I luoghi più importanti della storia ottocentesca di Czapek & Cie ispirano le tre collezioni che oggi rappresentano l’interessante patrimonio di idee e di prodotti della marca, rinata nel 2015 grazie a un progetto di crowdfunding sulla spinta di un’autentica passione per l’alta orologeria.

Dopo la linea Quai des Bergues, che nel 2016 ha segnato la rinascita di Czapek & Cie, la visione orologiera della marca ginevrina è stata svelata attraverso due ulteriori collezioni: Place Vendôme e Faubourg de Cracovie. Tre famiglie di orologi che rimandano ad altrettanti luoghi-simbolo del passato costruito a metà dell’Ottocento da François Czapek, orologiaio polacco di origine ceca che dopo aver dato vita nel 1839 alla Patek, Czapek & Cie insieme ad Antoine Norbert de Patek, anche lui emigrato polacco, fondò nel 1845 la Czapek & Cie; la nuova Compagnia acquistò in breve tempo notevole reputazione, tanto da vantare tra i suoi clienti più prestigiosi Napoleone III e da meritare il prestigioso titolo di Horloger Officiel de la Court Impériale! Autore di un importante Trattato di Orologeria – il primo del suo genere scritto in lingua polacca – François Czapek possedeva un atelier a Ginevra, nella centralissima Quai des Bergues, una boutique a Parigi, in Place Vendôme, e una seconda boutique a Varsavia, in Faubourg de Cracovie. Ecco chiarita l’origine dei nomi delle collezioni appartenenti all’attualità della marca, che, come è ormai noto, è frutto di un progetto di crowdfunding, interessante quanto inedito nell’alta orologeria, che dal 2015vedecoinvolti oltre130imprenditori appassionati di orologi.
Seconda in ordine di tempo è, dunque, la collezione Place Vendôme con il superbo Tourbillon suspendu «Ici et Ailleurs», raffinata interpretazione di una delle “complicazioni” dell’orologeria, quale è il tourbillon, associata ad altre complicazioni “utili” quali il secondo fuso orario, l’indicazione giorno-notte e l’indicazione della riserva di marcia. Tutte queste funzioni sono assicurate dal calibro SXH2, il secondo movimento esclusivo di Czapek & Cie – il primo è stato il calibro SXH1, montato sugli orologi Quai des Bergues -, sviluppato in collaborazione con Chronode: è un movimento meccanico a carica manuale di 15 linee e 1⁄2, pari a 34,8 millimetri di diametro, e di 9,8 millimetri di spessore, con tourbillon decentratoaore8,bilancierecon4viti,21.600 alternanze/ora, riserva di marcia di 60 ore con un solo bariletto. Nelle finiture dei suoi componenti l’orologio mostra la perfetta compresenza di elementi tradizionali e di elementi di impronta contemporanea: tra i primi possiamo citare i particolari in smalto Grand Feu del quadrante ore/minuti e di quello dedicato al secondo fuso orario, i numeri romani di forma allungata, le consuete lancette Fleurs de Lys; tra i secondi spiccano la platina sabbiata color antracite e i ponti sospesi in acciaio lucido, che introducono un tocco originale e moderno.
Il Tourbillon suspendu «Ici et Ailleurs», che in questa prima edizione assume l’appellativo Lumières – omaggio al secolo dei Lumi, ma anche ai riflessi luminosi dei ponti sospesi sul quadrante – viene proposto con cassa di 43,5 millimetri in platino o in oro rosso, corredato di doppio vetro zaffiro con trattamento antiriflesso e di cinturino in alligatore, impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione; è disponibile in due piccole serie limitate: 10 esemplari in platino e 15 esemplari in oro rosso 5N. Su richiesta, è possibile personalizzare il proprio orologio con una speciale incisione realizzata a mano raffigurante “foglie d’acanto” sulla carrure e sui proteggi-corona: già utilizzato nella collezione Quai des Bergues, il motivo decorativo “foglie d’acanto” trae ispirazione dai bassorilievi della Cattedrale di Assisi e dalle sculture della Cattedrale di Orvieto. Li realizza per Czapek & Cie l’artista Michèle Rothen Rebetez mediante una tecnica di micro-martellatura sullo sfondo del disegno mirata a far risaltare le foglie di acanto, lucidate a specchio e valorizzate in un affascinante gioco di luci e ombre. Ovviamente si tratta di una lavorazione squisitamente artigianale, resa decisamente più complessa dalle caratteristiche strutturali del platino che, a causa della sua durezza, richiede una grande maestria nell’incisione a mano: una circostanza che accresce i meriti artistici e artigianali dell’artista “raccontandoci” al tempo stesso molto della filosofia di Czapek & Cie e dei valori condivisi dalla marca.
Valori assolutamente confermati anche nella terza collezione, la Faubourg de Cracovie, presentata a Baselworld 2018. Collezione che possiamo considerare come il volto “sportivo” della Maison, non fosse altro per la scelta del genere orologiero – il cronografo – e del materiale della cassa – l’acciaio -. Xavier de Roquemaurel, CEO di Czapek & Cie, la descrive così: “Prendi la romantica nobiltà dei nostri primi segnatempo e aggiungi un cronografo per darle anche un brio atletico, ed ecco nascere il nostro ultimo modello, inconfondibilmente Czapek, tradizionale ma con un’allure moderna”. La continuità è evidente già nella cassa, che riprende il design della cassa Quai des Bergues con un diametro ridotto a 41,5 millimetri e i tradizionali proteggi-corona che ora fungono da pulsanti. Lo stile Czapek è poi molto evidente nei quadranti, proposti in due varianti: la prima con la decorazione guilloché Ricochet che abbiamo già ammirato nella collezione Quai des Bergues e che si fa risalire allo stesso François Czapek; la seconda in un altrettanto tradizionale smalto Grand Feu bianco. Di forma bombata, i quadranti Faubourg de Cracovie presentano due grandi contatori al 3 e al 9 che indicano, rispettivamente, i minuti e le ore del cronografo; più piccolo il contatore a ore 6, dove sono indicati i secondi continui e la data; la lancetta cronografica centrale si distingue per la sua punta di colore rosso, colore ripreso dal “60” sulla scala dei minuti oppure, secondo il modello, dal XII, mentre le lancette di ore e minuti sono in acciaio rodiato oppure azzurrato. La terza famiglia di orologi della Maison ci permette di scoprire anche il suo terzo calibro: questa volta un movimento meccanico a carica automatica con cronografo integrato, ruota a colonne e innesto verticale, realizzato in esclusiva per Czapek & Cie dagli artigiani di Vaucher Manufacture Fleurier. Tra le caratteristiche del nuovo calibro, denominato SXH3, spicca la frequenza del bilanciere a 36.000 alternanze/ora, la riserva di carica di circa 60 ore ottenuta con un singolo bariletto, la certificazione cronometrica del COSC; l’orologio è inoltre dotato di stop dei secondi e della data con salto semi-istantaneo.
Tre le versioni disponibili, distinte secondo il quadrante: il Grand Feu, con il quadrante in smalto bianco; L’Heure Bleue, con quadrante decorato a motivo guilloché Ricochet su una base realizzata in una lega d’oro, argento, palladio e platino dalla colorazione blu intensa; infine, Dioné & Rhéa, anch’esso con quadrante guilloché Ricochet, ma con colorazione “Panda” bianco-nera ispirata ai due omonimi satelliti del pianeta Saturno scoperti nella seconda metà del Seicento dall’astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini. Tutti i modelli Faubourg de Cracovie sono dotati di doppio vetro zaffiro con trattamento antiriflesso e sono garantiti impermeabili fino a 5 atmosfere di pressione.

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