Fin dal suo esordio nella collezione di A. Lange & Söhne, il 1815 Chronograph è stato un punto di riferimento per tutti gli appassionati, apprezzatissimo per il suo stile classico non meno che per la qualità tecnica e l’affidabilità, caratteristiche peraltro condivise con gli altri esemplari della famiglia Lange, tra i quali il diretto “concorrente” Datograph.

Proprio il confronto con quest’ultimo – con l’assenza della grande data, che invece rappresenta un elemento importante del Datograph – metteva in luce da subito il carattere elegante del cronografo della linea 1815, interprete di una purezza stilistica ricercata in ogni particolare: nelle dimensioni della cassa e nel suo design, ma soprattutto su un quadrante dove le indicazioni sono ridotte all’essenziale, con i due contatori dei secondi e dei minuti cronografici e con il tocco ricercato fornito dalla scala pulsometrica lungo la circonferenza.

Queste caratteristiche non sono cambiate nel tempo, sebbene l’orologio abbia avuto una sua evoluzione, in particolare nel 2010, data nella quale è stato adottato il nuovo movimento L951.5, che ancora oggi ne costituisce il cuore meccanico. La novità di quest’anno riguarda invece il lancio di due nuove versioni con cassa in oro rosa che ampliano l’offerta sempre restando nell’ambito dei metalli più preziosi.

Una scelta, quest’ultima, che è stata oggetto di approfondimento nell’intervista con il CEO della Manifattura: Wilhelm Schmid sottolinea come la scelta di utilizzare in maniera quasi esclusiva oro e platino sia stata fatta all’inizio della rifondazione della marca, avvenuta nel 1990 per opera di Walter Lange, esprimendo così la precisa volontà di rispettare le caratteristiche peculiari dei prestigiosi segnatempo prodotti in passato dalla Manifattura di Glashütte.

In altre parole, la scelta dei metalli preziosi rientra in un progetto più ampio che attiene all’identità della marca e che comprende una serie di caratteristiche rintracciabili in ogni orologio: dalla platina a tre quarti ai castoni d’oro avvitati, dalla regolazione del movimento in 5 posizioni all’incisione a mano del ponte del bilanciere.

Il lancio, al Salone Internazionale dell’Orologeria di Ginevra 2018, del 1815 Cronografo in oro rosa ci offre dunque lo spunto per concentrare la nostra attenzione su questo modello ormai iconico della collezione Lange e sul suo prestigioso calibro L951.5, movimento meccanico a carica manuale con ruota a colonne per la gestione delle funzioni cronografiche, funzione flyback, contatore dei minuti “saltanti esattamente” e una riserva di carica di 60 ore.

Naturalmente si tratta di un movimento concepito e realizzato in Manifattura, secondo i più alti standard qualitativi di Lange, con platina e ponti in alpacca naturale, regolazione con precisione micrometrica in 5 posizioni, scappamento ad ancora, 4 castoni d’oro avvitati, 34 rubini e 306 componenti totali.

Relativamente all’organo regolatore, il calibro L951.5 dispone di un bilanciere con sistema antiurto con eccentrici di regolazione e di una spirale prodotta in Manifattura; la frequenza è di 18.000 alternanze orarie. Grazie alla funzione flyback, il 1815 Cronografo consente di eseguire diversi cronometraggi in successioni immediate: quando il cronografo è avviato, basta premere il pulsante a ore 4 affinché la lancetta dei secondi cronografici torni a zero e inizi immediatamente una nuova misurazione; naturalmente anche il contatore dei minuti cronografici si azzera e riparte per una nuova misurazione.

Funzione peculiare di questo modello è inoltre la scala pulsometrica, utile nella determinazione della frequenza cardiaca; si tratta di un’indicazione che si incontra sul quadrante dei cronografi meno frequentemente rispetto alla scala tachimetrica, la quale rinvia a un uso sportivo dell’orologio.

Parla un linguaggio classico l’estetica complessiva di questo modello, a partire dalla cassa di 39,5 millimetri di diametro e di 11 millimetri di spessore, con doppio vetro zaffiro a protezione del quadrante e sul fondello a vista sul calibro L951.5. E classico è anche il quadrante, realizzato in argento massiccio con finitura argenté o nera, cifre arabe e minuteria “chemin de fer” e con i due quadranti ausiliari disposti simmetricamente a ore 4 e a ore 8; sono fissate al centro le 3 lancette di ore, minuti e secondi cronografici, in oro rosa nella versione con quadrante nero e in acciaio brunito in quella con quadrante argenté.

Un’altra differenza cromatica riguarda l’elegante cinturino in alligatore cucito a mano, proposto di colore nero in abbinamento con la stessa tonalità del quadrante e marrone rossiccio nella versione con quadrante argenté. A guardare bene, è il linguaggio dell’intera collezione 1815, non a caso dedicata all’anno di nascita del primo fondatore della Manifattura, Ferdinand Adolph Lange, e ispirata all’eleganza degli orologi da tasca realizzati fin dall’inizio della sua attività nella seconda metà dell’Ottocento.

Insomma, una collezione dove la tradizione ha un suo peso, tale da conferire un carattere speciale a ciascuno dei modelli in catalogo: dal semplice modello con piccoli secondi al calendario annuale, fino ai modelli più complicati. Non è dunque un caso che quest’anno, insieme alle nuove versioni del suo celebre cronografo, la collezione 1815 ci abbia regalato anche un interessante e doveroso omaggio al fondatore della storia moderna di A. Lange & Söhne: parliamo naturalmente di Walter Lange, pronipote di Ferdinand Adolph Lange, al quale si deve la rinascita della Manifattura di Glashütte a partire dal 1990.

A lui, scomparso nel gennaio del 2017, è infatti dedicata la linea 1815 “Homage to Walter Lange”; in particolare l’esemplare unico con cassa in acciaio e quadrante in smalto nero che è stato messo all’asta il 13 maggio a Ginevra, dove ha realizzato una storica vendita per 852.500 franchi svizzeri, cifra interamente devoluta alla Children Action, associazione svizzera fondata da Bernard Sabrier nel 1994 che si occupa dei diritti dell’infanzia. Un bel filo rosso che collega due momenti importanti della storia di A. Lange & Söhne.