Foto di Dario Tassa

Tre Bulova automatici che non hanno segreti e sommano alla visibilità degli ingranaggi un disegno nitido e incisivo

Bulova ha un folto pubblico di estimatori, che amano la sua storia antica e duplice, americana ed europea, che dal 1875 lega le due sponde dell’Atlantico.

Una storia, peraltro, fitta di innovazioni tecniche: dal rivoluzionario Accutron del 1960, il modello elettronico con diapason, alle varie scoperte nel campo del quarzo, tra le quali il Precisionist del 2010, l’orologio con frequenza di oscillazione 8 volte superiore allo standard, quindi preciso in senso quasi assoluto.

L’ultima conquista è del 2016: il primo cronografo al mondo con il movimento ricurvo al quarzo, caratterizzato dalla convessità della meccanica, della cassa, del doppio vetro, del quadrante e delle lancette.

La newyorkese Bulova collabora da quasi 9 anni con la giapponese Citizen, fornitrice di ottimi movimenti automatici e al quarzo, tra i quali i collaudati Miyota; ma la Casa mantiene ben saldo il suo storico legame con la Svizzera, che considera da sempre luogo privilegiato di stimolanti esperienze tecniche: dal 1912 al 1983 ha mantenuto a Biel il suo stabilimento produttivo, nel 2002 ha inaugurato l’impianto di Friburgo; sempre in territorio elvetico il brand realizza attualmente la prestigiosa linea Bulova AccuSwiss. Un’azienda molto significativa nel panorama internazionale dell’orologeria e artefice di importanti progressi tecnici, che non trascura però l’estetica, spesso affidata alla creatività degli stilisti europei. La sua sede è a Manhattan, nell’Empire State Building, storico edificio di 103 piani costruito nei primi anni Trenta, che somma all’arditezza costruttiva la raffinatezza estetica dello stile déco. La forma tipicamente rastremata del grattacielo è il frutto della sovrapposizione di moduli in acciaio di varia grandezza, rivestiti di mattoni e calcestruzzo, che si intersecano creando una struttura a gradini e ampi spazi terrazzati; un edificio alto 443 metri, costruito conformemente al piano regolatore e allo stile architettonico dell’epoca: geometrico, stilizzato, con linee spezzate, gradini e un accentuato verticalismo.

Osservando bene in queste pagine i due modelli maschili della Bulova Automatic Collection, l’uno rotondo e l’altro rettangolare, non si fa fatica a riconoscere le linee guida dell’estetica déco, attualizzate con gusto decisamente contemporaneo. Piani spioventi e spigoli vivi si alternano a segmenti curvilinei e a scalini; nel modello rettangolare la massiccia corposità della cassa in acciaio è visibilmente alleggerita dall’ampio cristallo zaffiro sfaccettato. Vetro e acciaio rappresentano un binomio particolarmente riuscito in questi due Men’s Automatic Watch dal taglio fortemente sagomato e dalla grafica nitida, che fanno della trasparenza uno dei loro punti di forza. Il movimento è infatti apprezzabile su entrambi i lati della cassa.

Abbondantemente scheletrato il quadrante del modello con la cassa rotonda – diametro 46 millimetri, spessore 12,6 millimetri – e il bracciale in acciaio IP canna di fucile, che ha il rehaut nero come i quattro grandi indici a barra sporgenti sul calibro automatico Miyota 1641.40, con ore, minuti e secondi, 21 rubini e 40 ore di riserva di marcia. Gli indici e le lancette forate sono rivestiti di SuperLuminova. Nulla è celato del meccanismo, con il ponte del bilanciere e il resto degli ingranaggi in acciaio dorato, cromato, annerito, satinato e microbillé. La platina e il rotore squelette sono pienamente visibili attraverso il fondello chiuso a vite, con bordo in acciaio lucido-satinato. L’impermeabilità dell’orologio, che ha la corona protetta e decentrata a ore 2, è garantita fino a 100 metri. Questo modello è disponibile in altre due versioni: con cassa e bracciale in oro giallo IP oppure con cassa rosé e cinturino in caucciù nero; entrambe hanno la lunetta color canna di fucile.

L’orologio rettangolare, che misura 35 x 49 x 11,1 millimetri, offre sul lato quadrante la vista del bilanciere e di parte del movimento Miyota 1726.10, con 21 rubini, 40 ore di autonomia, secondi decentrati e indicazione delle 24 ore. Le applicazioni metalliche si stagliano su un fondale nero finemente decorato da incisioni verticali e circolari; gli indici e le lancette sono luminescenti. Il vetro sagomato a tre lati rende la lettura del quadrante più ampia possibile. Sul fondocassa trasparente, serrato da viti, si possono apprezzare la decorazione a Côtes de Genève e il rotore stilizzato “goniometro”. La finitura lucida-satinata dell’acciaio valorizza le modanature della cassa e del bracciale, che ha la chiusura déployante a scomparsa con alette di sgancio, come l’orologio precedente. Impermeabile fino a 30 metri, l’orologio è proposto anche in versione all black.

Accosta le sfumature lucide-satinate a quelle rose gold l’acciaio del modello femminile Automatic Diamond. Il quadrante in madreperla, con il vetro zaffiro bombato, le lancette feuille e gli indici rosé, è impreziosito da cinque indici in diamanti incastonati a mano su basi quadrangolari. Un delicato motivo floreale percorre l’intero fondale, compreso l’oblò aperto sul bilanciere. Il movimento tre sfere Miyota, con 21 rubini e 40 ore di riserva di carica, è a vista anche sul retro della cassa, con le sue incisioni decorative e il rotore scheletrato. Il fondello chiuso da viti assicura l’impermeabilità fino a 30 metri. La cassa, con diametro di 34 millimetri e spessore di 10,85 millimetri, alterna superfici piane e bombate, smussi e gradini: una struttura articolata ma nel complesso fluida e armonica. Il bracciale ha la chiusura pieghevole a scomparsa con pulsanti. L’orologio è offerto da Bulova anche nelle versioni monocrome acciaio e acciaio rosato.

L’Automatic Diamond ha una garanzia triennale come i modelli precedenti.