All’inizio di quest’anno, con grande risalto internazionale, la maison ginevrina ha presentato al Salon International de la Haute Horlogerie il suo primo movimento di manifattura a carica automatica sviluppato insieme a due solide realtà del gruppo Richemont: la Manufacture Horlogère Valfleurier e il Dipartimento di Ricerca e iInnovazione di Neuchâtel.

Dopo anni di ricerche e avvalendosi della migliore tecnologia orologiera contemporanea, la Baume & Mercier ha lanciato il suo primo movimento di manifattura a carica automatica. E in un momento così significativo vale la pena ripercorrere brevemente la storia di questa Casa fondata nel 1830 a Les Bois, nel Giura svizzero, con il nome di “Frères Baume” dai fratelli Louis- Victor e Célestin Baume; una piccola azienda, un semplice laboratorio di orologeria che però negli anni si avvierà verso una rapida e costante espansione internazionale che porterà all’apertura di una filiale a Londra. Sarà però nel nuovo secolo, nel 1918, che l’allora direttore William Baume entrerà in società a Ginevra con Paul Mercier dando vita alla Manifattura la cui ragione sociale dura ancora oggi e che nel corso del Novecento diventerà famosa per i suoi orologi da polso dalle fogge particolari, anche da donna. Poi, nel 1988, l’acquisizione da parte del Gruppo Richemont, con la firma Baume & Mercier che verrà indissolubilmente legata al concetto di “lusso accessibile”. Una fama, quella di essere in grado di offrire il miglior compromesso possibile tra prezzo e prestazioni, che viene consolidata anche dal nuovo Clifton BaumaticTM che ha il privilegio di ospitare il primo movimento meccanico di manifattura a carica automatica Baume & Mercier, il calibro BM12-1975A con riserva di carica di ben 5 giorni; un orologio elegante eppure commercialmente competitivo come tutti i modelli della Casa, tra i quali spiccano i segnatempo vintage Hampton, i cronografi Capeland, i modelli senza tempo Classima.
Ispirata al design minimalista degli anni Cinquanta, la collezione Clifton nasce sei anni fa all’insegna della sobrietà e del buon gusto. La nuova serie BaumaticTM contempla 5 modelli maschili, uno dei quali certificato come “cronometro” dal COSC; per tutti, la cassa in acciaio misura 40 millimetri di diametro – più un paio di millimetri calcolando la corona -, 47 millimetri di altezza anse comprese, 10,3 millimetri di spessore ed è impermeabile fino a 5 atmosfere di pressione.
Agile e leggera nella sua architettura, mostra anse piccole e ricurve, lucide sul fronte – come lucida è la profonda bisellatura sui fianchi dell’orologio – e satinate sui lati, originando senza soluzione di continuità dalla carrure satinata. Lucide anche la lunetta spiovente, che regge il cristallo zaffiro bombato con trattamento antiriflesso sul lato interno, e la piccola corona piatta con bordo scanalato e zona superiore personalizzata con la lettera greca “phi” logo di Baume & Mercier.
Il fondello è serrato alla cassa con 4 viti e reca incise sul bordo lucidissimo alcune delle specifiche tecniche, mentre al centro il piatto cristallo zaffiro esibisce il nuovo movimento automatico di manifattura BM12-1975A le cui caratteristiche principali possiamo riassumere in 12 linee e 1/2 di diametro, 21 rubini, 28.800 alternanze orarie, 5 giorni di riserva di carica, elementi satinati e incisi, ponti a perlage e rotore scheletrato a Côtes de Genève. Fin qui le caratteristiche comuni a tutti i modelli; vediamo ora le differenze seguendo il design di ciascuna variante, partendo dall’orologio più significativo, quello con movimento certificato COSC. Diciamo innanzitutto che la cassa in acciaio è abbinata a un cinturino nero in alligatore a grandi scaglie con fibbia ad ardiglione in acciaio lucidissimo; piccola nota di colore, le impunture blu in prossimità della fibbia e sulla fodera beige. Semplice e minimalista come la cassa anche il quadrante bianco a finitura porcellana che misura 35 millimetri e reca in apertura minuteria antracite e lunghi indici metallici applicati – doppio al 12 -, leggermente trapezoidali, diamantati e sfaccettati come le affilate lancette di ore e minuti, mentre la sfera dei secondi a filo è color antracite. Altri elementi del quadrante, che una sorta di croce centrale divide in 4 parti, sono il datario a finestrella al 3, il logo “phi” e la firma della Casa al 12 e il nome del movimento automatico di manifattura al 6, seguito dall’indicazione della riserva di carica di 5 giorni e dalla dicitura “CHONOMETER”. Immediato a questo punto il raffronto con la variante più simile tra quelle equipaggiate con movimento “standard”: piccole differenze interessano il quadrante, privo della “croce” centrale e ovviamente dell’attestato di “cronometro” nonché della finitura brunita per la lancetta dei secondi, e il cinturino in alligatore che ora è blu, con impunture rosse in prossimità della fibbia e sulla fodera beige. Rispetto a quest’ultimo, medesima cassa e quadrante per la versione con bracciale in acciaio, una maglia formata da elementi verticali lucidi e satinati allineati in maniera alternata su 5 file e chiusa da una fibbia a farfalla con pulsanti di sicurezza. Cassa e cinturino nero come per il modello “COSC”, invece, per la versione con quadrante nero intenso con dettagli chiari, e cinturino marrone con impunture rosse in prossimità della fibbia e sulla fodera beige, infine, per il segnatempo “bicolore” con cassa in acciaio e lunetta e corona “rivestite” di oro rosa alla stregua degli indici e delle lancette del quadrante bianco porcellana.
 
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