di Laura Murgia

Una meccanica monumentale si unisce a un’estetica scenografica nel Classique Double Tourbillon 5345 Quai de l’Horloge, il cui movimento rivela due tourbillon che trascinano l’insieme della platina grazie a un differenziale centrale. Mentre sul fondocassa è finemente inciso l’edificio parigino nel quale Abraham-Louis Breguet compì la sua opera

Il 7 Messidoro dell’anno IX – in Francia vigeva ancora il calendario repubblicano – ovvero il 26 giugno del 1801, Abraham-Louis Breguet acquisiva il diritto di brevetto della durata di dieci anni per un nuovo tipo di
regolatore denominato “Tourbillon”. Un’invenzione nata per ovviare ai problemi causati dalla forza di gravità sulla regolarità dei movimenti orologieri, che consisteva nell’installare gli elementi di bilanciere, con la rispettiva molla, ruota di scappamento e àncora, all’interno di una gabbia mobile che gira su se stessa compensando reciprocamente gli errori di marcia provocati dalle varie posizioni assunte dall’orologio, facendone la media fra loro. Orologio che, è bene ricordarlo, a quell’epoca era un modello da tasca non essendo ancora stato inventato l’orologio da polso, e si portava sul corpo, custodito prevalentemente in verticale. Estremamente complesso da realizzare, il tourbillon, il cui nome, scelto dal Maestro, va inteso nell’accezione di “sistema planetario”, non fu immediatamente disponibile sul mercato, ma per la commercializzazione del primo esemplare, si dovette attendere fino al 1805, a seguito della realizzazione di due modelli sperimentali, l’orologio N. 169, regalato al figlio dell’orologiaio londinese John Arnold, e l’orologio N. 282, venduto molto tempo dopo dal figlio di Breguet. Nei mesi di settembre e ottobre del 1806 l’invenzione venne presentata al pubblico a Parigi durante l’Esposizione Nazionale dei Prodotti dell’Industria, sull’Esplanade des Invalides, dove fu descritta come un meccanismo che consente al segnatempo di “conservare la medesima precisione qualunque sia la posizione dell’orologio, verticale o inclinata”. Trascorsi circa 220 anni dalla sua nascita il dispositivo continua a esercitare lo stesso fascino che ha emanato sin dalle origini, ed è a tutt’oggi una delle prerogative di Breguet, costantemente impegnata a rendergli omaggio con orologi sempre più evoluti ma allo stesso tempo rispettosi della tradizione. Nella gamma della Casa sono attualmente previsti almeno venti tourbillon, anche in abbinamento con altre complicazioni, suddivisi tra le collezioni Classique, Tradition, Marine, e tra questi, per la prima volta nel 2006, è stato presentato il Classique Grande Complication Double Tourbillon 5347, in oro rosa o in platino, animato da un meccanismo manuale brevettato con due tourbillon indipendenti fissati mediante un ponte funzionante anche da lancetta delle ore sul quadrante/platina, che effettua una rotazione in 12 ore. I due tourbillon ruotano solidalmente alla lancetta e sono accoppiati a una seconda coppia di ruotismi che terminano in un differenziale centrale, cui è deputato il compito di determinare la marcia media dei tourbillon e di trasmetterla al meccanismo che indica le ore, consentendo il trascinamento dell’insieme della platina nella misura di un giro ogni 12 ore. E anche per la distribuzione dell’energia fornita dai due bariletti (uno per ciascun organo regolatore) ci si è avvalsi di un ruotismo differenziale in grado di …

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