Attraverso le limpide casse in zaffiro e la suggestiva visione tridimensionale dei movimenti scheletrati del Quasar Light e del Laureato Absolute Light.

di Cesare Ruotolo

Secondo le dichiarazioni della Maison Girard-Perregaux, la trasparenza estrema che caratterizza il Quasar Light rende omaggio a una delle principali tradizioni della Manifattura di La Chaux-de-Fonds: esprimere “arte” tramite la microingegneria di precisione. Un’arte valorizzata in pieno dalla luce che attraversa indisturbata l’orologio, cui fa da quadrante il movimento scheletrato retto da ponti in zaffiro. In edizione limitata a 18 esemplari, il nuovissimo Quasar Light è l’evoluzione del Quasar presentato lo scorso anno, un modello che chiama in causa la più luminosa delle entità galattiche il cui nome è l’acronimo di “QUASi stellAR radio source”, ovvero “radiosorgente quasi stellare”. Entrambi i segnatempo possono vantare la stessa tecnologica cassa formata da un unico disco in zaffiro la cui lavorazione ha richiesto centinaia di applicazioni, per circa 200 ore complessive. Una cassa con grandi anse spigolose e misure importanti, pari a 46 millimetri di diametro per 15,25 millimetri di spessore, e garantita impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione. Il cristallo zaffiro che protegge quadrante e fondello, serrato con 5 piccole viti, è di tipo “Box” e quindi sporgente con alto bordo angolato; scavata in un piccolo blocco di zaffiro invece la corona, scanalata e personalizzata con le iniziali della Maison. Pressoché totale la scheletratura del movimento di manifattura GP09400, esposto tridimensionalmente e visibile da ogni angolazione e prospettiva. E se nel caso del Quasar il calibro GP09400- 1035 si presentava annerito, in evidente contrasto con il resto dell’orologio, con il nuovo modello la luminosa finitura rodiata della variante GP09400-1128 si amalgama perfettamente al senso generale di trasparenza e lievità. Inoltre, il movimento del Quasar Light presenta un componente che si è sottratto alle operazioni di “alleggerimento” insite nella scheletratura: si tratta del bariletto in rutenio che risplende in corrispondenza del 12 come se fosse tempestato di diamanti. Un effetto affascinante dovuto alla particolare lavorazione di questo metallo raro e pregiato che spesso viene legato insieme al platino. Inserito dietro il bariletto, come consuetudine per il calibro GP09400 troviamo il microrotore decentrato in oro bianco che carica con moto unidirezionale il movimento automatico ed è facilmente individuabile sul fondello grazie all’emblema storico che identifica Girard- Perregaux fin dal 1897 – come ben sappiamo a Maison vanta natali antichissimi, essendo stata fondata nel 1791 -, ovvero un’aquila che regge un cartiglio con un’ancora al centro delle iniziali “G” e “P”. Protagonista quindi anche da un punto di vista estetico oltre che funzionale, rifinito con varie lavorazioni come sabbiature, smussature, lucidature, incisioni etc., il calibro GP09400-1128 misura 36 millimetri di diametro per 9,54 millimetri di spessore. La frequenza del bilanciere è pari a 3 Hz e la riserva di carica ammonta a 60 ore; i componenti in totale sono 260, tra i quali annoveriamo 27 rubini e il tourbillon al 6 sul quale scorrono i piccoli secondi con lancetta azzurrata, come azzurrate sono le viti che reggono i ponti della leggerissima gabbia composta a sua volta da 79 elementi ma con un peso complessivo di soli 0,250 grammi. A personalizzare il movimento non potevano poi mancare gli storici 3 ponti a forma di freccia, in questo caso nello stile contemporaneo Aerial Neo-Bridges, un design di recente introduzione che deriva dalla collezione Neo-Tourbillon Sous Trois Ponts del 2014. Nel caso del Quasar Light, poi, trattandosi di ponti in zaffiro sono in grado di contribuire al coefficiente di trasparenza generale; ponti diritti e paralleli, in linea rispettivamente con il bariletto/rotore, il primo, con le lancette scheletrate e luminescenti di ore e minuti in …

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