Orologio che consente e facilita la misurazione di brevi fenomeni. Allo scopo è stato aggiunto un meccanismo che presiede al movimento di una grande lancetta supplementare posta al centro del quadrante, che può essere fatta partire, arrestata ed azzerata a mezzo di appositi pulsanti. È completato dalla presenza di una o due minuscole lancette (contaminuti e contaore), ruotanti su altrettanto piccoli quadranti, che indicano i minuti e le ore della durata della misurazione. Il nome (dal greco: cronos = tempo; grafos = scrivo) deriva dal primo tipo, dell’inizio dell’800, che consentiva la misurazione grazie a due puntini di inchiostro rilasciati, alla partenza ed all’arresto, da una speciale lancetta sul quadrante di smalto. Successivamente fu proposto il termine più pertinente di Cronoscopio, ma non è mai stato usato né dal pubblico né dagli stessi costruttori. Sul quadrante del cronografo possono essere presenti diversi tipi di scale a seconda dell’impiego specifico a cui è destinato. In base al modo come vengono ottenute meccanicamente le tre funzioni del cronografo (partenza, arresto, azzeramento) si distinguono: CRONOGRAFO CON RUOTA A COLONNE: nel quale il centro di comando delle funzioni è costituito dalla ruota a colonne. È il tipo più raffinato di movimento, oggi usato solo da pochi costruttori. CRONOGRAFO SENZA RUOTA A COLONNE: tipologia più recente nella quale le funzioni cronografiche sono ottenute a mezzo di spostamento di leve, senza l’impiego della ruota a colonne; la maggior parte dei componenti è ricavata per tranciatura meccanica, fatto che ha permesso di abbattere notevolmente i costi di produzione del meccanismo.

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