Nel linguaggio comune la “x” rappresenta un’incognita, una variabile in grado di influenzare un risultato consolidato: esattamente quello che accade alla collezione Freak con la presentazione del nuovo Freak X.

Prima di parlare del Freak X, uno dei nuovi modelli presentati dalla Maison Ulysse Nardin al recente Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra, ricordiamo brevemente la storia straordinaria di questa celebre Manifattura nata nel 1846 tra le montagne del Giura svizzero, più precisamente a Le Locle, a circa 1.000 metri sul livello del mare. Nonostante ciò, l’ispirazione fin dagli esordi viene paradossalmente proprio dal mare, come dimostra il logo che reca ben visibile, al centro, un’àncora. Il fondatore Ulysse Nardin fu infatti in grado di intercettare fin da subito la richiesta sempre crescente di strumenti professionali per la navigazione stabilendo ben presto in questo campo uno “standard” di precisione in ambito sia civile che militare: a partire dal 1870, infatti, oltre 50 compagnie internazionali di navigazione furono equipaggiate con cronometri da marina Ulysse Nardin – tra i più affidabili mai realizzati, ricercati oggi dai collezionisti di tutto il mondo -. Alla sua morte, nel 1876, il figlio Paul- David prende il controllo dell’Azienda continuando l’opera pionieristica di innovazione tecnica intrapresa dal padre; una strada intrapresa anche dai suoi eredi fino ai giorni nostri. O quasi. Se infatti fino alla metà degli anni Settanta del Novecento la compagnia poteva vantare ben 4.300 premi, incluse 18 medaglie d’oro internazionali, e numerosi brevetti, il suo percorso si interrompe negli anni ‘80 a causa della disastrosa crisi che colpisce l’orologeria svizzera con l’avvento del quarzo. L’impasse però dura poco grazie all’intervento lungimirante di Rolf W. Schnyder che rileva la compagnia nel 1983: il rilancio definitivo avviene nel 1985 con la presentazione dell’Astrolabium Galileo Galilei – che insieme ai successivi Planetarium Copernicus del 1988 e Tellurium Johannes Kepler del 1992 formerà l’incomparabile Trilogia del Tempo – che sancisce la partnership con il genio orologiero di Ludwig Oechslin e metterà in moto una fresca ondata di cambiamento che porterà nel tempo a fondere insieme ispirazione creativa, tecnologie d’avanguardia e uso di materiali innovativi come il silicio. Molte creazioni straordinarie si sono da allora susseguite nel catalogo della Maison, oggi con sedi a Le Locle e a La Chaux- de-Fonds ed elevata allo status di Manifattura in virtù della decisione – dal 2006 – di realizzare in-house i propri movimenti, nonché di controllare ogni aspetto delle proprie opere con l’acquisizione di alcuni centri specializzati come quello dei maestri smaltatori di Donzé-Cadrans SA nel 2012. Risale invece al 2014 l’entrata nel Gruppo Kering, nonché al 2017 un posto nell’esclusiva cerchia di produttori orologieri svizzeri della Fondation de la Haute Horlogerie. Per oltre 170 anni, dunque, Ulysse Nardin è progredita nell’universo orologiero, e non solo ovviamente per quanto riguarda i segnatempo dedicati all’universo marino; attualmente, oltre alle collezioni …

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