Foto di Bulgari

Con i nuovi orologi da donna proposti da Bulgari in occasione di Baselworld 2017, raffinate reinterpretazioni del motivo stilistico più amato e rappresentativo della Casa, il serpente, simbolo di seduzione, di mistero e di rinascita.

Il marchio Bulgari vanta oltre un secolo di storia, una lunga e prestigiosa tradizione che lo ha reso un simbolo del lusso internazionale e ambasciatore dell’eccellenza del made in Italy nel mondo grazie alla creazione di gioielli e di orologi ispirati al passato ma reinterpretati sempre con uno stile originale e attuale, espresso in scelte estetiche assolutamente uniche e inimitabili.

La nascita della Maison romana risale al 1885, quando in via Sistina, nel centro storico della Capitale, Sotirio Bulgari aprì un piccolo negozio specializzato in “Argenteria Artistica, Antiquitè, Curiositè, Bijoux”. Il suo vero nome era Sotirios Boulgaris ed era un orefice di origine epirota che, qualche anno prima, era sbarcato in Italia in cerca di fortuna portando con sé la sua perizia di artigiano e le tradizioni del suo Paese.

Nel 1905 spostò la sua attività nella prestigiosa via Condotti, nei pressi di piazza di Spagna, prima al civico 28 poi al 10, utilizzando un’insegna con la scritta “Old Curiosity Shop”, presa dal titolo di un romanzo di Charles Dickens e messa in bella vista come un aperto invito a curiosare tra la sua merce, invito rivolto anche ai ricchi avventori stranieri in visita alla città eterna.

Proprio per soddisfare le esigenze di una clientela facoltosa e cosmopolita, Sotirio si impegnò ad ampliare e a diversificare la sua offerta aggiungendo agli oggetti decorativi anche gioielli realizzati in argento e in oro. Nel corso degli anni ‘30 entrarono a far parte dell’azienda i suoi due figli, Costantino e Giorgio, che diedero un nuovo impulso alla produzione grazie alla loro passione per il collezionismo, per l’arte, per le tecniche artigianali e per i viaggi alla ricerca di nuovi motivi di ispirazione. Costantino, in particolare, si dedicava allo studio degli orafi e degli argentieri italiani del passato e nel 1958 pubblicò un importante trattato, ancora oggi molto consultato, dal titolo “Argentieri, Gemmari e Orafi d’Italia”.

Giorgio, invece, dotato di notevole senso estetico e di grandi capacità imprenditoriali, diede un nuovo impulso alla creatività del marchio introducendo alcune caratteristiche che contraddistinsero lo stile della Casa, come le audaci combinazioni cromatiche e un inedito studio dei volumi.

Lo scoppio della seconda guerra mondiale e la conseguente difficoltà nel reperire metalli preziosi non impedirono al laboratorio di continuare la propria produzione dando vita a gioielli originali, spesso realizzati con materiali di recupero: è proprio questo il momento nel quale nasce l’idea di utilizzare la maglia Tubogas in metallo tubolare e molto flessibile.

I primi esempi di bracciali simili a quelli realizzati dalla Casa risalgono già all’epoca romana ed erano dei fili di metallo ritorti aperti alle estremità e flessibili, in modo da poter essere indossati sia sul polso che sull’avambraccio. Fu solo nel XX secolo però che si iniziarono a produrre dei tubolari in acciaio elasticizzato utilizzati nell’industria come protezione dei tubi dell’acqua o del gas ed ecco perché vennero chiamati “tubo gas”.

Questa nuova soluzione messa in pratica dall’orefice romano fu talmente apprezzata che si decise di svilupparla anche in seguito e nel corso degli anni ‘70 vennero create intere collezioni sia di gioielli che di orologi che presentavano questa maglia – non a caso chiamata anche “maglia Bulgari”- al posto del cinturino: un motivo stilistico che, come vediamo nei nuovi modelli presentati in queste pagine, è ancora oggi un fiore all’occhiello della produzione della Casa.

Negli anni ‘50 e ‘60 Bulgari sviluppa uno stile apertamente ispirato alla tradizione classica e rinascimentale e, grazie al successo dell’introduzione del taglio cabochon e dell’impiego di pietre colorate incastonate nell’oro giallo, la gioielleria diventa un punto di riferimento delle celebrities dell’epoca.

Nel periodo della Dolce Vita Roma diventa il set privilegiato per le produzioni hollywoodiane e il negozio di via Condotti era una tappa obbligata per i divi americani, come Richard Burton che nel 1963, durante le riprese di Cleopatra, regalò a Liz Taylor uno strepitoso anello creato dalla Maison con uno smeraldo centrale di oltre 18 carati circondato da diamanti, o Audrey Hepburn, altra affezionatissima cliente.

Forte di questi successi e della notorietà conquistata a livello internazionale, nel corso degli anni Settanta il marchio cominciò a espandersi anche all’estero e sempre in questo decennio, nell’ottica di un ampliamento e di una diversificazione dell’attività, entrò ufficialmente a far parte del mondo dell’orologeria, lanciando nel 1977 un segnatempo destinato a diventare una vera e propria icona di questa nuova fase creativa, il Bulgari Bulgari.

Nel 1980 viene fondata in Svizzera la Bulgari Time, la manifattura che inaugura una nuova stagione di straordinari successi per la Casa sempre grazie a una produzione guidata da principi di eccellenza indirizzati a ottenere il massimo della qualità per andare incontro alle aspettative di una clientela sempre più esigente e a un mercato in continua evoluzione.

Ieri come oggi, infatti, ogni creazione firmata dal marchio è frutto di un’attenta cura nella scelta dei materiali, nelle lavorazioni di stampo artigianale curate al dettaglio e tutti i prodotti, dai gioielli agli orologi, dai profumi alle borse fino agli occhiali, sono caratterizzati da quello stile inconfondibile che ha reso la Maison famosa in tutto il mondo.

Anche gli esemplari fotografati in queste pagine e presentati da Bulgari in occasione di Baselworld 2017 rispondono in pieno a queste caratteristiche e riprendono un motivo stilistico molto caro alla Casa, quello del serpente.

Seducente, pericoloso, ammaliante, ipnotico e impenetrabile, il serpente ha da sempre colpito l’immaginario collettivo tanto da essere onnipresente nelle leggende e nei miti della cultura classica e in quelli provenienti da altri Paesi.

A cominciare dal racconto biblico di Adamo ed Eva, dove incarna lo spirito del male, alla credenza secondo la quale il suo veleno è, allo stesso tempo, letale e terapeutico, e per la sua caratteristica di cambiare pelle, questo animale è stato considerato fin dai tempi antichi un potente simbolo di potere e di rinnovamento, nonché di giovinezza e di rinascita.

Amato e odiato, venerato e temuto, è diventato oggetto di rappresentazione artistica, non solo in statue e dipinti ma anche in monili, come bracciali, collane e anelli, che si indossavano già in epoca ellenistica e poi romana e che venivano utilizzati sia come gioielli che come talismani.

“Dimenticato” durante il periodo medievale, il serpente ritorna prepotentemente in auge come monile dall’Ottocento in poi. Anche Bulgari fu sedotto dall’idea di riprendere questo simbolo universale di eternità, omaggiato da tutte le civiltà, tanto che nel corso degli anni diventerà uno dei più importanti e apprezzati emblemi fortemente rappresentativi della Casa, anche nell’ambito dell’orologeria.

Il primo segnatempo-serpente creato dal marchio risale, infatti, alla fine degli anni ‘40 e presentava un bracciale mobile realizzato con la maglia Tubogas e una testa tempestata di diamanti a nascondere il quadrante. Questo modello ebbe un tale successo da invogliare la Maison a continuarne la produzione anche nel periodo successivo, scatenando la creatività dei disegnatori intorno a questo tema, da intendere anche come diretta espressione di un lungo e intenso legame con il mondo femminile.

Degni eredi di questa prestigiosa tradizione, i nuovi orologi appartenenti alla linea Serpenti Tubogas confermano ancora una volta la capacità di Bulgari di coniugare la gioielleria con l’orologeria attraverso idee rivoluzionarie, sorprendenti e sempre estremamente raffinate: il brand, infatti, si è sempre contraddistinto, come dicevamo, per la sua innovazione nella lavorazione delle gemme colorate grazie a una maestria tecnica che va sempre di pari passo con scelte estetiche di altissimo livello.

Tornando alle proposte di quest’anno, abbiamo due nuovi modelli con la tipica cassa a forma di testa di serpente larga 35 millimetri, realizzata in acciaio, che ospita sul profilo dalle linee sinuose e arrotondate la corona in oro rosa a 18 carati impreziosita da un cabochon in rubellite rosa.

Una luminosa lunetta, sempre in oro rosa e tempestata da diamanti taglio brillante, circonda il quadrante laccato grigio con finiture guilloché soleil e protetto da un vetro zaffiro: sulla sua superficie trovano posto indici e numeri romani al 6 e al 12 e lancette per l’indicazione di ore e minuti.

Questi esemplari, che sono animati dal movimento svizzero al quarzo personalizzato Bulgari B033 e impermeabili fino a 30 metri di profondità, sono accompagnati da un bracciale, disponibile a doppia o a singola spirale, realizzato in acciaio e oro rosa a 18 carati.

Stesse dimensioni e stesse caratteristiche tecniche per il modello tutto in acciaio con il bracciale Tubogas a doppio giro – sempre con diamanti taglio brillante sulla lunetta e corona con cabochon in rubellite rosa – che propone un quadrante laccato rosso rubino con lavorazione guilloché soleil. Ma la grande novità di queste nuove edizioni è, naturalmente, lo spettacolare modello con bracciale a cinque giri, interamente realizzato in acciaio e con il quadrante nero.

Sempre in occasione della fiera di Basilea, Bulgari ha presentato anche i nuovi esemplari della collezione Serpenti Spiga proposti con la cassa in ceramica nera o in ceramica nera e lunetta in oro rosa, entrambi con quadrante nero laccato, indici e numeri romani dorati e corona con decoro in ceramica nera taglio cabochon.

Accompagnati da un bracciale a un giro, sempre in ceramica nera con inserti in oro rosa, sono anch’essi animati dal movimento al quarzo B033 e hanno un’impermeabilità garantita fino a 3 atmosfere di pressione.