Due nuovi modelli per la collezione 1919 di Porsche Design, una collezione tutta al maschile che celebrando la data di nascita del Bauhaus esalta il minimalismo.

Esattamente 100 anni fa Walter Gropius fondava il Bauhaus, officina artistica nonché scuola di architettura e design legata a doppio filo al razionalismo e al funzionalismo. Nonostante siano passati tanti anni, e nonostante il breve periodo di attività (1919- 1933) frazionato tra Weimar, Dessau e Berlino, l’idea di una nuova estetica basata sull’essenzialità, un concetto rivoluzionario per l’epoca dominata da una estrema ricercatezza delle forme, affascina ancora. Il principio del “Less is More” coniato da Mies van der Rohe, direttore della scuola prima a Dessau e poi a Berlino, non poteva allora non influenzare la filosofia minimalista di Porsche Design, laboratorio creativo nato a Stoccarda nel 1972 grazie al professore, ingegnere e designer Ferdinand Alexander Porsche, nipote del fondatore dell’omonima Casa automobilistica. L’intento era quello di portare il mito Porsche al di là dell’universo motoristico, un mito che Ferdinand Alexander ben conosceva avendo “disegnato” nel 1963 la 911, vettura iconica e senza tempo, punto di riferimento e di svolta nel settore delle auto sportive.
Oggi, dopo più di 50 anni e alla sua ottava edizione, la 911 conferma lo status di “timeless machine” con il suo stile minimalista che, nonostante i numerosi restyling e aggiornamenti, rimane una certezza. Porsche Design intende quindi renderle omaggio con uno speciale cronografo in serie limitata – per l’appunto, a 911 esemplari – appartenente alla collezione 1919 lanciata qualche anno fa proprio per ricordare la data di nascita del Bauhaus e ispirata nel design schematico e sostanziale alla strumentazione presente negli abitacoli delle auto sportive Porsche.
La cassa del 911 Chronograph Timeless Machine Limited Edition – questo il nome del segnatempo – misura 42 millimetri di diametro per 14,9 millimetri di spessore, è impermeabile fino a 100 metri ed è in titanio a finitura sabbiata; e Porsche Design, con il suo cronografo del 1980, è stato tra i pionieri nell’uso di questo materiale leg- gero e resistente, adottato dopo che Porsche lo aveva sperimentato nei motori delle sue auto da corsa. Per quanto riguarda il design, al di là dei pulsanti lisci e allungati, della corona a vite con bordo zigrinato e del fondello avvitato con cristallo zaffiro fumé “aperto” sul consolidato calibro cronografico automatico ETA Valjoux 7750 – con 25 rubini, 28.800 alternanze orarie (4 Hz), 48 ore di riserva di carica e persona- lizzato con il Porsche Design Icon Rotor – , ciò che maggiormente identifica la collezione sono le particolari zone scheletrate …

Vuoi leggere l’articolo nella versione integrale?Abbonati a Orologi.it!

ACQUISTA ONLINE LA RIVISTA