STORIA
CARTIER
Centocinquanta anni di inimitabile eleganza
Un anniversario segnato da molti eventi
che, durante tutto il 1997, portano in giro per il mondo classe,
eleganza, ricchezza, buon gusto.Ovvero luniverso Cartier,
fatto di oggetti darte dedicati ai cultori di tutto ciò
che è esclusivo e destinato a durare nel tempo
di Giampiero Negretti
È una dinastia
familiare che comincia ai tempi delle guerre napoleoniche con
Pierre, artigiano specializzato nella confezione di sacchetti per
la polvere da sparo e nella decorazione dei calci di fucile. Ma
la vera storia del "gioielliere del re e re dei
gioiellieri" ha inizio con suo figlio, Louis-François, che,
nel 1847, quando ha appena 18 anni, va a bottega presso il
gioielliere Picard di Parigi per imparare tutti i segreti del
mestiere. È in questo laboratorio al primo piano di Rue
Montorgueil, che solo dopo sei mesi Picard cede al suo giovane
collaboratore, che affonda le sue radici la storia di una delle
firme più prestigiose nel settore del lusso, la Cartier, che
questanno festeggia i suoi primi 150 anni di vita.
La dinastia prosegue poi con Alfred, figlio di Louis-François;
con Pierre, Louis e Jacques, figli di Alfred e, giungendo quasi
ai giorni nostri, con Claude, figlio di Louis morto nel 1972, lo
stesso anno in cui lazienda viene rilevata da un gruppo di
investitori esteri e rilanciata in tutto il mondo.
Centocinquantanni che cominciano con levasione di
Carlo Luigi Napoleone Bonaparte dalla fortezza di Ham; che vedono
gli sfarzi della Belle Epoque, le tristezze della Prima Guerra
Mondiale, la grande crisi economica, la rinascita
dellEuropa e poi, di nuovo, il grande baratro della guerra,
per arrivare allo sbarco delluomo sulla Luna e affacciarsi,
quindi, sul Terzo Millennio.
Centocinquantanni tutti catalogati, disegnati e
inventariati in una serie di volumi, rivestiti di cuoio,
custoditi in Rue de la Paix, il negozio-laboratorio dove Cartier
si era installato nel 1899. È qui che è racchiusa la storia
della Maison con date, nomi, cognomi e modelli. Ma in quegli
album, rivestiti in pelle rossa o verde, è anche raccontata
levoluzione del gusto e delle mode di un periodo
straordinario perché, per molti paesi, ha significato il
passaggio da una società ancora quasi feudale alla democrazia
più completa, da una economia prevalentemente agricola alla
tecnologia più avanzata.
Per non parlare del costume e dellemancipazione femminile.
Quasi tutti i valori sono cambiati in questo secolo e mezzo, ma
il nome di Cartier è rimasto un punto fermo a significare
classe, eleganza, ricchezza e, naturalmente, buon gusto.
Lepopea Cartier ha inizio con le pietre preziose e
loro e negli album custoditi negli archivi parigini
compaiono, accanto a nomi famosi di nobili e sovrani, i disegni,
lelenco delle pietre e il costo del lincastonatura e
della fabbricazione di ogni gioiello.
Una carrellata di braccialetti, collane e
parure che si interrompe nel febbraio del 1911, quando in una
pagina, accanto al numero progressivo 3880, appare la forma di un
orologio come mai non se ne erano visti: «montre bracelet» è
scritto semplicemente nella descrizione. Nasce dunque in questo
anno il primo "vero" orologio da polso della Cartier,
non volendo considerare nella categoria tutti gli
orologi-bracciale da donna prodotti prima? No, la storia di
questo modello, che successivamente diventerà un best-seller
mondiale con il nome di Santos, è ancora più antica e risale al
1904. Come molti appassionati sanno, il brasiliano Alberto
Santos-Dumont era un pioniere dellaviazione e anche quel
che si dice un uomo di mondo, un protagonista delle serate
mondane parigine. Louis Cartier e Santos-Dumont si conobbero agli
inizi del secolo e il magnate brasiliano ordinò a quello che poi
sarebbe diventato un suo caro amico un orologio da donna
extrapiatto e ornato di rubini, che portava inciso
allinterno del fondello le lettere «To B.N. from A.S.D.»,
ovvero «A Belle de Neuilly da Alberto
Santos-Dumont».
Cartier si recò personalmente a consegnare il prezioso orologio
nello strano, oggi diremmo pittoresco, appartamento di Dumont.
Tavolo e sedie, infatti, erano smisuratamente alti e questo
perché, diceva Dumont, a lui piaceva stare a contatto con il
cielo.
Quella sera Louis vide il nuovo dirigibile che Dumont stava
progettando e, al momento del commiato, il brasiliano, estraendo
dal taschino il proprio orologio, disse a Cartier che
quellorologio, pur se preciso, non gli consentiva di
controllare tempi e prestazioni quando si poneva ai comandi del
suo dirigibile perché troppo scomodo e lungo da consultare nei
momenti critici.
Quando, qualche anno più tardi, Santos-Dumont scese
dallaeroplano sul quale aveva appena conquistato il primo
record mondiale della storia dellaviazione, per aver volato
in 22 secondi per 220 metri, non ebbe bisogno di consultare i
cronometristi ufficiali: lorologio che aveva al polso gli
aveva già consentito di conoscere il risultato.
Era lorologio che Cartier gli aveva appositamente
realizzato nel 1904, pochi mesi dopo il colloquio notturno
"ad alta quota" nella casa del magnate brasiliano.
Risale, quindi, ai primissimi anni del secolo questo leggendario
orologio, anche se la vendita al pubblico cominciò nel 1911 e il
"battesimo" ufficiale del nome avvenne nel 1913 quando,
nel secondo album dei registri Cartier relativi a
quellanno, accanto al disegno del modello appare la
dicitura «Montre de forme carré dite Santos-Dumont». Ma
perché questo orologio è così importante nella storia
dellorologeria da polso? Il grande merito di Louis Cartier
è stato quello di aver imboccato subito una strada diversa dagli
altri fabbricanti: non cercò, infatti, di adattare
lorologio da tasca al polso, ma riuscì a concepire un
oggetto dove innovazione e funzionalità si fondevano
armoniosamente, un design tanto riuscito da sopravvivere al
mutare delle mode e da essere ancora attuale oggigiorno, epoca in
cui i Santos costituiscono, ormai, unintera collezione di
modelli da uomo e da donna con i Santos Carré, i Pan thère e i
Ronde. Altro modello fondamentale dovuto alla mano di Louis
Cartier è il Tank.
E se il Santos era un orologio nato, in un certo senso,
dallaria, il Tank, invece, ha una discendenza militare. Per
disegnare lorologio, Louis Cartier si ispirò, infatti, ai
"tank", cioè ai primi carri armati messi in campo
dagli alleati nella Prima Guerra Mondiale.
Erano così chiamati perché assomigliavano proprio a dei
"tank", in inglese serbatoi o cassoni. Ma ciò che
venne fuori in campo orologiero era quanto di più raffinato ed
essenziale potesse esistere sul mercato. Siamo, non va
dimenticato, nel 1918 e, allepoca in cui Louis regala i
primi esemplari del nuovo orologio ad alcuni alti ufficiali del
corpo di spedizione americano come ringraziamento per
lintervento in Europa, gli orologi da polso non sono ancora
affermati e le loro forme, tranne rare eccezioni, risentono
ancora della modellistica dei tasca.
Semplice, lineare e di dimensioni unisex in anticipo sui tempi,
il Tank viene immesso sul mercato nel 1919 e si dimostra subito
non solo un modello di grande successo (ancora oggi è ai
primissimi posti nella classifica dei modelli più imitati o
contraffatti) ma anche un "telaio" ideale per numerose
trasformazioni. È su questa base che nascono i Tank Chinois, con
la cassa intrecciata; gli Obus, con le anse a forma di
proiettile; i Cintré, allungati e con il fondello ricurvo, le
casse sottolineate da sottili filetti in smalto policromo.
Parallelamente, la Maison Cartier sviluppa tutta una serie di
modelli solo per citare le tipologie di cassa e il tipo di
decorazioni di quelli da donna sarebbe necessaria
unenciclopedia di forme più sofisticate e che
adesso si vanno riscoprendo. Per esempio i tonneau di taglia
gigante, gli straordinari modelli "cloche",
utilizzabili anche come orologi da comodino, quelli a
"staffa", per finire con i bellissimi
"tortue", la cui espressione massima sono il cronografo
del 1928 con la corona che comanda tutte le funzioni e un
ripetizione a minuti del 1931. Ma, come i collezionisti sanno, il
valore degli orologi Cartier non è soltanto una questione di
forma o di fatto snobistico. Louis voleva che tutti i suoi
prodotti, a partire dai gioielli, fossero quanto di meglio
reperibile sul mercato sotto ogni aspetto. E infatti, gli orologi
della Maison si avvalevano, per la parte tecnica, di movimenti di
altissima qualità, firmati prima Jaeger e successivamente
quando la Edmond Jaeger si fuse con la Le Coultre et Cie., dando
vita a quella che ancora oggi è una delle più prestigiose
manifatture svizzere Jaeger-Le Coultre. Per molti anni,
quindi, i movimenti degli orologi Cartier furono firmati Jaeger
oppure EWC, ovvero European Watch Company, una consociata della
Maison che si occupava dei modelli destinati
allesportazione.La notorietà della Cartier in campo
orologiero non è, però, limitata ai modelli da polso, la
fantasia dei gioiellieri di Rue de la Paix aveva trovato, già in
precedenza, molte occasioni per manifestarsi a livelli,
probabilmente, irripetibili.
Per esempio, in
campo femminile, nei pendentif, ovvero gli orologi a pendente da
portare come collane, o in quelli a broche, cioè a spilla.
Per quanto riguarda luomo, invece, il settore degli orologi
da tasca fornì lo spunto ad alcune "fantasie" sul tema
di grande valenza estetica ed artistica: i modelli taxi, con le
ore saltanti in una finestrella sul quadrante e una sola
lancetta, quella dei minuti, imperniata al centro; di spessore
molto ridotto, alcuni di tali modelli avevano il fianco della
cassa lenticolare e il pendente ricoperti di diamanti o di onici.
Oppure, i modelli rotondi o carré, ma dagli spigoli arrotondati,
con la cassa costituita da un blocco di onice, di giada o di
cristallo di rocca. Oppure, ancora, i modelli a timone, con 6
zaffiri cabochon la corona con il cabochon in zaffiro a
ogiva, oppure esagonale od ottogonale, è uno degli elementi
caratterizzanti degli orologi Cartier disposti
tuttattorno alla cassa come indici. Ma quello che
costituisce una vera specialità della Casa, e per certi modelli
anche unesclusiva, è il settore delle pendolette. Sin
dagli inizi del secolo, la Cartier produce, molte volte su
richiesta specifica del cliente, una serie di orologi da tavolo
di forme e caratteristiche diverse ma tutti accomunati da una
qualità di lavorazione, da uneleganza e da una preziosità
di materiali uniche al mondo. Pendolette da viaggio con sveglia o
suoneria a ripetizione, orologi da tavolino e grandi modelli
ornamentali, con o senza il calendario, in cui cè una
ricerca di materiali preziosi e di accostamenti che sembra
svilupparsi allinfinito senza mai ripetersi: diamanti,
rubini, smeraldi, zaffiri, onice, giada, pietre dure in genere,
cristallo di rocca, smalti policromi, oro, argento e platino
vengono plasmati insieme per dare vita a misuratori del tempo che
non è esagerato paragonare a capolavori darte. E il
vertice Cartier lo raggiunge con le grandi pendolette a portico
degli anni 20: orologi ornamentali, costruiti con materiali
e pietre preziose, caratterizzati dalle lancette che sembrano
galleggiare nel vuoto e muoversi come per magia. Da questo
mistero relativo al loro funzionamento deriva il nome. Altre
pendolette misteriose il primo modello di questo tipo
risale al 1913 sono quelle con la base in onice e la cassa
e il quadrante in cristallo di rocca, dove il
"galleggiare" nel vuoto delle lancette è ancora più
evidenziato. Altro esempio di orologio misterioso, che è stato
realizzato anche in versione da tasca, è la pendoletta Prisma,
recentemente tornata in produzione, che sembra una scatola
trasparente vuota e che, tramite un gioco di specchi, mostra
lora soltanto se la si guarda da una certa angolatura.
Tornando al polso, un altro modello storico
della Cartier, è il Pasha. Risale agli anni 30, anche se
assume la forma definitiva nel decennio successivo e si
differenzia dai modelli che abbiamo già visto per due
caratteristiche: è rotondo, quindi non di forma come il Santos,
il Tank, i tortue e le versioni da essi derivate, e di grandi
dimensioni. Nasce an chesso da unispirazione
militare, infatti ha il vetro protetto da una griglia metallica e
la corona è incapsulata, ai fini del limpermeabilità, in
un cappuccio cabochon assicurato alla cassa da una breve
catenella. Ma la nascita del Pasha non influisce sullo sviluppo
di nuovi modelli basati sempre su casse di forma quadrata o
rettangolare. È di questi anni, 30-40, una fioritura
di orologi particolari e oggi molto quotati sul mercato del
collezionismo: i cabriolet, con la cassa basculante che si rigira
su se stessa così da proteggere il vetro dai colpi; i modelli a
lucchetto; i Tank con ore e minuti a indicazione digitale; i
savonnette, con il vetro protetto da un coperchio a cerniera; gli
orologi con cassa esagonale e quelli asimmetrici a losanga con le
ore in posizione sfalsata e il movimento speciale a dieci lati.
Negli anni 50 e 60 un nuovo soffio di creatività,
con gli orologi a doppio movimento e doppio quadrante, del tipo
"reversibile", oppure a cassa fissa e con i modelli
ispirati alle nuove tendenze di moda giunte
dallInghilterra, come il Crash Watch, ispirato al famoso
quadro "Lorologio molle" di Salvador Dalí. Ma
quel periodo segna anche la fine di unera e linizio
di una nuova vita per la Maison: il controllo azionario della
Cartier non è più nelle mani degli eredi della dinastia ma, nel
1972, passa ad un gruppo finanziario di investitori, quelli che
oggi conosciamo come Vendôme Group. Nuove risorse, entusiasmo e
un gruppo di manager motivati ricostruiscono quello che era nato
come un impero familiare e fanno della Cartier una multinazionale
del lusso con boutique in tutto il mondo.
Il 1973 è lanno dei Must de Cartier: una serie di oggetti,
con gli orologi in primo piano, che definiscono uno stile di
vita, che fanno immagine e con un ottimo rapporto
qualità-prezzo. Comincia il recupero del grande passato della
Casa, a partire proprio dal rilancio del Santos. Una riscoperta
di forme e modelli che culmina que stanno, in occasione
delle celebrazioni per il secolo e mezzo di vita della Maison,
con il lancio, in tiratura limitata, di una serie di orologi
storici di grande fascino e con movimenti (oggi vengono
realizzati presso i laboratori della Cartier in Svizzera) di
altissima qualità. E in edizione ancora più esclusiva (1 o al
massimo 3 esemplari per ogni tipologia), tali orologi sono stati
presentati in anteprima e messi allincanto in occasione
della grande asta monotematica "The Magical Art of
Cartier", organizzata a Ginevra il 19 novembre scorso dalla
Antiquorum e dallEtude Tajan: battuti a prezzi altissimi,
sono i precursori di quelli che, presto, vedremo nelle boutique,
anche se questi ultimi si differenzieranno dai modelli messi in
asta per piccoli particolari, soprattutto per quanto riguarda il
disegno del quadrante. Ed ecco così tornare, per la gioia degli
appassionati, il Tank degli anni 20 con ore e minuti ad
affissione digitale, ovvero con ore e minuti riportate su due
dischi e leggibili attraverso due finestrelle sul quadrante che,
in questo caso, è la parte superiore della cassa. Un altro Tank,
ma di un passato più recente, è il modello Cintré a doppio
quadrante e a doppia corona di carica, equipaggiato con due
movimenti meccanici a carica manuale. Sempre di forma molto
particolare altri due modelli: il Tank asimmetrico a losanga con
le cifre ruotate sul quadrante e il Tank con cassa basculante.
Anche il Pasha si arricchirà di due nuove versioni complicate
(tourbillon, ripetizione minuti) mentre ritornerà pure il
classico e rarissimo Cloche che, al pari di tutti gli altri
modelli celebrativi, sarà realizzato in diversi materiali
preziosi, come loro giallo, bianco o rosa, oppure il
platino.
A questo punto ci si potrebbe chiedere se, dopo aver rieditato in
una sola volta così tanti modelli, la Cartier non possa essere
in difficoltà per le celebrazioni future.
Ma al riguardo non ci sono problemi: gli album dellarchivio, infatti, sono una miniera di idee e di forme in gran parte ancora inesplorata e anche per il 175° e il 200° compleanno non mancheranno, certo, le sorprese.