Per i 20 anni della collezione il J12 va oltre il colore vestendo di vetro zaffiro la cassa, il quadrante, il nuovo movimento di manifattura e, per prima volta in assoluto, anche il bracciale.

L’anno 2000 ha simbolicamente segnato il passaggio dal secondo al terzo millennio, anche se all’epoca vi fu battaglia tra esperti sull’esatta fine dell’uno e inizio dell’altro, tanto che il semiologo Umberto Eco dichiarava: “Il 31 dicembre 1999 non finisce il millennio, così come col nove non finisce la prima decina”, osservando come “nulla si può opporre al fascino del doppio zero, a cui hanno soggiaciuto anche i nostri nonni il 1 gennaio 1900, intendendolo come l’inizio di un nuovo secolo. Sbagliavano matematicamente, ma avevano ragione sentimentalmente”. Riflessioni filosofiche a parte il 2000 è stato un anno dalla forte carica emblematica in cui tutti hanno sentito l’emozione della conclusione di un’era e l’inaugurazione di un tempo nuovo, magari incerto eppure ricco di sfide e di prospettive fino a quel momento impensabili. Ma c’è qualcuno per cui quell’anno ha assunto un significato speciale, e questo qualcuno è Chanel, che proprio nel 2000 segna una tappa fondamentale nella sua storia introducendo il J12, un modello che, prima di diventare un vero e proprio “classico” nell’universo delle lancette, avrebbe elegantemente sovvertito i canoni dell’orologeria con la sua atipicità. Completamente nero, in ceramica inscalfibile dalla texture lucida e profonda divenuta bianca appena tre anni dopo, nel 2003, questo originale segnatempo capace di trasformare un materiale ad alta resistenza in un materiale prezioso ha riscosso un immediato successo che l’ha fatto divenire la prima icona orologiera del XXI secolo. Sono trascorsi esattamente venti anni da quel momento e ancora oggi il J12 continua a voler dire la sua in termini di visione del futuro tanto che nel 2020 fa una scelta a tutto campo – di nuovo una scelta coraggiosa e audace – che abolendo il nero e andando oltre il bianco propone una trasparenza totale per movimento, cassa, quadrante e, per la prima volta in assoluto, per il bracciale. Lo fa adottando un materiale affatto nuovo in ambito orologiero e allo stesso tempo inserendosi in un trend che sembra ormai consolidato, ma naturalmente lo fa a suo modo con il tipico stile Chanel che ne contraddistingue ogni creazione, forte di una capacità realizzativa e di una consapevolezza
tecnologica ormai rodate. E, per questo, indiscutibili.
Pur continuando nel solco del passato, il J12 X-RAY con cui la Maison festeggia l’importante compleanno si sveste del bianco e del nero originari e per una volta lascia intravedere tutta la sua limpidezza attraverso un’inedita cassa in vetro zaffiro che morbidamente consente di seguire le forme sinuose dei fianchi. L’etereo materiale viene adottato anche da alcune componenti del movimento, un nuovo calibro di Manifattura e un capolavoro di trasparenza cui guardare attraverso per ammirarne la straordinaria visibilità, che per l’occasione è stato completamente rielaborato nella sua architettura, inizialmente di forma rettangolare, modificandone la struttura per trovare spazio all’interno di una cassa rotonda. Una vera prodezza tecnica in anteprima mondiale riguarda poi il bracciale che accompagna il segnatempo, per la prima volta composto da maglie interamente intagliate e scolpite in vetro zaffiro.
Tecnicamente quando ci si riferisce al vetro zaffiro si parla di corindone incolore sintetico, ovvero un corindone prodotto in laboratorio corrispondente alla formula chimica del triossido di alluminio (Al2O3), minerale che in natura si può presentare con diverse forme tra le quali le più note sono quella del rubino, dello zaffiro, e del corindone stesso. I colori si devono all’aggiunta di elementi esterni secondari come il cromo nel caso del rubino rosso e l’ematite o il rutilo per la tipica tonalità blu dello zaffiro. Il corindone è, invece, un minerale allocromatico, quindi incolore allo stato puro. Sia esso rubino, zaffiro o incolore questo ossido di alluminio si classifica al 9° grado secondo la scala di durezza Mohs posizionandosi, in resistenza, al secondo posto alle spalle del diamante che è classificato 10. Ecco spiegato l’utilizzo di tale materiale in numerosi oggetti di uso comune ….

Vuoi leggere l’articolo nella versione integrale?Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA