Si possono mettere insieme una cassa in oro rosa o in acciaio e una carrozzeria in alluminio? Cerchi in lega da ventuno pollici con ruotismi e microingranaggi? Un organo regolatore che pesa pochi grammi con un motore a dodici cilindri capace di erogare oltre seicento cavalli? Un cinturino in pelle di alligatore con una comoda selleria in cuoio? Lancette visibili anche al buio con fari full led? Certo, tutto è possibile quando due lettere B alate si incontrano. Non stiamo vaneggiando né tanto meno raccogliendo un’accozzaglia di idee o termini a caso. Quello che può sembrare l’inizio di un racconto di fantasia che ha per protagonista una strana creatura metà orologio e metà automobile è in realtà una breve sintesi dell’essenza di un fortunato incontro tra due eccellenze che hanno nel DNA molti punti in comune. Da un lato siamo al cospetto di uno tra i più grandi costruttori di automobili di lusso, con sede a Cricklewood nei pressi di Londra; l’altro interprete è invece situato nel cuore della Svizzera, dove nacque ben 135 anni or sono a Saint- Imier, nella regione del Giura Bernese, vera e propria culla di tutta l’orologeria più prestigiosa.

L’incontro tra le due aziende delle quali è inutile nascondere oltre il nome, si tratta evidentemente di Bentley e Breitling, nasce durante la progettazione di Continental GT, quella che sarebbe diventata l’auto più veloce e più potente mai costruita dalla Casa inglese: un mezzo assolutamente esclusivo, nel quale ogni dettaglio doveva essere perfetto, incluso l’orologio di bordo, progettato, disegnato e costruito dalla Maison fondata da Leon Breitling. Sono passati 17 anni da allora e questo connubio, basato sulla comune ricerca dell’eccellenza senza compromessi, ha dato vita a una fortunata collezione di cronografi nei quali la tecnologia si fonde con materiali di pregio, l’eleganza gioca con la sportività, la perfezione è …

Vuoi leggere la versione integrale dell’articolo? Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA