Foto di Dario Tassa

L’orologio più emblematico del catalogo Breitling torna alla ribalta con una versione inedita.

Tra i principali protagonisti nell’evoluzione della funzione cronografica, con l’introduzione del primo pulsante indipendente nel 1915, mentre il secondo arriverà nel 1934, e la presentazione del cronografo a carica automatica nel 1969, Breitling realizza nel 1944 anche un cronografo con movimento ultrapiatto con funzione rattrapante, il Duograph.

Come sappiamo, la particolarità di tale meccanismo, detto anche sdoppiante, riguarda essenzialmente la trotteuse che se a prima vista sembra una normale lancetta dei secondi cronografici in realtà è formata da due sfere perfettamente sovrapposte, con lo scopo di misurare i tempi intermedi di un evento oppure due eventi che hanno lo stesso inizio ma terminano in momenti diversi.

Le due sfere infatti partono insieme ma premendo su un apposito pulsante quella inferiore si arresta; agendo poi sullo stesso pulsante, si ricongiungono per procedere di nuovo insieme.

Un meccanismo sofisticato che prevede un sistema di “isolamento” per quanto riguarda gli arresti e le ripartenze, che altrimenti andrebbero a incidere sull’energia del movimento e dunque sull’autonomia di marcia dell’orologio, e che Breitling ha rivisitato con l’introduzione di due nuovi componenti, entrambi brevettati.

Il primo è l’elemento che mette in azione la lancetta rattrapante il quale, invece della tradizionale sagoma a coppiglia, assume una forma più sottile e insieme più robusta; il secondo quello che viceversa ne causa l’arresto, ovvero una ruota che non è liscia o appena dentellata come consuetudine ma rivestita di un o-ring in elastomero che ne ottimizza la presa da parte delle pinze preposte a bloccarla.

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