TANTI OROLOGI DA TASCA

Sono un vostro assiduo lettore e, con l’occasione, mi complimento per l’indiscussa serietà della rivista.

Vi invio anche le fotografie di alcuni orologi in mio possesso, dei quali gradirei conoscere il maggior numero di informazioni possibili.

Un lettore di
Guardia dei Lombardi (AV)

Come lei già saprà, la maggior parte dei suoi orologi è di fabbricazione americana: Hamilton, Elgin e Waltham le firme più note. Ma procediamo con ordine, seguendo la numerazione da lei data alle fotografie. L’Hamilton in argento 925 risale al 1910 circa e ha una valutazione di 3-400 mila lire; il Frodsham, inglese, è stato realizzato intorno al 1830 e ha una valutazione di 800 mila lire.

Seguono: un Waltham in argento del 1850-60, del valore di 3-400 mila lire; un Anorel in argento di poco anteriore, del valore di circa 300 mila lire; un New York Watch in argento della fine dell’Ottocento, non funzionante, del valore di 3-400 mila lire; un orologio svizzero con cassa savonnette a occhio di bue, del 1880 circa, valutabile 600 mila lire; un Waltham in argento 925 non funzionante, con cassa niellata, risalente al 1890 circa e del valore di 400 mila lire; un orologio anonimo in argento del 1840 circa, non funzionante, del valore di 300 mila lire; un movimento dei primi dell’Ottocento con suoneria, del valore di 3-400 mila lire; un altro movimento non funzionante, del 1810 circa, apparentemente con suoneria al passaggio, del valore di 500 mila lire; un Elgin e un Illinois in oro, entrambi del 1810 circa, valutabili, rispettivamente, un milione e mezzo e 2 milioni di lire; un Waltham savonnette del 1900 circa, in oro a 14 carati, del valore di un milione e 200 mila lire; un Longines del 1920 circa, anch’esso in oro a 14 carati, del valore di 700 mila lire; un altro Waltham del 1900 circa, con cassa savonnette laminata oro, valutabile da un milione e 200 a un milione e 500 mila lire; un Elgin in oro a 10 carati del 1910 circa, del valore di un milione di lire; un Ingersoll-Trenton in oro, funzionante, risalente al 1900 circa e valutabile da un milione a un milione e 300 mila lire. Seguono altri quattro Elgin: due esemplari con cassa laminata oro, del 1900 circa, valutabili circa 700 mila lire ciascuno; due modelli con cassa savonnette in oro a 14 carati, rispettivamente del 1890 e del valore di un milione e 200 mila lire, e del 1900 con un valore di un milione di lire. Ancora: un Agassiz laminato oro, del 1910 circa, e un Bulova in oro a 10 carati, del 1920 circa, entrambi del valore di 700 mila lire; un anonimo con cassa savonnette in argento, del 1890 circa, con scappamento a détente, del valore di un milione e 800 mila lire.

Conclude la collezione un orologio da polso Longines dell’inizio del secolo, apparentemente con anse saldate, del valore di 600 mila lire.


HEUER E MONVIS

Sono un vostro affezionato lettore e mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione due orologi perfettamente funzionanti: un Heuer automatico, in acciaio, degli anni ’70 e un Monvis in oro degli, anni ’80; di entrambi vorrei conoscere la valutazione.

Federico Miccolis - Viterbo

Il cronografo Heuer ha una valutazione che può oscillare da un milione e mezzo a 2 milioni di lire. Il Monvis vale, invece, circa 800 mila lire.


CRONOGRAFO ROLEX

Possiedo questo Rolex d’oro da circa sessant’anni. Ha un diametro di 3,5 centimetri e uno spessore di 0,5, più una leggera bombatura sul retro. Desidererei averne una valutazione.

Gabriella Colombetti - Pavia

Il suo è un esemplare realizzato negli anni ’40. Dalla foto non possiamo valutare adeguatamente lo stato di conservazione; la quotazione si attesta, comunque, tra i 10 e i 12 milioni di lire.


JULIEN LE ROY

Sono entrato in possesso, tramite un’eredità, di un orologio da tasca in argento datato 1730-40, firmato Julien Leroy, perfettamente funzionante e originale in tutte le sue parti. Data l’importanza della firma, un esperto di una nota Casa d’aste gli attribuiva un discreto valore (circa 7-8 milioni di lire). Desidero una vostra conferma o meno di tale valutazione, e con l’occasione vi faccio i miei complimenti.

Paolo Gallo - Rivolta (TO)

Effettivamente la firma di Julien Le Roy è ottima; altrettanto può dirsi rispetto alla qualità dell’orologio. Tuttavia la valutazione che le è stata indicata ci sembra un po’ eccessiva, in considerazione sia del fatto che la cassa è in argento e non in oro, sia, soprattutto, per l’attuale livello dei prezzi nel settore del collezionismo di orologi da tasca.

Suggeriamo, almeno sul mercato italiano, una valutazione di 4-5 milioni di lire.


LE COULTRE

Vi invio alcune fotografie del mio orologio Le Coultre, per conoscere la sua storia e, possibilmente, la sua valutazione. Risale al 1950 e ha la cassa placcata oro di 3,3 centimetri di diametro.

È un orologio automatico con meccanica a martelletto, con riserva di carica visibile sul quadrante. Il tutto è perfettamente funzionante. Vi ringrazio e vi faccio i complimenti per la bellissima rivista.

Un lettore di Roma

Per essere più esatti, suggeriamo di spostare un po’ indietro la data di fabbricazione dell’orologio, cioè intorno al 1945. Per ciò che riguarda, invece, la valutazione, la indichiamo in un milione e mezzo di lire circa.


UN LONGINES E UN OROLOGIO MASSONICO

Mi permetto di inviarvi le foto di due orologi, dei quali gradirei conoscere il valore commerciale: un modello massonico acquistato alcuni anni fa in un’asta e un Longines del 1950, automatico.

Nello Scapinelli
Milano

L’orologio massonico ha una valutazione oscillante da un milione e mezzo a 2 milioni di lire. Il Longines, invece, a nostro parere della fine degli anni ’60, ha una valutazione di circa 800 mila lire (con cassa laminata oro; se fosse in oro avrebbe un valore di circa 2 milioni di lire).


UNA COLLEZIONE DI OROLOGI DA POLSO E DA TASCA

Sono un vostro assiduo lettore e desidero sottoporre alla vostra attenzione la mia piccola collezione di orologi, per conoscerne epoca e valutazione. Vi ringrazio e vi faccio i complimenti per la bella rivista.

Fabio Govoni
S. Giorgio di P. (BO)

Composta prevalentemente da orologi da polso, la sua collezione non presenta pezzi di particolare interesse collezionistico o di elevato valore monetario. È, tuttavia, una raccolta di tutto rispetto e anche con "buone firme", rappresentativa della produzione dagli anni ’40 agli anni ’70 per ciò che riguarda il polso, dal 1890 al 1910 per ciò che riguarda i tasca. Ed ecco, pezzo per pezzo, i suoi orologi: un Gruen del 1940 circa e del valore di 500 mila lire; un Eberhard degli anni ’60 con i secondi al centro, valutabile circa 250 mila lire; un Enicar con cassa tonneau, secondi al centro e data, realizzato alla fine degli anni ’60 e del valore di 200 mila lire; un altro Enicar tonneau con movimento automatico e indicazione day-date, risalente agli anni ’70 e del valore di 400 mila lire; tre Longines, rispettivamente degli anni ’50, ’60 e dell’inizio degli anni ’70, tutti del valore di 200 mila lire; due Tissot degli anni ’60, ovvero un Visodate con cassa impermeabile e uno Stylist, entrambi del valore di 150 mila lire; un Vetta degli anni ’40 con piccoli secondi, anch’esso con una valutazione di 150 mila lire circa; un Wyler Vetta automatico degli anni ’50, valutabile circa 300 mila lire; un Omega automatico della fine degli anni ’60, con indicazione day-date e secondi al centro, del valore di 500 mila lire; due Enicar degli anni ’50, del valore di 150 mila lire; infine, tre Zenith: un esemplare degli anni ’50, con data, del valore di 200 mila lire, un automatico degli anni ’70 con cassa tonneau, del valore di 600 mila lire e un altro automatico, modello Autosport, in oro, degli anni ’60, del valore di un milione e 600 mila lire.

Ed ecco, per finire, gli orologi da tasca: un Longines del 1900 circa, del valore di 300 mila lire; un Lanco del 1905 circa, con quadrante piuttosto rovinato, la cui valutazione è di 200 mila lire; un Perrin del 1890 con scappamento a cilindro, valutabile circa 200 mila lire; un Omega del 1905 circa, con valutazione ancora di 200 mila lire; un Tavannes del 1910 circa, del valore di 150 mila lire; un anonimo del 1890, del valore di 200 mila lire.


EBERHARD EXTRA-FORT

Vi spedisco le foto di un vecchio orologio Eberhard al quale tengo molto in quanto è un ricordo di famiglia. Vorrei conoscerne la valutazione.

Annamaria Caputo - Napoli

Il suo è un cronografo degli anni ’50, modello Extra-Fort, la cui valutazione si attesta, attualmente, tra i 2 milioni e mezzo e i 3 milioni di lire.


ELGIN D’INIZIO SECOLO

Nel congratularmi per l’ottimo lavoro che svolgete, porgo alla vostra attenzione una cipolla in oro a 18 carati regalatami dal mio bisnonno. Si tratta di un Elgin con quadrante in ceramica, in ottime condizioni e perfettamente funzionante. Vorrei conoscerne l’epoca di fabbricazione e, orientativamente, la quotazione di mercato.

Vincenzo Lepore - Lucera (FG)

Il suo è un modello realizzato nel 1910 circa. La valutazione oscilla intorno a un milione e mezzo di lire.


UN OROLOGIO DA TASCA DELLA METÀ DELL’OTTOCENTO

Desidererei avere qualche notizia e la valutazione in merito a un orologio di cui allego le fotografie. La cassa, di 55 millimetri, è realizzata in oro e smalto con perline.

Un lettore di Modena

Si tratta di un bell’orologio da tasca di fabbricazione svizzera, realizzato per il mercato cinese intorno al 1850.

Se è effettivamente in oro e con smalti originali, la sua quotazione è di 15 milioni circa (molti esemplari di questa tipologia sono, in realtà, in argento dorato; in questo caso la valutazione è di 7 milioni di lire circa).