Alta orologeria e alta gioielleria: due mondi che spesso si avvicinano, quasi senza toccarsi per non turbare l’uno la magia dell’altro, ognuno perfetto nella sua realizzazione come nella capacità di suscitare emozioni ed evocare sogni.

Mai come nella collezione 2016 Cartier ha voluto superare questo confine per confonderne volutamente i contorni e realizzare un incontro che rappresenta un nuovo terreno per l’immaginazione dove si sommano le competenze e, soprattutto, si libera una nuova creatività.

Spazio, dunque, a creazioni rare e preziose che non riconoscono altra “legge” al di fuori dell’eccellenza, sia essa esercitata nell’incastonatura delle pietre preziose oppure nella concezione di un sofisticato movimento orologiero, o, ancora, nell’incisione dell’oro: in questo atelier della fantasia ognuno dei mestieri d’arte che da sempre accompagnano l’orologeria è benvenuto!
E benvenuti sono i temi tradizionali di Cartier, tra i quali l’intramontabile tema animalier con la sua regina: la pantera. L’elegante felino ha il pregio di concentrare in sé una serie di valori che ne fanno, da sempre, il simbolo dell’orologeria e della gioielleria di Cartier.

Da quando Jeanne Toussaint fece il suo ingresso nell’universo della Maison di Rue de la Paix, dapprima come compagna di Louis Cartier e sua musa ispiratrice poi, a partire dal 1933, in qualità di Direttrice dell’Alta Gioielleria Cartier.

Donna di grande eleganza, Jeanne Touissant aveva anche un carattere forte e determinato che le valse il soprannome di Pantera; l’austero felino godeva anche di una sua particolare predilezione, tanto che intorno a questo si sviluppò, proprio sotto la sua direzione artistica, un’importante collezione di gioielli: famosissima la spilla realizzata alla fine degli anni ‘40 che ritrae la pantera su una sfera di zaffiro e che fu acquistata dalla Duchessa di Windsor.

Mai abbandonato, il tema della pantera è stato ulteriormente valorizzato da Cartier nelle sue collezioni moderne, entrando prepotentemente anche in orologeria, dove attualmente compare in un importante numero di esemplari.

A questo punto, basta riflettere sugli orientamenti dell’orologeria Cartier degli ultimi anni – in particolare dalla nascita di una propria Manifattura e di un vero e proprio dipartimento per lo sviluppo dei movimenti – per comprendere che difficilmente un elemento così iconico e importante come la pantera potesse rimanere confinato al ruolo di elemento estetico-decorativo.

Del fatto che il prezioso felino potesse “animarsi” ed entrare in stretto contatto con la meccanica dell’orologio ne avevamo avuto una prova assolutamente interessante per esempio con Promenade d’une Panthère, appena quattro anni fa: lì la pantera, austera nel suo preziosissimo manto con pavé di diamanti e lacca nera, mentre si muove con disinvoltura su un quadrante in madreperla scura, non è altro che la massa oscillante in posizione invertita del calibro 9603 MC!

Da elemento decorativo a elemento tecnico, dunque, il passo è stato breve; e questo è anche un ottimo esempio per comprendere l’approccio del tutto originale che ha visto negli ultimi anni Cartier protagonista di una visione nuova dell’orologeria, dove la tecnica, quanto più è complessa e sofisticata, tanto più si presta a offrire una rappresentazione di sé inedita, poetica,addirittura ludica.

Mente e cuore di questo straordinario percorso che, in meno di dieci anni, ha messo in campo oltre 40 movimenti concepiti, sviluppati e realizzati in house esattamente con questa filosofia intrisa di fantasia innovativa, è Carole Forestier-Kasapi, Direttore del Dipartimento di Ricerca & Sviluppo dell’Alta Orologeria di Cartier e responsabile della creazione dei movimenti, della quale si può leggere l’intervista nelle pagine seguenti.

Ed è a lei che lasciamo il compito di introdurre l’orologio Panthères et Colibri, splendido esempio di quell’incontro magico tra alta gioielleria e alta orologeria di cui parlavamo all’inizio: magico perché non si limita a dare una veste preziosa a un orologio complicato ma perché nasce da una dimensione creativa nella quale orologeria e gioielleria sono davvero un tutt’uno, complici e complementari persino nell’uso di un unico linguaggio poetico che ha fatto propria la grande tradizione della Maison rielaborandola nei codici stilistici contemporanei che possiamo riscontrare nelle attuali collezioni Cartier.

Con una semplicità che è essa stessa un valore aggiunto, Carole Forestier-Kasapi risponde alla domanda sull’origine di un orologio così speciale dicendo che l’intento era quello di raccontare una piccola storia della quale la pantera fosse una protagonista attiva, legandola a sua volta all’esigenza tecnica di inserire nell’orologio una riserva di carica.

Ed ecco il risultato, nient’affatto scontato, che propone due scene diverse: nella prima – che potremmo definire di “riposo” – una pantera è adagiata su un quadrante in oro rodiato nero e punteggiato di diamanti mentre un colibrì sembra svolazzarle intorno in un clima di assoluta tranquillità; premendo la corona, invece, la scena si anima: un cucciolo di pantera fa la sua comparsa e sembra sfuggire al premuroso controllo della madre, ma scappando mette in fuga il tenero colibrì dalle ali dorate, che percorre un “sentiero” tracciato sul quadrante fino a fermarsi in un punto preciso.

Al di là del suo aspetto poetico, la scena introduce un’originale funzionalità: quella della riserva di carica, che è indicata precisamente con la traiettoria del volo del colibrì!

Dunque si tratta di una riserva di carica visualizzabile solo “su richiesta” ma che, ovviamente, si basa su un meccanismo particolare che “memorizza” il tempo di carica residuo per poterlo indicare al momento opportuno.
Naturalmente questa è solo una delle particolarità del calibro 9915 MC, il movimento meccanico a carica manuale concepito e realizzato all’interno della Manifattura Cartier per raccontare questa tenera storia che ha per protagonisti una mamma pantera, il suo cucciolo e un colibrì.

Tale movimento è formato da 367 componenti, tra i quali 49 rubini, ha 36,18 millimetri di diametro, 5,45 millimetri di spessore, una frequenza di 28.800 alternanze orarie e una riserva di carica minima di 3 giorni.

A ospitarlo una cassa in oro bianco di 42,75 millimetri di diametro e 11,40 millimetri di spessore, con doppio vetro zaffiro, corona decorata a perlage e ornata di un diamante, un’impermeabilità garantita fino a 30 metri.

Sulla lunetta e sugli attacchi centrali del cinturino sono incastonati 314 diamanti taglio brillante: uno scrigno prezioso per la pantera adagiata sul quadrante, a sua volta realizzata in oro bianco 18 carati e rivestita di un pavé di 270 diamanti taglio brillante, con occhio di smeraldo forma poire e macchie di lacca nera.

Lo stesso quadrante è poi illuminato da ulteriori 11 diamanti, dal colibrì e da due piccole lancette a gladio per ore e minuti: unico richiamo al tempo che passa in uno scenario che evoca, piuttosto, l’immagine di un divenire lento, dove tutto appare fermo; fino a quando, ovviamente, non interviene il cucciolo di pantera che sfugge alla mamma e fa volare l’uccellino.

Correda l’orologio Panthères et Colibri un cinturino nero in alligatore con fibbia pieghevole a doppia regolazione in oro bianco rodiato e ornata di 43 diamanti taglio brillante.

In alternativa, è possibile optare per un bracciale con pietre preziose.