“Mostrare senza svelare”: ecco, nelle parole di Carole Forestier-Kasapi, la sfida più importante racchiusa nella realizzazione del nuovo Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette. Naturalmente a essere mostrato è il movimento a carica manuale calibro 9983 MC, ma conservando intatto il fascino della visualizzazione misteriosa di ore e minuti.

Con il nuovo Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette la Maison Cartier dà forma, ancora una volta, a quella straordinaria tradizione avviata oltre un secolo fa con la Pendola Misteriosa Modèle A, primo esemplare di una collezione che ha avuto un grande successo sia tra i clienti affezionati del marchio sia come “genere” tra i più sofisticati dell’orologeria di tutti i tempi.

Del resto, come si fa a non restare incantati davanti a esemplari di assoluta eleganza – con gli spettacolari quadranti in cristallo di rocca, le lancette in metallo prezioso e diamanti, i basamenti in pietra dura – che ormai costituiscono un patrimonio culturale capace da solo di interpretare uno spaccato fondamentale della storia di Cartier?

Per non parlare del “peso” che questi assumono quando compaiono nelle grandi aste internazionali, diventando immediatamente oggetti da contendere ai più esperti collezionisti!

Come è noto, l’inizio di questa importante produzione risale al 1912. Altrettanto noto il nome dell’artefice di simili meraviglie: si tratta del giovane orologiaio Maurice Couët, al tempo collaboratore della Maison parigina, che si era documentato sulle ricerche compiute da Jean-Eugène Robert-Houdin per sospendere le lancette nel vuoto; egli perfezionò il sistema del celebre illusionista vissuto nel diciannovesimo secolo giungendo a realizzare, appunto, pendole nelle quali le lancette apparivano misteriosamente animate all’interno di un quadrante traslucido: da qui il nome di pendole “misteriose”.

La tecnica impiegata consisteva nel fissare le lancette a due dischi di vetro o di cristallo con bordo in metallo dentato collegato al movimento; quest’ultimo, a sua volta, poteva essere nascosto all’interno della base oppure nella parte superiore – è il caso delle celebri pendole a portico -. Qui, come sempre, la tecnica ha assecondato la fantasia creativa sposando una straordinaria varietà di forme e di materiali e consegnando alle generazioni future un patrimonio estremamente ricco e prezioso, diventato non di rado fonte di ispirazione per i designer della Maison. Il tema delle Pendole Misteriose, insomma, non è stato solo un “genere” mantenuto vivo e vitale nel corso di un secolo ma ha anche stimolato nuove forme creative: prima fra tutte la reinterpretazione del tema del quadrante misterioso negli orologi da polso!

La collezione di Alta Orologeria di Cartier annovera attualmente diversi orologi misteriosi, tra i quali anche modelli caratterizzati da grandi complicazioni; valga per tutti il recentissimo Rotonde de Cartier Répétition Minutes Double Tourbillon Mystérieux presentato in gennaio durante il Salone dell’Alta Orologeria di Ginevra insieme all’orologio protagonista di queste pagine, ovvero il Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette. A differenza del Ripetizione Minuti con doppio Tourbillon – orologio meccanicamente molto complesso, nel quale il “mistero” riguarda proprio il tourbillon volante – il secondo orologio è un “semplice” solo tempo con visualizzazione misteriosa di ore e minuti, erede decisamente più diretto delle classiche pendules di cui parlavamo prima, e quindi capace di raccontare questa grande e profonda tradizione della Maison, svelando nel contempo uno dei codici tecnici e stilistici fondamentali dell’orologeria Cartier: la capacità di dare un volto semplice a meccanismi di grande complessità.

Ecco, dunque, il nuovo “gioiello” della collezione Rotonde de Cartier, chiamata fin dai suoi esordi ad accogliere le più importanti espressioni della tecnica elaborate all’interno della Manifattura Cartier, che nell’ultimo decennio ha sviluppato oltre 40 movimenti, compresi numerosi movimenti scheletrati e molte complicazioni, tra le quali il noto e apprezzatissimo Astromystérieux.

L’orologio era stato presentato circa quattro anni fa in una versione con movimento nascosto e quindi la sua principale novità riguarda proprio la scheletratura, che, in virtù delle variazioni che si sono rese necessarie in nome dell’alleggerimento del movimento, è passato dalla precedente denominazione di calibro 9981 MC a 9983 MC. Come ci spiega Carole Forestier-Kasapi nell’intervista, le differenze tra i due movimenti riguardano, nello specifico, la platina e i ponti; oltre alla scelta del materiale, che deve essere più resistente dell’ottone utilizzato nei movimenti tradizionali per compensare la maggiore fragilità di un movimento scheletrato, nel caso dei ponti ritroviamo un importante segno distintivo della visione moderna della scheletratura da parte di Cartier. Mi spiego meglio. Realizzare movimenti scheletrati appartiene al know-how della Maison parigina fin dagli anni Trenta del Novecento; per Cartier, ma non solo per Cartier, quest’arte è rimasta sostanzialmente legata a una visione classica e tradizionale dell’orologeria fino all’inizio del nuovo millennio.

La svolta è arrivata nel 2009, come una delle espressioni più rappresentative della nuova Manifattura Cartier: la scheletratura utilizza grandi numeri romani nella doppia funzione di indici delle ore e di ponti del movimento! Una soluzione, quest’ultima, che ha permesso a Cartier di presentarsi al mondo dell’orologeria con una visione moderna e innovativa dell’orologio scheletrato, quasi “liberato” dai vincoli di una classicità formale e decorativa a vantaggio di linee geometriche e di volumi completamente ridisegnati; e a vantaggio, soprattutto, di una visione funzionale dell’orologio nella quale l’architettura del movimento agevola la lettura dell’ora.

A questo punto è facile comprendere come nel Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette siano riunite due firme emblematiche dell’Alta Orologeria della Maison, entrambe profondamente radicate nel DNA della marca non solo per evidenti ragioni storiche ma anche per la loro capacità di rappresentare due facce diverse di uno stesso ideale, da sempre fiore all’occhiello della filosofia di Cartier: l’inscindibilità di tecnica ed estetica. Assolutamente esplicito nel caso della scheletratura, questo legame diventa ancora più sottile e raffinato nei movimenti misteriosi, dove l’abilità dell’orologiaio consiste proprio nel nascondere l’oggetto della sua arte, ovvero la complessità tecnica; una complessità che aumenta esattamente in virtù di questo “occultamento”!

Scheletratura e movimento misterioso, quindi, si incontrano e si fondono nel Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette senza mai contraddirsi. Dicevamo all’inizio, citando le parole di Carole Forestier-Kasapi , “mostrare senza svelare”: e infatti, nel nuovo orologio di Cartier la scheletratura svela molti dei segreti del calibro 9983 MC ma non il sistema di ingranaggi che collega il movimento con i dischi di zaffiro portatori delle lancette di ore e minuti, ovvero il “segreto” per eccellenza del movimento misterioso. Relativamente a tale calibro, con la sua caratteristica forma costruita intorno allo spazio del quadrante decentrato, possiamo precisare che si tratta di un movimento di 36,7 millimetri di diametro e 6,12 millimetri di spessore, con 192 componenti totali, tra i quali 27 rubini, bilanciere che oscilla a 28.800 alternanze/ora e riserva di carica di 48 ore.

A ospitarlo è una cassa in palladio di 42 millimetri di diametro e 11,9 millimetri di spessore, nel classico design che contraddistingue la linea Rotonde de Cartier. Rotonda per definizione, quindi, tale cassa si presenta con anse orientate verso il basso, doppio vetro zaffiro e la consueta corona decorata a perlage e ornata di uno zaffiro cabochon. L’orologio è impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione ed è corredato di cinturino nero in alligatore con fibbia pieghevole in oro bianco.

In questi elementi di spiccata classicità ritroviamo, come nell’idea che sta al centro della nascita dell’orologio, la tipica compresenza di classico e moderno, di tradizione e modernità, che abbiamo già sottolineato in quelle che abbiamo definito le “firme emblematiche” della Maison, che in questo caso non sono altro che i contenuti rilevanti di questo modello. Le stesse ragioni che fanno, dunque, del Rotonde de Cartier Heure Mystérieuse Squelette un bell’esempio dello stile di Cartier e una sintesi eccezionale dell’utilizzazione in chiave moderna di un prezioso bagaglio culturale radicato nella storia ultracentenaria della Maison, ci raccontano un progetto creativo rivolto verso il futuro, anche quando i codici utilizzati sono quelli provenienti dal passato: è la capacità di reinventarsi di collezione in collezione, che ha poi trovato nella competenza e nella creatività del team riunito intorno a Carole Forestier-Kasapi un elemento prezioso in grado di fare realmente la differenza.