D. Da ben 12 anni al timone di Jaeger-LeCoultre Italia, Claudio Angè ha vissuto in prima persona l’evoluzione più recente della Manifattura di Le Sentier. Sicuramente in questo arco di tempo non sono cambiati i principi fondanti della marca ma la produzione sì, passando da una collezione fortemente centrata sul Reverso e sui classici Master a una collezione decisamente più ampia e articolata. È così?
R. Come lei ha ben sottolineato, i principi fondanti della Marca in questi anni non sono cambiati. Anzi, se possibile, si sono ancora più affermati attraverso l’evoluzione della stessa. Per quanto riguarda le collezioni, nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un’evoluzione che ha portato Jaeger-LeCoultre ad affermarsi come Marca trasversale, che può rispondere attraverso i suoi prodotti alle esigenze di ogni genere di clientela: dal femminile al complicato, dal classico alla gioielleria, dal maschile allo sportivo oggi la Marca ha una risposta adeguata e accattivante per chiunque. Se Reverso, la nostra icona da 85 anni, continua a mietere successi commerciali e ad avere un indice di gradimento molto elevato soprattutto presso la clientela locale, la collezione Master si è rafforzata anche per dare soddisfazione alle esigenze della nuova clientela asiatica.
La linea femminile Rendez-Vous risponde a quelle che sonole esigenze della “donna al passo con i tempi” mentre la linea sportiva ha trovato la sua giusta dimensione per una Marca che non nasce con questo DNA. Non dimentichiamo poi i prodotti di Alta Orologerie e Alta Gioielleria, veri e propri capolavori di Manifattura che completano, insieme all’Atmos, la nostra pendola che vive d’aria, l’offerta di Jaeger-LeCoultre.

Parliamo della nuova linea Geophysic, oggetto della nostra cover story. L’ispirazione viene dal passato ma direi che tutto il resto è pura attualità: dallo stile alla tecnica. Come è nata la collezione e quali ritiene che siano i suoi punti di forza?
Geophysic costituisce quest’anno per noi un’ottima risposta per chi cerca un orologio raffinato e al tempo stesso tecnologico, classico ma al contempo moderno, accattivante e “bello da indossare”. Come lei ha ben detto l’ispirazione nasce dal passato, come spesso accade per i nostri prodotti: Jaeger-LeCoultre, con una storia di oltre 185 anni alle spalle, ha la fortuna di poter attingere a tantissimi archivi storici, che costituiscono il vero patrimonio della Manifattura, dove trovare nuove idee per i propri prodotti. Dunque, sì, Geophysic viene dal passato, da quando fu indossato per un’improbabile traversata in sottomarino sotto il pack, ma… arriva al futuro, con una rivisitazione tecnica del movimento pur nel rispetto dei canoni estetici dell’epoca. Sono convinto che sarà un grande successo.

True Second: una funzione estremamente sofisticata dal punto di vista tecnico e forse non di immediata comprensione per il pubblico che magari associa il movimento a scatti della lancetta dei secondi a quello dei movimenti al quarzo. Potrei definirla una sfida coraggiosa o un atto di grande fiducia nei confronti degli appassionati della marca: lei a quale di queste interpretazioni è più favorevole?
Direi entrambe: una sfida coraggiosa in quanto Jaeger-LeCoultre cerca sempre di stupire anche proponendo soluzioni tecniche inaspettate. Ma anche un atto di grande fiducia nei confronti degli interlocutori più appassionati, e direi intenditori, di alta orologeria, che comprendono al primo sguardo che si tratta di una complicazione e non, mi passi il termine, di una semplificazione. Aggiungerei anche una sorta di civetteria nel giocare con la nostra elevata qualità manifatturiera quasi “nascondendo” quella che di fatto è una complicazione dietro l’apparente immediata percezione che si tratti di un movimento elettronico al quarzo: questa è la forza e, mi consenta, il fascino di Jaeger-LeCoultre.

Trovo interessante la scelta dell’acciaio in aggiunta all’ora rosa per entrambi i modelli Geophysic: il True Second e il True Second Universal Time. È stata una scelta mirata a offrire una maggiore accessibilità in termini di prezzo?
La nuova collezione Geophysic conta due movimenti su due casse differenti per diametro e spessore. Per poter dare una corretta percezione di questo prodotto si è reso necessario duplicare la proposta sia in oro rosa che in acciaio. Su prodotti di questo genere è consuetudine consolidata della Marca produrre la doppia proposta proprio per permettere a ogni consumatore di trovare la giusta soluzione per le sue esigenze. Quanto al prezzo, personalmente ritengo che Jaeger-LeCoultre offra da sempre al mercato il miglior rapporto rispetto alla qualità dei prodotti, per cui non è il metallo che fa la differenza ma il valore intrinseco del prodotto considerato il prezzo al quale viene proposto.

Parliamo di pubblico e di vendite. Per la sua eleganza e raffinatezza tecnica, il Geophysic True Second sembra nato per il mercato italiano. Ma la realtà, come sappiamo, è probabilmente un’altra. Lei cosa ne pensa? Gli esemplari venduti in Italia resteranno qui o finiranno altrove?
Il Geophysic ha un aspetto classico ed elegante quindi adatto al gusto italiano. Peraltro il mondo si è globalizzato e molti clienti provenienti da paesi stranieri, marcatamente dall’area asiatica, stanno acquisendo un gusto “europeo” e quindi si avvicinano a prodotti che prima non venivano da loro considerati. Per questo motivo sono personalmente convinto che il Geophysic sarà un successo internazionale ma che il mercato italiano, da sempre prescrittore, guiderà questo successo.

Più in generale, stando ai dati del 2015 – da molti definito come un anno meno buio dei precedenti – cosa si aspetta dall’anno appena iniziato?
Il 2015 è stato un anno di grandi successi per Jaeger-LeCoultre, con risultati di tutto rilievo e al di sopra delle nostre aspettative in termini commerciali, ma soprattutto di visibilità e brand awareness. Per il 2016 lo scenario sociopolitico appare ancora incerto, per cui sarei cauto e mi accontenterei di consolidare il risultato del 2015.

Per il 2016 sono previste novità nell’ambito della distribuzione o eventi particolari?

Il piano di copertura geografica con negozi monomarca si è concluso con l’apertura della Boutique di Firenze, a giugno dello scorso anno. Anche nel Wholesale abbiamo raggiunto il livello numerico che ci eravamo preposti, per cui non ci saranno novità in termini di distribuzione. Per ciò che riguarda gli eventi speciali, Jaeger-LeCoultre si è distinta negli ultimi anni per l’organizzazione di serate di lancio di prodotti e/o strategie all’altezza della sua classe e del suo nome. Quindi aspettatevi qualcosa di importante per celebrare gli 85 anni di Reverso…