La nuova generazione di Royal Oak cronografo automatico da 41 millimetri e Royal Oak Offshore cronografo automatico da 43 millimetri, uniti in questo caso dallo stesso movimento Audemars Piguet cronografi in evoluzione

di Cesare Ruotolo

 

Tra i modelli più rinomati dell’orologeria contemporanea, un punto fermo da quasi cinquant’anni è rappresentato dal Royal Oak di Audemars Piguet (1972), cui farà seguito dopo circa vent’anni la versione sportiva Royal Oak Offshore (1993). Un segnatempo, il Royal Oak, che nasce – in piena era quarzo – come modello automatico d’avanguardia, grazie al rivoluzionario designer Gérald Genta, e che con la sua cassa tonneau in acciaio lucida/satinata, la lunetta ottagonale con le otto viti esagonali, il quadrante “Tapisserie” e il bracciale integrato sovvertirà i canoni estetici dell’epoca. Un segnatempo che nel corso degli anni è stato presentato in una sterminata serie di varianti, sempre uguale a se stesso nei suoi elementi cardine eppure sempre in evoluzione.

Novità interessante della collezione 2021 è dunque il Royal Oak con cassa in oro rosa di 41 millimetri, quadrante blu o marrone e, per la prima volta in collezione, movimento cronografico di manifattura di ultima generazione. Si tratta del calibro 4401, lanciato nel 2019 con la serie Code 11.59 by Audemars Piguet; un movimento automatico con cronografo integrato, sistema di accoppiamento verticale e ruota a colonne, per consentire uno smistamento più fluido delle funzioni cronografiche; inoltre, è dotato di funzione flyback, che permette di riavviare il cronografo senza doverlo prima fermare e resettare, e di meccanismo di azzeramento brevettato, che garantisce che ogni lancetta coinvolta nella misurazione si azzeri istantaneamente quando richiesto. Altre caratteristiche, 32 millimetri di diametro, 6,8 millimetri di spessore, 367 componenti, 40 rubini, 28.800 alternanze orarie (pari a una frequenza di 4 Hz) e 70 ore di riserva di carica.

Passando a osservare il design, in contrasto sulla finitura satinata della cassa – ma con bordo della lunetta lucido, come lucide sono le smussature sui profili della carrure – spiccano i pulsanti cronografici lucidissimi e rotondi, ora più ergonomici e muniti di colletto esagonale satinato come il bordo della tipica corona a vite personalizzata “AP”. Cassa impermeabile fino a 50 metri che, per accogliere il calibro 4401, raggiunge uno spessore di 12,4 millimetri; inoltre, ed è un’altra “prima volta”, si fregia di un fondello in zaffiro antiriflesso attraverso il quale poter osservare il movimento con le sue finiture, la ruota a colonne, la massa oscillante in oro rosa 22 carati e la cosiddetta “danza dei martelli del cronografo”: agendo sul pulsante di reset al 4, infatti, i martelli guidati da una leva di comando colpiscono le camme a cuore del cronografo, riportando così ruote e lancette a zero…

L’articolo intero è pubblicato su Orologi, le misure del tempo n#346 agosto-settembre

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Tra le novità più importanti del
Royal Oak Cronografo Automatico
41 millimetri, il fondello in zaffiro
che mette a vista il movimento di
manifattura a carica automatica
con cronografo integrato, sistema
a innesto verticale, ruota a colonne,
funzione flyback e 70 ore di riserva
di carica: si tratta del calibro 4401,
un movimento di ultima
generazione (2019), ospitato per la
prima volta nella collezione Royal
Oak.

Royal Oak Automatico 34 millimetri in ceramica nera

 

 

Royal Oak Frosted Gold Automatico 34 millimetri in oro bianco

Royal Oak Cronografo Automatico 38 millimetri in oro rosa, con lunetta
di ametiste:

Royal Oak Frosted Gold Doppio Bilanciere Scheletrato, con lunetta
“Rainbow”: sia per le nuove versioni da 37 millimetri in oro giallo o rosa, che
per quelle da 41 millimetri in oro giallo, rosa o bianco