Accomunate dallo stesso tema “cosmico”, le principali collezioni della maison di La Chaux-de-Fonds avviano un dialogo simbolico con l’universo all’insegna di colori scuri, materiali inediti e complicazioni sorprendenti.

Venti di cambiamento per Girard-Perregaux, come hanno dimostrato i nuovi modelli “Earth to Sky” lanciati quest’anno dalla Maison e presenti in quasi tutte le collezioni allo scorso Salon International de la Haute Horlogerie. La Manifattura di La Chaux-de-Fonds – che, come recita il logo che la accompagna, di Alta Orologeria (svizzera) si occupa dal 1791 – ha infatti portato alla ribalta della kermesse ginevrina un nuovo tema, una nuova estetica, un nuovo sguardo rivolto all’universo.

Pur non facendo parte direttamente della serie “Earth to Sky”, perfettamente esemplificativo di questo stile basato principalmente su tonalità nere e blu non poteva che essere un modello chiamato Cosmos, un orologio appartenente alla collezione Bridges che fa storia a sé tra le novità Girard-Perregaux e che possiamo considerare “IL” capolavoro assoluto della Maison per quanto riguarda la produzione del 2019. Sospeso tra arte tecnica e poesia – la visione notturna è stupefacente -, presenta un elaborato quadrante cupo e affascinante sulla cui base in zaffiro nero metallizzato inciso e rivestito di idroceramica luminescente con varie sfumature di blu e percorso da dettagli neri e antracite, sono rappresentati tridimensionalmente e perfettamente rotanti il globo terrestre a ore 3 e la mappa celeste a ore 9: e mentre su quest’ultima in un giorno siderale – 23 ore, 58 minuti e 4 secondi – si susseguono le 12 costellazioni più visibili e note – quelle dello Zodiaco, ma la mappa è personalizzabile -, la Terra perfettamente rappresentata con superfici emerse e mari e oceani scavati gira regolarmente intorno al suo asse nell’arco di una giornata e, avvolta da un anello nero con scala 24 ore, funge da lancetta per la lettura di un secondo fuso orario. A con- trobilanciare sul quadrante la presenza di queste 2 grandi sfere – entrambe incise al laser in maniera che sulla base blu brillante in titanio risaltino rispettivamente i continenti e gli astri rivestiti di idroceramica luminescente -, troviamo altri 2 elementi: a ore 12 – affiancato sulla sinistra dalle iniziali della Maison – il sottoquadrante riservato all’ora locale, una scura fascia satinata con cifre arabe applicate ai quarti e indici rettangolari, mentre le massicce lancette Dauphine microbigliate sono rischiarate internamente con SuperLumiNova®; a ore 6, ancorata al quadrante e messa in risalto da un grande ponte in titanio black PVD, arcuato e sabbiato, che ricorda vagamente il simbolo dell’infinito, la leggerissima gabbia scheletrata del tourbillon. A sormontare il tutto, un vasto cristallo zaffiro antiriflesso di tipo “glassbox”, una sorta di vetro bombato che funge da cannocchiale astronomico; a contenere il tutto, la grande cassa di 48 millimetri di diametro per 22 millimetri di spessore forgiata nel titanio microbigliato e perfettamente liscia e rotonda: escludendo infatti le anse, nessun altro elemento interrompe la sua circonferenza, essendo priva di corona. La carica del movimento e le …

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