovo cronografo: per quanto riguarda il primo, chiuso da una fibbia pieghevole, si tratta di una maglia a 7 file, con quelle centrali cosiddette “grains of rice” – chicchi di riso -, ispirata al design anni ‘60, mentre per quanto concerne il secondo abbiamo una pelle di vitello a effetto vintage con impunture ecru e fibbia ad ardiglione in acciaio lucido.