Nella grande tradizione degli orologi di forma di Cartier fa il suo ingresso la collezione Drive.

Una collezione dedicata al pubblico maschile che ha il pregio di conciliare alcuni elementi di profonda classicità, legati ai canoni stilistici tradizionali della Maison, con le aspirazioni tutte contemporanee verso interpretazioni di Alta Orologeria.

Insomma, nei Drive troviamo una Maison che sa perpetuare il proprio passato richiamando una serie di elementi iconici della Marca – basta osservare uno dei quadranti della linea, preferibilmente quello del modello con piccoli secondi, per fare un’esperienza unica del concetto di atemporalità, idea che sta alla base di qualunque forma di classicità – ma che, al tempo stesso, conosce bene le regole di un dialogo assolutamente contemporaneo.

Lo stile classico dei Drive, infatti, appare più come un punto di arrivo che come un punto di partenza e, soprattutto, come lo scrigno che racchiude un percorso orologiero importante, svolto da Cartier negli ultimi venti anni circa, che ha avuto come obiettivo la nascita della Manifattura e che ha messo in campo straordinari esemplari di Alta Orologeria, frutto di un approccio innovativo e assolutamente geniale con la tecnica.

Questi nuovi orologi racchiudono infatti due interessanti movimenti di manifattura – i calibri 1904-PS MC e 1904-FU MC -, ma la collezione annovera anche un superbo Drive de Cartier Tourbillon volante animato dal calibro 9452 MC con Punzone di Ginevra.

A ispirare questa nuova collezione un argomento “maschile” per eccellenza, ovvero l’automobile.

Da qui il nome Drive e una serie di elementi che richiamano l’estetica automobilistica.

Li avevamo forse ignorati al primo sguardo, colpiti dalla continuità stilistica con i codici tipici di Cartier, ma adesso possiamo scoprirli uno a uno, rivelando, al tempo stesso, quella che è una caratteristica specifica di questi modelli: la loro appartenenza a quel mondo raffinato e di classe dove i dettagli fanno davvero la differenza.

Possiamo quindi immaginare le incisioni del quadrante come il disegno di una calandra, o seguire i profili lucidi della cassa come se fossero i particolari degli elementi metallici dell’abitacolo, oppure ritrovare, nel disegno della corona, la sagoma ottagonale di un bullone!

L’automobile come punto di partenza, insomma, di una nuova interpretazione stilistica di Cartier.

A comporre questa collezione tre modelli diversi, tutti caratterizzati da una cassa coussin in acciaio oppure in oro rosa, che misura 41 x 40 millimetri, con quadranti estremamente raffinati sui quali spiccano sofisticate decorazioni insieme agli elementi iconici della Marca: ore romane nere, lancette a gladio azzurrate, minuteria chemin de fer; nello stile Cartier anche la pietra cabochon alla sommità della corona: uno zaffiro per i modelli in oro, uno spinello sintetico per quelli in acciaio.

Il più semplice tra i Drive de Cartier è il modello con data e piccoli secondi; qui le informazioni aggiuntive rispetto alle indicazioni fornite dalle lancette centrali di ore e minuti sono visualizzate nei rispettivi indicatori a ore 3 e a ore 6, i quali occupano entrambe le zone del quadrante: quella centrale, che si presenta con un raffinato motivo flinqué, e quella esterna, con finitura satinata; nel piccolo quadrantino dei secondi troviamo invece una raffinata decorazione guilloché a cerchi concentrici.

Entriamo decisamente nel campo delle complicazioni con il modello con secondo fuso orario retrogrado, funzione alla quale sono associate l’indicazione giorno-notte, il grande datario e i piccoli secondi; la visualizzazione è chiara ed è distribuita armoniosamente su un quadrante decorato in tutte le sue parti, compresi la fascia delle ore e l’interno dei quadrantini dei secondi e del doppio fuso orario.

Il top della collezione si raggiunge, infine, con il Tourbillon volante, per il quale i designer della Maison hanno scelto un quadrante realizzato su due livelli: zona sottostante con decorazione flinqué e quella superiore satinata e traforata negli spazi tra le cifre romane; al centro le tradizionali lancette a gladio azzurrate e a ore 6 la gabbia del tourbillon con il suo ponte a forma di C, cuore pulsante del calibro 9452 MC, movimento meccanico a carica manuale assemblato e regolato nei laboratori Poinçon de Genève situati sopra la boutique Cartier di Ginevra, al civico 35 di Rue du Rhône; si tratta di un movimento formato da 142 componenti, con bilanciere a 21.600 alternanze orarie e una riserva di carica di 50 ore.

Ad animare gli altri due orologi due differenti versioni del calibro automatico 1904 MC: nato nel 2010, tale movimento fa parte della prima generazione di movimenti progettati, sviluppati e assemblati presso la Manifattura Cartier; è un calibro di 11 linee e ½ con doppio bariletto che assicura una stabilità cronometrica ottimale sul lungo periodo.

Preciso e affidabile, il calibro 1904 MC presenta tutte le decorazioni tipiche dell’Alta Orologeria, quali le Côtes de Genève su ponti e massa oscillante, il perlage sulla platina, le teste delle viti lucidate.

La sua variante complicata, il calibro 1904-FU MC, è stata lanciata nel 2014; come abbiamo detto si tratta di un secondo fuso orario retrogrado – la funzione è visualizzata a ore 10 – completato dall’indicazione giornonotte a ore 3, dal grande datario a doppia finestrella a ore 12 e dai piccoli secondi a ore 6.

Tutti i Drive de Cartier sono corredati di cinturino in pelle con fibbia pieghevole.

Il Tourbillon è disponibile unicamente con cassa in oro rosa e quadrante argenté mentre per i modelli con piccoli secondi e con doppio fuso orario sono disponibili, oltre ai due materiali della cassa, quadranti di differenti colorazioni: argenté, grigio scuro e nero.

La cassa ha una garanzia d’impermeabilità di 30 metri ed è dotata di vetro zaffiro a vista sui bei movimenti di Manifattura.