E un orologio che è un po’ fuori dagli schemi più tradizionali di quel nome. Il nome al quale mi riferisco è Rolex, e l’orologio è il Cellini Moonphase, oggetto della nostra cover story. Cosa intendo quando dico che l’orologio “è un po’ fuori dagli schemi più tradizionali di quel nome”?

Non si può negare che quando si pensa a Rolex si pensa a Oyster, alla collezione sportiva che prevede orologi che sono entrati nella leggenda: un nome per tutti, Daytona! Se guardo il Cellini Moonphase vedo un orologio, come tutti quelli che appartengono a questa collezione, con caratteristiche molto diverse, ovviamente sempre rispondenti alla qualità “intransigente” prevista per tutta la produzione della Casa: non linee sportive ma assolutamente classiche. Devo confessare che quando ho visto il Cellini Moonphase durante la presentazione delle novità Rolex in occasione della scorsa edizione di Baselworld, ho perso letteralmente la testa e, lo confesso, me ne sono perdutamente innamorata.

Questo ovviamente non significa che non mi piacciano, tanto da desiderarli tutti, molti altri orologi oggetto degli articoli che trovate in questo fascicolo: i nuovi cronografi di Patek Philippe o il Tri-Axial Planetarium di Girard-Perregaux, o le nuove versioni del Boy Friend di Chanel o ancora, altro prodotto che mi ha fatto veramente “girare la testa” quando mi è stato presentato a Basilea, il Bubble 47 Disconnected di Corum. E poi come non ricordare che una Casa “molto italiana” come la Eberhard quest’anno celebra 130 anni di storia.
Non vado oltre per non togliervi il gusto della scoperta e della sorpresa e quindi, come d’abitudine, vi auguro buona lettura con OROLOGI, la nostra passione!