Esclusività, qualità, tradizione. sono solo alcune delle parole-chiave capaci di descrivere una creazione di Chopard Manufacture. Ma senza dimenticare il tema dell’innovazione, tema senza il quale non sarebbe possibile raccontare la nascita e lo sviluppo della collezione L.U.C, a oggi una delle “vetrine” più interessanti del panorama dell’alta orologeria contemporanea.

Con una serie limitata di 100 esemplari in platino, Chopard riaccende i riflettori su uno dei grandi classici della sua collezione di Haute Horlogerie, il L.U.C Lunar One. Si tratta di una delle interpretazioni più apprezzate del calendario perpetuo con fasi lunari della Maison, nonché uno dei fiori all’occhiello di Chopard Manufacture, dalla cui attività ultraventennale sono nate creazioni di elevato spessore tecnico ed estetico, oggi a ragione annoverate tra le migliori espressioni dell’alta orologeria contemporanea.
Della Manifattura e dei suoi valori parliamo diffusamente con Karl-Friedrich Scheufele nell’intervista pubblicata nelle pagine seguenti, precisando fin da ora che la sua fondazione, perseguita con passione e una forte determinazione dall’inizio degli anni ‘90 e finalmente diventata realtà nel 1996, nasceva da una convinzione profonda: la volontà di ritornare idealmente alle radici della marca fondata da Louis Ulysse Chopard nel 1860 a Sonvilier, nel Giura svizzero. Un ritorno al passato fortemente mirato all’attività manifatturiera che aveva contraddistinto l’inizio dell’attività della Maison e che poi, nel corso del Novecento, aveva progressivamente lasciato spazio alle collezioni di gioielleria. Nel progetto di Chopard Manufacture, insomma, l’idea era quella di riportare l’orologeria al centro degli interessi della marca e con questa, ovviamente, la produzione in-house dei movimenti. Come dicevamo, il progetto divenne realtà nel 1996, con l’apertura di Chopard Manufacture a Fleurier, un piccolo villaggio della Val-de-Travers, nel cantone di Neuchâtel; non era un luogo scelto a caso ma una delle culle più fiorenti della storia dell’orologeria fin dal XVIII secolo, tanto da conservare ancora un importante know-how sopravvissuto alla crisi degli anni ‘70, crisi che aveva costretto alla chiusura tante piccole realtà produttive della zona, qui come in altri villaggi svizzeri. Il primo atto della nascente manifattura è stato un movimento automatico con microrotore e con due bariletti sovrapposti in grado di garantire un’autonomia di carica di 70 ore. La sua denominazione? Praticamente e alla qualità di ogni singolo elemento è assolutamente centrale. Nel caso del calibro L.U.C 96.13-L le decorazioni più evidenti riguardano la lavorazione a Côtes de Genève dei ponti, sui quali sono riportati sia le eleganti incisioni dorate che il sigillo del Punzone di Ginevra, e il guilloché sulla massa oscillante in oro 22 carati, sulla quale è riportato il logo L.U.C. Delle numerose funzioni dell’orologio ci informa invece il quadrante, proposto in un elegante blu galvanico che si sposa alla perfezione con il platino della cassa; osservandolo nell’asse verticale troviamo due indicazioni importanti: la grande data in alto, visualizzata al centro tra la firma Chopard e la dicitura Chronomètre, e le fasi lunari in basso insieme ai piccoli secondi, in un grande quadrante supplementare a ore 6. In quest’ultimo caso a essere visualizzata non è semplicemente la fase lunare ma anche la posizione dell’astro notturno nell’emisfero boreale raffigurato da un cielo blu notte punteggiato di stelle; importante è inoltre …

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