Foto di Dario Tassa

Con la collezione Rubaiyat di Bulova, un omaggio alla straordinaria tradizione della Casa anche nell’ambito della produzione di orologi dedicati ai polsi femminili.
Da sempre Bulova è un’azienda protagonista del mondo dell’orologeria grazie a un percorso lungo oltre 140 anni durante il quale si è costantemente impegnata e distinta nell’ambito dell’innovazione tecnologica e nella ricerca di nuove soluzioni estetiche, cambiando le regole del gioco e reinventandosi, pur mantenendo sempre intatta la sua forte identità.

E questo fin dagli inizi, quando, nel 1875, Joseph Bulova, un ragazzo di soli ventitre anni, lasciò la sua patria, la Boemia, per l’America, con la speranza di realizzare il proprio sogno, quello di aprire un laboratorio di orologeria. Così, una volta arrivato a New York, inaugurò un piccolo negozio in Maiden Lane, nei pressi di Wall Street, dove cominciò a creare e a vendere orologi da tavolo e da tasca, per poi realizzare, qualche tempo dopo, una linea di esemplari da polso in collaborazione con il figlio Andrè. Oltre a vantare un ottimo rapporto qualità prezzo, questa innovativa produzione venne supportata anche da campagne pubblicitarie di grande effetto, sia via radio che, in seguito, attraverso spot televisivi.

Questo tipo di strategia commerciale e il forte apprezzamento da parte del pubblico per le creazioni firmate Bulova portarono il marchio a guadagnarsi il titolo di prima azienda orologiera degli Stati Uniti e anche a diventare fornitrice ufficiale di segnatempo per l’esercito americano.

A questo seguirono altri successi dovuti alla proposta di orologi all’avanguardia in fatto di innovazione tecnologica e di design: ne è un esempio l’Accutron, il primo modello elettronico prodotto su scala industriale che, in seguito, fu adottato anche dalla NASA come strumento affidabile e garantito per accompagnare gli astronauti in diverse missioni nello spazio.

Vuoi continuare a leggere l’articolo BULOVA: SULLE ALI DEL TEMPO?Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA TUA COPIA DIGITALE DELLA RIVISTA