Ispirato ad un prototipo del 1970, il Chronomaster Revival Shadow introduce un’importante novità nella collezione 2020 di Zenith, intrecciando la propria storia a quella, assolutamente unica, del movimento cronografico automatico El Primero.

di Anna Rita Romani

Dopo un anno dedicato alle celebrazioni del 50° anniversario del movimento El Primero, è ancora tempo di parlare del rivoluzionario calibro cronografico automatico prodotto da Zenith nel 1969, pietra miliare della sua storia e di tutta la storia della cronografia moderna. A fornircene lo spunto sono le nuovissime edizioni Chronomaster Revival lanciate il mese scorso dalla Manifattura di Le Locle, che ancora una volta si basano sulla profonda e appassionante ricerca compiuta all’interno degli archivi Zenith, attingendo ad un patrimonio di grandissimo valore storico e documentale. Suo luogo simbolo è la leggendaria “soffitta” segreta dove Charles Vermot nascose progetti e i componenti necessari alla produzione del movimento El Primero quando, nel pieno della rivoluzione del quarzo e in una fase molto travagliata della storia di Zenith, passata temporaneamente nella mani dell’americana “Zenith Radio Corporation” con il nome di “Zenith Time SA”, gli era stato ordinato di distruggere tutto ciò che aveva a che fare con l’ “obsoleta” produzione di orologi meccanici per dedicarsi alla promettente tecnologia al quarzo! Sappiamo più o meno tutti come andò nella realtà: Charles Vermot, dipendente della manifattura che amava profondamente i suoi orologi, pare che non sia proprio riuscito a buttare il prezioso frutto del lavoro di tanti anni e così, aiutato da qualche collega, nascose sbozzi, strumenti, casse e anche molti orologi finiti nei magazzini della fabbrica. Questa vicenda risale alla prima metà degli anni ’70, paradossalmente il periodo più buio della storia di Zenith giunto dopo una fase di crescita straordinaria, datata agli anni ’60: all’inizio del decennio, infatti, Zenith aveva appena acquistato la Martel Watch Co SA, un’azienda situata a Les-Ponts-de-Martel, nei pressi di Le Locle, specializzata nella produzione di cronografi con la quale aveva importanti rapporti di fornitura fin dal 1926; negli stessi anni aveva rilevato le manifatture Movado e Mondia, acquisizione da cui derivò la holding “Mondia-Zenith-Movado”nel 1969; sempre nel 1969 – il 10 gennaio – aveva visto la luce il risultato di anni di ricerca de- dicata alla costruzione del primo movimento cronografico automatico integrato della storia, ovvero il calibro 3019 PHC, detto El Primero. La sua caratteristica principale, che costituiva un’ulteriore ragione per un appellativo così altisonante, riguardava la sua capacità di fermare il tempo al decimo di secondo: un risultato mai raggiunto prima, reso possibile dall’aumento della frequenza a 5 Hertz, pari a 36.000 alternanze/ora. Il nuovo calibro fu montato su una cassa tonneau di 37 millimetri, dando luogo alla referenza A384.
In pochi anni la manifattura di Le Locle aveva posto le basi per gli straordinari sviluppi futuri che oggi tutti noi conosciamo, sebbene all’epoca la storia del movimento El Primero sia stata davvero di breve durata: il nuovo calibro 3019 PHC, insieme alla variante 3019 PHF (con calendario completo e fasi lunari), fu infatti utilizzato da Zenith solo fino al 1975. E mentre un buon numero di questi movimenti fu venduto a buon prezzo in America, a Le Locle Charles Vermot ne salvaguardò la “memoria” stoccando pazientemente esemplari finiti, disegni, materiali preparatori, piani tecnici e così via: il suo “tesoro” rimase nascosto nella sede della Manifattura per una decina d’anni, quando – chiusa la parentesi americana del brand, di nuovo di proprietà svizzera – finalmente poté tornare a vivere sotto la nuova denominazione di Calibro 400. Ad offrire la grande occasione fu …

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