Sul quadrante in avventurina dei nuovi modelli della trilogia 1966 Orion, ispirati alla costellazione più famosa del cielo.

Indovinata reinterpretazione della collezione iconica di Girard-Perregaux caratterizzata da linee classiche con fianchi lievemente convessi e una forma rotonda ispirata ai primi orologi da tasca, i tre nuovi 1966 Orion scelgono casse ultrasottili e quadranti in avventurina che rievocano il cielo stellato. Rendendo così omaggio alle tre stelle che compongono la cintura della costellazione di Orione, la più grande e la più vistosa, resa distinguibile da un gran numero di astri brillanti. Domina il cielo invernale e per la sua posizione, nei pressi dell’equatore celeste, è visibile da entrambi gli emisferi.
Il fascino di Orione è suggellato da miti e storie leggendarie, la più famosa racconta di Orione, appunto, come del più grande cacciatore dei suoi tempi. Artemide si sarebbe innamorata di lui, con cui condivideva le sue battute di caccia, amore al quale il dio Apollo, fratello di Artemide, era contrario poiché la stessa Artemide era votata alla verginità. Fu per questo che la trasse in inganno con uno stratagemma. Un giorno, proprio mentre Orione si era immerso in mare, sfidò la sorella a colpire con una delle sue frecce un punto lontano che si scorgeva tra le onde, e che Apollo aveva illuminato con un brillante raggio di luce. Artemide raccolse la sfida e scoccando la sua infallibile freccia colpì Orione, uccidendolo. Quando si rese conto dell’accaduto pianse inconsolabile e Zeus, impietositosi, trasformò Orione, insieme ai suoi cani, nella omonima costellazione.
E brilla proprio come un cielo stellato il quadrante bombato in avventurina, blu o nera, di ciascuno degli esemplari della Trilogia 1966 Orion. Lavorazione, questa, che rivela grande perizia legata all’aver curvato in maniera ineccepibile il sottile quadrante, effetto estremamente difficile da ottenere anche per gli orologiai più esperti per via della fragilità e la delicatezza del materiale, che ricordano quelle del vetro. Scoperta per caso da un operaio veneziano del vetro, nel diciottesimo secolo, l’avventurina è una varietà di quarzo calcedonio che si distingue per il fatto di essere traslucido e per le scintillanti inclusioni metalliche, solitamente di mica muscovite ma anche ematite o goethite. Inclusioni che donano al quarzo avventurina un’iridescenza unica e brillante conosciuta come avventurescenza, di solito sufficiente per distinguerla dalle altre pietre preziose. Il tipico fenomeno ottico può variare in intensità, da debole a intenso, a seconda della densità e dalla misura delle inclusioni metalliche. Anche il colore è influenzato dalle inclusioni, quelle di mica muscovite danno pietre verde-argento o blu scintillanti. E la maggior parte dei quarzi avventurina appaiono a strisce di colore con evidenti zone più …

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