In qualità di responsabile della creazione dei movimenti, Carole Forestier-Kasapi dirige il dipartimento di ricerca e sviluppo dell’Alta Orologeria di Cartier. Vincitrice del premio come Meilleur Horloger Concepteur al Grand Prix d’Horlogerie de Genève 2012, ha legato il suo nome e la sua storia professionale a quello della Manifattura Cartier fin dalla sua nascita, nel 2008.

D. In meno di 10 anni la Manifattura Cartier ha sviluppato oltre 40 movimenti! Un grande risultato, che ha cambiato completamente l’immagine del brand: come è stato possibile?
R. È stato possibile prima di tutto grazie alla visione di Bernard Fornas, che ha voluto un reparto interno dedicato allo sviluppo dei movimenti. Questo ci ha permesso di creare le nostre complicazioni, di essere creativi con i movimenti esattamente come lo siamo nella ricerca di nuove forme, per esempio per le casse; insomma, di avere una nostra autonomia creativa! É qui, grazie a un team formato per realizzare questa visione e perfettamente capace di raggiungere questi ambiziosi obiettivi, che nascono la collezione di Alta Orologeria e le sue complicazioni uniche.

Nelle collezioni di Alta Orologeria di Cartier ci sono diversi quadranti misteriosi e quadranti “animati”, dietro ai quali si nasconde una tecnica molto sofisticata: da dove nasce il suo personale approccio creativo con le complicazioni?
I quadranti misteriosi sono comparsi nelle collezioni di orologi da tavolo di Cartier fin dal 1912. Quadranti di questa tipologia rappresentano realmente una firma della Maison ed è per questo che abbiamo accettato la sfida di sviluppare orologi da polso con quadranti misteriosi. Tra questi possiamo citare il doppio tourbillon misterioso, doveil mio contributo è stato quello di trovare una soluzione per ottenere una gabbia del tourbillon senza una connessione visibile tra la gabbia stessa e l’orologio nella sua totalità; soluzione trovata grazie a un disco di zaffiro che supporta la gabbia del tourbillon dando l’illusione che la stessa fluttui senza un supporto visibile. Riguardo ai quadranti animati, il motto di questa collezione è “Creatore in orologeria”: noi vogliamo proporre nuovi quadranti, nuove animazioni; l’importante è essere creativi, e le soluzioni vengono sempre dal mio team.

Parliamo dell’orologio Panthères et Colibri, lanciato durante il SIHH e oggetto della nostra cover story. Immagino che per realizzare un orologio tanto speciale, il dipartimento di Ricerca & Sviluppo dei movimenti debba lavorare a stretto contatto con i designer. Dunque la mia domanda è la seguente: sono stati i designer a suggerire la scena animata del quadrante chiedendo a lei di realizzare un movimento speciale o l’idea è partita dal movimento?
Quando abbiamo dato inizio a questo progetto volevamo che la pantera facesse qualcosa, che fosse animata, e nello stesso tempo volevamo avere un indicatore della riserva di carica. Unendo questi due elementi è nata la scena animata del quadrante, che dunque si deve al team di sviluppo del movimento.

Quanto tempo è stato necessario per lo sviluppo del calibro 9915 MC?
Dalla sua programmazione fino all’omologazione – che rappresenta l’intero processo di sviluppo -, abbiamo avuto bisogno di 3 anni e mezzo.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate durante la realizzazione del calibro 9915 MC?
Innanzitutto abbiamo avuto bisogno di inventare un meccanismo di coordinazione tra i due animali, che ora è stato brevettato. Poi abbiamo avuto bisogno di un secondo meccanismo, brevettato anch’esso, per temporizzare il trasferimento veloce dell’animale cucciolo. Quindi abbiamo dovuto trovare una soluzione per memorizzare meccanicamente il livello della riserva di carica poiché la sua visualizzazione è unicamente su richiesta.

A proposito di questa originale visualizzazione – ottenuta mediante la lunghezza del volo del colibrì – vorrei chiederle se è la prima volta che viene realizzata una riserva di carica su richiesta.
Sinceramente non so se, nella lunga storia dell’orologeria, qualcuno l’abbia realizzata. Noi non ne abbiamo trovato alcun esempio.

Avete scelto di realizzare una riserva di carica su richiesta, invece di una riserva di carica tradizionale, per rendere il quadrante più spettacolare?
Non parlerei di spettacolarità ma piuttosto di creatività: una visualizzazione diversa invece di usare un semplice indicatore. E poi volevamo raccontare una storia con questo cucciolo di pantera che viene fuori come un automa, legandolo all’attivazione della funzione su richiesta.

Secondo me Panthères et Colibri è un orologio profondamente femminile: non solo per i diamanti ma soprattutto per la scena della mamma pantera con il suo cucciolo! È d’accordo?

Questo è esattamente ciò che volevamo ottenere! Raccontando una storia alle donne, usando la tecnica al servizio di una scena di animali sul quadrante.

È diverso creare una complicazione per le donne anziché per gli uomini?
Sì, è diverso, e sono diverse le complessità: per gli orologi da uomo preferiamo mostrare la meccanica mentre per quelli da donna preferiamo usare la meccanica per ottenere un determinato risultato dal punto di vista estetico.

Vorrei concludere con una considerazione assolutamente personale, se mi è concesso. All’inizio della sua carriera posso immaginare che non sia stato facile, per lei, essere un orologiaio donna in un settore tradizionalmente maschile. Ma adesso, dopo tanti anni e un meritato premio come “Meilleur Horloger Concepteur” al Grand Prix d’Horlogerie de Genève, penso che essere una donna rappresenti un suo privilegio personale, e un privilegio per l’orologeria Cartier!
Grazie per la sua gentile considerazione. Penso che fosse destino unire la nostra creatività.