Torna, per la gioia di tanti collezionisti che ne hanno ricercato ovunque le edizioni storiche, il Cronografo Top Time, simbolo della fantasia dei designer della casa di Grenchen che lo idearono nelle inconfondibili atmosfere creative degli anni sessanta.

di Anna Rita Romani

Per Breitling un frammento curioso e affascinante di una lunga storia di orologeria, per i collezionisti semplicemente “Zorro”. È così che è stato ribattezzato il cronografo Top Time realizzato dalla casa di Grenchen nel 1962, e oggi riproposto in una serie limitata che ha riacceso i riflettori su una pagina assolutamente interessante della storia orologiera di uno dei decenni più fertili di idee del ventesimo secolo, nel campo del design e dell’estetica come in quello della tecnica: siamo infatti nell’epoca di grande fermento per la ricerca nel campo dei cronografi, che approdò alla svolta del 1969, di cui fu protagonista la stessa Breitling insieme a Gérald Dubois della Dépraz & Cie, alla Heuer e alla Hamilton-Büren con l’importante sviluppo del Calibro 11 ChronoMatic. Ma nel caso del Top Time l’accento veniva posto principalmente sul carattere, sportivo e giovanile, tradotto in un quadrante dall’estetica audace e assolutamente non convenzionale. Inconfondibile il gioco grafico in corrispondenza del contatore cronografico a ore 3 – all’epoca riservato ai 45 minuti – e di quello a ore 9 dei secondi, che disegnava una specie di mascherina nera in forte contrasto con il fondo bianco e con piccoli dettagli rosso vivo, la stessa che ha scatenato la fantasia di appassionati e collezionisti e che ha generato il simpatico soprannome “Zorro”! Come sa bene chi conosce questo mondo un po’ a parte del collezionismo orologiero, quando nel popolo degli appassionati nasce questo tipo di sintonia con un determinato orologio, lo stesso cessa di appartenere, in un certo senso, a chi lo ha ideato e prodotto, per seguire una strada propria fatta di complicità e quasi di affetto all’interno di una nuova community. Non succede a tutti, ovviamente, ma questa apparente irrazionalità è una componente innegabile del collezionismo. Torniamo agli anni ’60. Tra le finalità riposte all’epoca da Willy Breitling nel lancio del Top Time c’era la volontà espressa di rag- giungere un pubblico giovane e attivo. Concetto ripreso dall’attuale CEO Georges Kern in occasione del recente rilancio di questo modello: «Gli appassionati di Breitling hanno sempre amato il quadrante del Top Time. Quando uscì, più di 50 anni fa, questo orologio …

Vuoi leggere l’articolo nella versione integrale?Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA