La collezione Mademoiselle Privé Bouton rende omaggio a uno degli elementi distintivi della casa, cui da sempre è riservato un posto di rilievo.

di Laura Murgia

L’universo moda e quello orologiero si intrecciano costantemente in Chanel, in un gioco ininterrotto di richiami dalla forte valenza simbolica. Perché nessuna delle collezioni di segnatempo della Maison parigina può resistere al legame con lo stile innovativo inventato da Mademoiselle, che con le sue scelte quasi sempre controcorrente ha completamente rivoluzionato il mondo dell’haute couture e non solo. Come accadde con la giacca Chanel, disegnata da Gabrielle negli anni Cinquanta e ispirata alle giacche maschili austriache, che in netto contrasto con il look rigido e restrittivo dell’epoca per prima offrì assoluta libertà di movimento grazie all’effetto morbido ottenuto dall’abolizione delle pince sotto il seno e da un’unica cucitura nel mezzo del retro. Realizzata in tweed, tra le stoffe preferite da Coco, con le tasche aperte per potervi infilare le mani – un gesto a quei tempi considerato tipicamente maschile – era chiusa da una fila di bottoni bijoux con una testa di leone, segno zodiacale di Mademoiselle Chanel, oppure spighe di grano, la camelia o la doppia “C”. Quei bottoni, che oltre alla giacca abbellivano altri capi di abbigliamento come cappotti e tailleurs, sono stati ripresi e rielaborati da Karl Lagerfeld nel 1983, che li ha interpretati alla stregua di veri e propri gioielli rendendoli protagonisti assoluti dei capi sui quali si vanno a posare. Più di un semplice accessorio funzionale, molto più di un fermaglio, il bottone, insieme alla giacca, è oggi fonte d’ispirazione per una serie di segnatempo della collezione Chanel Mademoiselle Privé Bouton, cui appartengono anche due creazioni esclusive di Haute Joaillerie, una delle quali è un incredibile pezzo unico. E riguardo la motivazione che lo ha spinto a dare vita a una linea ispirata proprio al tema del bottone Arnaud Chastaingt, Direttore dello Studio Creativo dell’Orologeria Chanel, si esprime così: «Questo oggetto mi ha affascinato per molto tempo. Gabrielle Chanel portò il bottone su un piedistallo come mai prima era successo. Accese i riflettori su un oggetto domestico comune e lo condusse al rango di gioiello. Lo concepì come un mezzo artistico che doveva però svolgere la sua funzione prevista. Per dirlo con le sue parole, ‘Non esistono bottoni senza asole’. In questo modo creò un gioiello funzionale che avrebbe potuto essere reinventato in un numero infinito di declinazioni. Era fondamentalmente un pezzo prezioso. Poco appariscente o ostentato, è ancora lì. Da solo racconta una storia e ti attira nel mondo mistico dei simboli di Gabrielle Chanel». Rielaborando il concetto della giacca Chanel …

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