Meccanismo interposto tra il ruotismo e l’organo regolatore (bilanciere-spirale). Ha il compito di mantenere in moto, tramite l’impulso, il bilanciere e di contarne il numero di oscillazioni, numero che viene poi trasformato dal ruotismo in indicazioni orarie. Dalle origini dell’orologio meccanico sono stati progettati circa duecento diversi tipi di scappamento, molti dei quali però sono rimasti nella fase di progetto. Sono stati suddivisi in tre tipologie:
A RINCULO: nei quali la ruota di scappamento, dopo aver fornito l’impulso, retrocede di un poco (es.: lo scappamento a verga).
A RIPOSO: nei quali il dente della ruota di scappamento, dopo aver fornito l’impulso, si arresta (si “riposa”) su di una superficie cilindrica coassiale all’organo regolatore (es.: scappamento a cilindro e scappamento duplex).
LIBERI: nei quali il dente della ruota di scappamento, dopo aver fornito l’impulso ad un organo intermedio (ad es. l’àncora), viene arrestato dall’organo intermedio stesso, lasciando oscillare il bilanciere in assoluta libertà, senza che quest’ultimo sia pertanto in contatto con nessun organo (es.: scappamento ad àncora, scappamento a distensione).
Uno scappamento è tanto migliore quanto minor tempo dura il contatto con l’organo regolatore: lo scappamento a distensione, ad esempio, è in questo senso migliore di quello ad àncora, ma è poco adatto per gli orologi da polso, continuamente sottoposti a cambiamenti, anche violenti, di posizione, perché ha la tendenza a galoppare.
Tra i numerosi scappamenti per orologi portatili viene attualmente prodotto solo lo scappamento ad àncora svizzera.

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