Foto di Carl F. Bucherer

Ci troviamo nel cuore della collezione Manero, dove la produzione di Carl F. Bucherer mostra il suo volto più classico e tradizionale.

Qui i richiami alla lontana origine del marchio – nato nel 1888 a Lucerna e attualmente appartenente alla terza generazione della famiglia e sotto la direzione di Jörg G. Bucherer – diventano quasi naturali perché in orologeria, ma non solo in orologeria, spesso lo sguardo verso il futuro prende le mosse proprio dalla consapevolezza delle proprie radici che, in senso lato, rappresentano un insieme di valori ideali ma anche, e soprattutto, un patrimonio di conoscenze che difficilmente potrebbe essere creato dal nulla.

E’ il vecchio ma sempre valido principio che impone di conoscere per superare, poiché solo partendo da una perfetta padronanza delle tecniche tradizionali si può ragionevolmente andare avanti sulla strada del miglioramento e di una reale evoluzione.

Puntualmente, l’ultimo nato della serie Manero conferma il principio ora esposto: l’orologio, infatti, pur presentandosi in una veste sostanzialmente classica, racchiude in sé lo spirito più autentico della marca, che consiste in una interpretazione profonda e rigorosa dell’arte dell’orologeria, considerata nella sua dimensione manifatturiera e nella ricerca tecnica propriamente detta.

Non a caso, nel Manero Peripheral debutta la nuova serie di movimenti CFB A2000, interamente progettata e prodotta nei laboratori del marchio; nello specifico, si tratta del calibro automatico CFB A2050, la cui principale caratteristica risiede nella massa oscillante periferica.

Come sanno già coloro che seguono l’attività del marchio, Carl F. Bucherer ha introdotto questa interessante e originale innovazione già nel calibro CFB A1000, lanciato nel 2008, attualmente utilizzato in diversi movimenti con almeno cinque moduli funzionali aggiuntivi sviluppati in-house negli anni successivi – tra tutti, ricordiamo il calibro CFB A1011 montato sul bellissimo Manero Power Reserve -; per entrambe le serie, infatti, è stato adottato il principio di creare un movimento versatile, con una struttura di base concepita in modo da poter essere utilizzata per ulteriori sviluppi e di supportare, quindi, una vasta gamma di funzioni aggiuntive.

Dicevamo, dunque, della massa oscillante periferica: si tratta di un sorta di anello privo di fissaggio centrale che circoscrive il meccanismo e che si muove bilateralmente grazie alla spinta fornita dalla massa di colore più scuro che occupa la metà della sua circonferenza.

Oltre che performante dal punto di vista tecnico, la massa oscillante periferica consente di ottenere almeno due vantaggi: uno riguarda lo spessore complessivo del movimento, che nel caso del calibro CFB A2050 misura solo 5,28 millimetri; l’altro consiste nella possibilità di inserire più facilmente eventuali moduli aggiuntivi grazie allo spazio liberato da una massa oscillante tradizionale.

Last but not least, il movimento viene mostrato nella sua interezza, con la sua geometria ben equilibrata e le raffinate decorazioni, risultando sicuramente più godibile alla vista.

Tutti i ponti sono infatti accuratamente incisi con il tradizionale motivo a Côtes de Genève che conferisce al movimento in questione una particolare eleganza.

Tornando alla tecnica propriamente detta, il calibro CFB A2050 utilizza un bilanciere a 28.800 alternanze orarie, con spirale libera e regolazione con viti; 33 i rubini montati e 55 le ore di riserva di carica assicurate; movimento cronometrico di 30,6 millimetri di diametro, offre le funzioni di ore, minuti, piccoli secondi e data.

A ospitare questo movimento di nuova generazione è, come dicevamo all’inizio, la classica cassa Manero, di forma rotonda, con lunetta dalla superficie perfettamente lucidata e anse molto profilate; impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione, misura 40,6 millimetri di diametro e 11,2 millimetri di spessore.

Nell’ottica della valorizzazione del movimento, il fondello è in vetro zaffiro; un altro vetro zaffiro, di forma convessa e con trattamento antiriflesso su entrambi i lati, protegge il quadrante: anche in questo caso una creazione nel solco più autentico della tradizione e dello stile elegante di Carl F. Bucherer, con indici delle ore applicati e lancette sfaccettate a forma di lancia.

L’orologio viene realizzato in oro rosa e in acciaio; in entrambi i casi il quadrante è disponibile nelle varianti di colore bianco oppure nero.

Sia il modello in oro che quello in acciaio sono corredati di cinturino in alligatore Louisiana con fibbia ad ardiglione nello stesso metallo della cassa; per i modelli in acciaio è inoltre possibile optare per un bracciale in metallo.

Complessivamente, dunque, Manero Peripheral è disponibile in sei versioni diverse. Abbastanza per andare incontro a chi sa apprezzare il riuscito binomio che affianca un’eleganza classica con una tecnica innovativa, già proiettata verso i suoi sviluppi futuri.