Foto di Dario Tassa

Trent’anni fa nasceva Première, l’orologio che ha segnato l’ingresso di Chanel nel mondo dell’orologeria. Oggi, con il Première Camélia Squelette, la Maison francese festeggia l’importante anniversario e contemporaneamente lancia il suo secondo movimento di manifattura: il Calibro 2, dedicato esclusivamente alle donne, nella forma del fiore preferito da Mademoiselle.

Non è la prima volta che l’orologeria di Chanel affida a una camelia contenuti di alta tecnica orologiera. Era accaduto già nel 2012, per esempio, con il Première Flying Tourbillon, dove il fiore preferito di Mademoiselle roteava elegantemente sul quadrante conferendo alla gabbia del tourbillon un aspetto originale ed elegantissimo.

Ma questa volta è diverso, per tanti motivi.

In primo luogo nel Première Camélia Squelette il fiore dà forma all’intero movimento, facendo dei suoi petali i ponti che ne sorreggono l’elegante e originale architettura ben visibile attraverso la perfetta trasparenza dei due vetri in cristallo di zaffiro sul lato quadrante e sul lato fondello.

L’identificazione completa tra fiore e movimento, dunque, è il maggior traguardo possibile nell’ambito di una filosofia che considera la tecnica e l’estetica come espressioni complementari di un unico concetto di bellezza: un’idea che appartiene così profondamente all’universo di Chanel che non poteva in alcun modo essere espressa che dall’interno della Maison, ed esattamente da un dialogo costante e fecondo tra lo Studio Creativo di Parigi e la Manifattura di La Chaux-de-Fonds.

Da qui nasce la seconda grande differenza tra il Première Camélia Squelette e tutte le precedenti espressioni creative dell’orologeria Chanel. Ad animare l’orologio, infatti, è un calibro interamente concepito, sviluppato e realizzato in-house: si chiama Calibro 2 perché è il secondo calibro della Maison, dopo quello lanciato nel 2016 per l’orologio Monsieur de Chanel.

A questo punto possiamo aprire una piccola parentesi per sottolineare, nonostante le differenze tra i due movimenti, l’appartenenza comune a quella visione estetica dell’orologeria di cui parlavamo prima: il Calibro 1, infatti, è un movimento complicato, con ora saltante e minuti retrogradi, laddove il Calibro 2 indica le ore e i minuti mediante due tradizionali lancette al centro del quadrante; ma basta guardare l’architettura del primo movimento, con le sue forme rotonde, per intravedervi l’impostazione creativa che è stata poi sviluppata in maniera esemplare e totale nel Calibro 2.

Tornando ai motivi che fanno del Première Camélia Squelette un orologio speciale all’interno della collezione Chanel – ma potrei dire in tutta l’orologeria femminile contemporanea – credo che sia importante sottolineare la sua centralità nella timeline di Chanel. Non è un caso se quello di cui stiamo parlando è l’orologio con cui la Maison festeggia i suoi primi 30 anni in orologeria!

Trenta anni esatti dal 1987, data di nascita del primo orologio di Chanel: il Première, appunto, con la cassa ormai iconica ispirata alla forma di Place Vendôme ma anche – grazie alla capacità unica di Chanel di far rivivere i suoi simboli in tutte le sue creazioni, anche se appartenenti a mondi diversi – al flacone del leggendario profumo N° 5. All’epoca, come sottolinea Frédéric Grangié, Presidente di Chanel Watches and Fine Jewelry, il Première rappresentò un’autentica “rivoluzione” in quanto orologio pensato esclusivamente per le donne e non reinterpretato a partire da un orologio maschile, magari attraverso una semplice riduzione delle dimensioni.

E rivoluzionario lo è ancora oggi, mantenendo inalterata la forma della cassa ma dotandola di un movimento eccezionale e unico, per di più realizzato in-house e quindi espressione delle capacità tecniche e della visione di Alta Orologeria raggiunte dalla Maison in questi trenta anni! E’ un percorso che conosciamo ma sul quale vale la pena soffermarsi brevemente proprio alla luce degli ultimi importanti traguardi ottenuti con Monsieur de Chanel e con Première Camélia Squelette.

In particolare su alcune date: subito dopo il 1987, data di nascita del primo orologio di Chanel, un momento molto importante nella storia della Maison è stato il 1993, con l’acquisto della manifattura G&F Châtelain, a La Chauxde-Fonds.

A partire dal 2005 le ambizioni della Maison si sono concentrate sempre di più nel segmento dell’Alta Orologeria, grazie anche a importanti collaborazioni con nomi di grande prestigio del settore – primo fra tutti Giulio Papi e il suo straordinario team della Renaud & Papi, collaborazione dalla quale è nato, tra gli altri, il Première Flying Tourbillon Camellia Watch che abbiamo citato all’inizio -.

Intanto, nel 2011 nasceva, all’interno della manifattura G&F Châtelain, il dipartimento di Fine Watchmaking, che ha reso finalmente possibili gli sviluppi più recenti della Maison, vale a dire il lancio dei suoi due primi calibri in-house!

Torniamo dunque al Première Camélia Squelette, reso unico e straordinario dalla realizzazione del suo movimento nella forma del fiore preferito da Mademoiselle. Che dietro una creazione di questo tipo si nascondano notevoli difficoltà tecniche, tali da richiedere avanzate soluzioni di microingegneria, appare abbastanza evidente; ma qui non ci occupiamo di questo argomento, al quale è dedicato, nelle pagine seguenti, l’approfondimento di Simonpietro Carraro.

Ci preme invece sottolineare l’aspetto innovativo del Calibro 2, nella sua completa e perfetta coerenza con lo stile Chanel: nella sua architettura originale, infatti, questo movimento porta la firma inconfondibile della Maison; unito alla cassa Première, poi, racchiude in maniera ineguagliabile 30 anni di orologeria Chanel.

Due le varianti estetiche del nuovo calibro: una versione nera, ottenuta con la tecnica ADLC – Amorphous Diamond Like Carbon -, e una in oro bianco incastonata di diamanti. Inutile dire che, in quest’ultimo caso, alle difficoltà legate alla forma speciale e alla scheletratura del movimento si aggiunge la complessità del suo sertissage: un lavoro delicatissimo che a ogni passaggio rischia di compromettere il risultato delle precedenti fasi di lavorazione e, naturalmente, il funzionamento dell’intera “macchina”. Mediamente tale operazione ha una durata di circa 19 ore e viene eseguita da personale di altissima specializzazione nel reparto dedicato al sertissage, sempre all’interno della Manifattura.

Le pietre preziose sono protagoniste assolute anche sulla cassa in oro bianco del Première Camélia Squelette, proposta nella dimensione di 28,5 x 37 x 10,6 millimetri, con la sua iconica forma ottagonale e il doppio vetro zaffiro che esalta il design del movimento. A fare la differenza, in questo caso, è la tipologia del taglio dei diamanti e, naturalmente, la loro caratura: il Première con movimento nero è abbinato a una cassa impreziosita da diamanti taglio brillante mentre il modello con movimento pavé è ospitato all’interno di una cassa con diamanti taglio brillante abbinati a diamanti baguette su lunetta, parte inferiore della carrure e profilo della corona; incastonata di diamanti è anche la fibbia déployante che correda il cinturino nero in satin.

Nel complesso, il modello più “semplice” conta 271 diamanti, per un peso di circa 5,53 carati; nell’altro i diamanti sono 444, per un peso di circa 7,82 carati. Completano la collezione due edizioni limitate, entrambe realizzate a partire dalla versione preziosa del movimento: una serie di 20 esemplari con cassa e lunetta incastonate con rubini baguette – 85 rubini, per un totale di circa 6,22 carati che si aggiungono ai circa 2,87 carati di diamanti – e una versione di alta gioielleria, in una serie di 12 esemplari con bracciale a pavé di diamanti, in questo caso le pietre preziose hanno un peso di circa 22,66 carati!

Abbiamo parlato di forme iconiche, intimamente legate al mondo di Chanel. Ma anche di simboli, come il fiore di camelia che qui ispira addirittura il design del movimento. Possiamo aggiungere il simbolo del leone, che trae origine dal segno zodiacale di Gabrielle Chanel e che, dallo scorso anno, contraddistingue i movimenti di manifattura della Maison.

Ma non dimentichiamo l’abbinamento di bianco e nero, un contrasto cromatico amato da Mademoiselle ed esaltato dai nuovi Première. Tanti motivi che ci riportano a una visione stilistica unitaria che appartiene alla filosofia della Maison e che si esprime in tutte le sue forme creative.