La platina e i ponti in oro del calibro 581, un movimento sottilissimo di soli 3 millimetri di spessore, sono stati accuratamente traforati fino a ottenere una sorta di ricamo di straordinaria bellezza. una sfida che rende omaggio alle abilità delle maestranze della manifattura.

Per Breguet i mestieri d’arte non rappresentano “semplicemente” una serie di lavo- razioni e rifiniture capaci di far risaltare la meccanica orologiera, ma piuttosto l’essenza stessa di una Maison che alla precisione e al rigore costruttivo accompagna da sempre una cura illimitata dei dettagli. Con l’intento di ottenerla anche nei più piccoli, e talvolta nascosti, componenti, e fino a raggiungere la perfezione assoluta che è necessariamente insieme estetica e tecnica. L’ornamento di un segnatempo diventa quindi importante quanto il suo valore tecnico, tanto che la particolare attenzione verso l’estetica non è una scelta recente ma risale alle origini della Maison. Due gli obiettivi che Abraham-Louis Breguet si era posto fin dagli inizi: la realizzazione di nuovi dispositivi meccanici e la ricerca di uno stile più originale rispetto a quello dell’orologeria dell’epoca, rimasto fermo alla corrente barocca e alle decorazioni a rocaille, con casse bombate riccamente incise e lancette sovraccariche di volute e arabeschi. Ben presto il Maestro avrebbe creato una propria, personalissima, “firma” a partire dalle famose lancette a pommes introdotte intorno al 1783 e che prenderanno il suo nome, estendendo ulteriormente il desiderio di epurazione ai numeri arabi, affinati, e alla cassa, resa più snella. Il lineare quadrante piatto smaltato, per molto tempo identificativo del marchio, è stato successivamente affiancato dai famosi quadranti con guillochage, tecnica nella quale Breguet è protagonista indiscusso essendo stata da lui introdotta in ambito orologiero nel 1786. Anche l’incisione, perfezionata attraverso i secoli, è entrata a far parte dell’identità odierna della Maison, fino alla sua interpretazione più spettacolare che è quella della scheletratura in cui l’orologiaio-artigiano, da solo o in collaborazione con altri professionisti, lavora con una precisione al centesimo di millimetro sulle componenti del movimento – platina, ponti ed eventualmente rotore nel caso di un automatico – incidendoli per liberare materia e cesellandoli uno a uno. Per poi ricomporli nel montaggio finale che rivela tutta la magnificenza della tecnica decorativa grazie alla quale il meccanismo apparirà come un leggero e delicato ricamo. Abilità, padronanza manuale ed esperienza, oltre a una buona dose di creatività e fantasia guidano la mano dell’incisore nell’eliminazione di tutte le parti metalliche piene che consentirà, poi, di dare vita alla trama finale dalla massima trasparenza e visibilità: un’operazione estremamente complessa che non tollera margine di errore, poiché oltre al grande senso artistico e alla mano ferma egli deve “sentire” fino a dove può spingersi con il suo paziente lavoro di traforo senza mettere a rischio la solidità del meccanismo. La delicatezza di questa lavorazione è tale che solo alcune Maison scelgono di accostarvisi, e tra di esse non poteva mancare Breguet che, come anticipavamo in apertura, considera la professione dell’orologiaio un vero mestiere d’arte, che affianca al lavoro tecnico propria- mente detto le arti dell’incisione, del guillochage e dell’anglage per ottenere risultati straordinari e fuori dal comune. L’orologio scheletrato Classique Tourbillon…

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