Co-fondatore di De Bethune insieme a David Zanetta, Denis Flageollet è un esperto orologiaio nonché responsabile della Manifattura di La Chaux L’Auberson. A lui e al suo team sono legati tutti gli sviluppi tecnici che hanno portato il brand ai vertici del panorama dell’Alta Orologeria contemporanea

D. In poco più di 10 anni De Bethune ha rifondato la tecnica orologiera intervenendo, di fatto, sui principali componenti del movimento. Ci può raccontare brevemente questo importante percorso?
R. Quando David e io abbiamo fondato De Bethune abbiamo avuto la fortuna di poter partire da una pagina bianca. Il punto principale del nostro progetto era, ed è, quello di utilizzare tutte le conoscenze e le tecnologie per poter realizzare i migliori movimenti. In quest’ottica abbiamo rimesso in causa e migliorato tutte le parti fondamentali della meccanica orologiera.

In cifre, quanti sono al momento i movimenti sviluppati da De Bethune? E quante leinnovazioni più importanti?
25 movimenti e più di una ventina di innovazioni, tra le quali la curva De Bethune, che permette un centraggio perfetto dello sviluppo della spirale, il sistema anti shock “triple parachute”, la ruota dello scappamento in silicio o anche il bilanciere in titanio brevettato nel 2004, che abbiamo ancora migliorato nel DB25 World Traveller lavorando sulla sua forma e dimensione per migliorarne le performance aerodinamiche e la termocompensazione.

La “rivoluzione” tecnica di De Bethune passa in gran parte attraverso lo studio di nuovi materiali o, meglio, attraverso un uso nuovo di materiali utilizzati in altri settori. Più in generale, materiali come il titanio e il silicio sono oggi utilizzati da diverse Case orologiere, non solo da De Bethune: perché, a suo parere, l’orologeria era rimasta per secoli ferma su materiali meno performanti? E chi e che cosa hanno determinato il cambiamento?
L’orologeria prima del 2000 era ferma a un’era industriale post crisi anni ‘70. A quell’epoca tutta l’orologeria era stata resa asettica e normalizzata per fare prodotti realizzabili in grande serie. Dopo la crisi, l’Alta Orologeria era stata rilanciata attraverso una riappropriazione del savoir-faire tradizionale ma restando alle vecchie norme industriali; nessuno aveva osato approcciare le nuove tecnologie. È normale quindi che in quanto conoscitori della grande orologeria del passato, dei materiali e delle tecnologie, abbiamo aperto le porte dell’orologeria del 21esimo secolo.

Parliamo del DB25 World Traveller e naturalmente del suo calibro meccanico a carica manuale DB2547. Lascio a lei il compito di raccontarci le principali caratteristiche tecniche di questo movimento.
Questo movimento riprende tutte le opzioni tecniche dei precedenti movimenti De Bethune e le sue innovazioni, come il calendario periferico – al quale abbiamo aggiunto un sistema di bloccaggio per gli shock rotativi importanti -, la fusione della funzione GMT con una complicazione “ore del mondo” e l’indicazione giorno-notte data dalla stessa sfera che indica il secondo fuso orario. Tutti questi sistemi sono completamente indipendenti, in maniera tale da poter regolare l’orologio in qualsiasi momento senza correre il rischio di danneggiarlo.

Quanto tempo è stato necessario per lo sviluppo e poi per la realizzazione del calibro DB2547?
Abbiamo lavorato per 2 anni su questo progetto, un tempo al quale bisogna aggiungere altri 6 mesi per passare dai primi prototipi funzionanti all’effettiva fabbricazione.

Nonostante i contenuti tecnici e le innovazioni racchiuse nel calibro DB2547, alla fine ciò che si apprezza maggiormente, nell’orologio, è forse la semplicità d’uso. È questo l’obiettivo che volevate raggiungere?
L’idea era proprio quella di creare un orologio da viaggio, semplice da usare, che incontrasse le esigenze dell’utilizzatore finale. Naturalmente per creare questa semplicità d’uso abbiamo dovuto realizzare numerosi meccanismi che potessero interagire tra loro.

L’idea della microsfera che indica sul quadrante l’home time nasce per analogia con la vostra famosa “luna sferica”? Ci spiega il “segreto” della sua apparente assenza di gravità?
È un segreto… e i maghi non svelano i propri segreti! Posso solo dire che è un lavoro di illusione tra forme e materiali differenti derivante dai movimenti “misteriosi” che conosciamo perfettamente e di cui abbiamo usato le tecniche.

Sul ponte “delta” posteriore si nota una speciale decorazione, definita “Côtes De Bethune”: essa ci permette di introdurre il tema delle finiture, che rappresenta un argomento molto importante nell’Alta Orologeria, a volte non esclusivamente per motivi estetici. Tanto più in questo caso, dal momento che si tratta di una decorazione ideata e realizzata “in house”. Ci racconta come è nata e come viene realizzata?

La decorazione “Côtes De Bethune” è nata dall’idea di centrare la decorazione stessa partendo dall’asse del movimento, al posto di decorare da un lato all’altro senza un inizio e una fine, cosicché l’occhio sia attirato al centro del movimento. Nel caso del DB25 World Traveller, questa decorazione è stata realizzata con la stessa tecnica dei nostri quadranti Microlight e quindi abbiamo anche un volume supplementare.

Guardare al futuro rimane uno dei cardini della filosofia De Bethune. Vuol dire che state cercando di ottimizzare ulteriormente le vostre invenzioni e che, tra qualche anno, potremmo avere un nuovo bilanciere, una nuova spirale, una nuova ruota di scappamento e così via?
Tutto è possibile, basta avere una buona idea, ma soprattutto bisogna che quest’idea dia un reale miglioramento alla qualità del prodotto.
È per questo che ci dedichiamo alla costante ricerca del meglio.