D. Con l’Octo Ripetizione Minuti Bulgari scrive una nuova pagina – davvero straordinaria nell’ambito dello sviluppo di movimenti ultrapiatti, introducendo tra l’altro la regina di tutte le complicazioni, ossia la ripetizione minuti. Vorrei fare un passo indietro e chiederle come è nato questo obiettivo così ambizioso.
R. Tutta la linea Finissimo – dal Piccoli Secondi al Tourbillon, fino all’attuale Ripetizione Minuti – nasce dall’idea di realizzare orologi estremamente contemporanei; volevamo assolutamente evitare l’estetica tradizionale dell’orologio ultrapiatto, da associare al classico orologio del nonno, e creare invece un oggetto attuale, capace di riflettere il proprio tempo senza essere “di moda”, per sua natura destinato a durare nel tempo.
La cassa Finissimo, con la sua forma iconica e la sua eleganza formale, ci aveva permesso fino a ora di esprimere la virilità e il design contemporaneo della collezione, anche mantenendo un quadrante nero, tutto sommato abbastanza “canonico”; con la ripetizione minuti, complicazione tradizionale per definizione, dovevamo e volevamo spingerci oltre, giocando con un design ancora più contemporaneo, oserei dire “fresco”, esaltato dall’uso del titanio sabbiato con le sue straordinarie capacità di riflettere la luce; un design che fosse un invito a utilizzare l’orologio quotidianamente e non a chiuderlo in una cassaforte! Questa riflessione risale a circa 4 anni fa, nel momento in cui stavamo lanciando la linea Finissimo; dopo il Tourbillon, era chiaro che avremmo proseguito sul terreno delle complicazioni e la scelta della ripetizione minuti nasceva anche dalla considerazione dello straordinario know-how esistente a Le Sentier sull’argomento delle suonerie. La consapevolezza della complessità dell’obiettivo poggiava, insomma, su un’altra consapevolezza: quella di potersi affidare a professionisti particolarmente esperti. Non a caso la sfida è stata accolta, da subito, con grande entusiasmo!

Entrando nel dettaglio, immagino che la parte più complessa nello sviluppo del nuovo orologio sia stata rappresentata dalla combinazione della cassa ultrasottile – appena 6,85 millimetri – con il meccanismo proprio della ripetizione minuti, che necessita di uno spazio adeguato per i gong e per la diffusione del suono. Non è così? Come è stata risolta questa problematica?
In effetti è così. Combinare la complicazione della ripetizione minuti con una cassa ultrapiatta sembra una contraddizione in termini, proprio perché il suono ha bisogno di un certo volume all’interno della cassa per diffondersi. La strada seguita è dunque stata quella di considerare come tutt’uno la tecnica e l’estetica, a partire dalla scelta del materiale della cassa: il titanio, infatti, è un metallo a bassa densità e ha la proprietà di garantire un’ottima diffusione sonora. E’ realizzato in titanio anche il quadrante, le cui aperture in corrispondenza delle ore funzionano da amplificatori di risonanza, facendo in modo che il suono si propaghi dall’interno della cassa e possa sfruttare tutto lo spazio disponibile. Trattandosi di una cassa di appena 6,85 millimetri di spessore, è evidente che questa soluzione diventa determinante. Altrettanto apprezzabile è la leggerezza dell’orologio, il cui peso complessivo è di appena 46 grammi – compresi cinturino e fibbia -! Aggiungo, relativamente al movimento, che in linea teorica avremmo anche potuto scendere al di sotto dei 3,12 millimetri, spessore finale del calibro BVL 362, ma in questo caso si è optato per una scelta più prudente, considerando che l’azionamento continuo del pulsante della ripetizione avrebbe potuto danneggiare i componenti al di sotto di una certa soglia di altezza.

Lei ha parlato di tecnica ed estetica. Il traforo del quadrante, che lascia appena vedere il movimento, ne è un bell’esempio!
In Bulgari è una strada seguita frequentemente, e nella maggior parte dei casi non è facile capire cosa viene prima. Direi, anzi, che l’estetica legata alla funzionalità è una caratteristica peculiare del design italiano, ciò che spesso fa di un oggetto di uso quotidiano un oggetto di lusso. Pensiamo all’attacco della cassa di Diagono, ispirato alla cerniera di una porta: una soluzione estetica, ironica e funzionale allo stesso tempo; oppure al bracciale Tubogas, e così via. Nell’Octo Ripetizione Minuti è un po’ lo stesso: si è pensato agli indici traforati come soluzione tecnica ma il valore estetico di questa scelta è molto evidente, e tale da conferire al quadrante un aspetto tecnico molto interessante.

Quanto è durata la fase di sviluppo dell’orologio? E’ stata utile l’esperienza nel campo degli ultrapiatti già fatta con l’Octo Finissimo e l’Octo Finissimo Tourbillon?
Lo sviluppo è durato circa 3-4 anni, gran parte dei quali sono serviti a definire le giuste proporzioni del movimento. Certamente l’esperienza fatta con gli altri ultrapiatti, in parte precedente e in parte contemporanea, è stata molto importante; inoltre, se con Octo Finissimo si partiva, per così dire, da un foglio bianco, qui ha avuto un peso notevole la storia precedente delle Manifatture Daniel Roth e Gérald Genta: nasce da lì il profondo savoir-faire nel campo degli orologi con suoneria, che a partire dal momento della nostra acquisizione, nel 2000, è diventato una base preziosa per progetti molto più ambiziosi nei contenuti, di lungo termine e, soprattutto, pensati per una dimensione ben diversa da quella di un’orologeria di nicchia, rivolta a pochi appassionati.

Con il Ripetizione Minuti, l’Octo Finissimo Squelette e l’Ultranero, quest’anno la collezione Octo ha raggiunto vette straordinarie sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista dell’estetica. E’ corretto pensare che al momento sia la collezione più emblematica dello sviluppo orologiero di Bulgari?
Direi di sì, assolutamente. Nella collezione maschile Octo sintetizza un’estetica forte e architettonica nella costruzione della cassa, con movimenti che sono per la maggior parte realizzati in-house. Le vendite confermano questi dati, perché Octo è la prima linea da uomo in termini di fatturato.

Considerando che il lancio dell’orologio è stato fatto a Basilea, immagino che sia possibile chiederle come è stato accolto il nuovo Octo Ripetizione Minuti dai vostri partner commerciali.
A Basilea è stato uno degli orologi di cui si è parlato moltissimo. Per la verità è qualche anno che si parla molto di Bulgari, ma il nuovo orologio è stato una vera sorpresa, soprattutto per l’abbinamento inedito di una complicazione come la ripetizione minuti con un’estetica tecnica e contemporanea. I nostri partner commerciali, da parte loro, lo hanno apprezzato moltissimo.

La mia ultima domanda riguarda un argomento che le sta molto a cuore, ovvero quello dell’efficienza produttiva e dell’organizzazione della produzione. Anche da questo punto di vista il 2016 è stato un anno di crescita? Quali le novità più importanti?
Noi continuiamo a migliorarci sempre, cercando di ottimizzare l’efficienza della Manifattura. Rispetto al passato i cambiamenti sono meno evidenti perché abbiamo ormai raggiunto livelli molto alti sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro sia dal punto di vista della qualità dei prodotti. Concretamente, nell’ultimo anno è stata completata la concentrazione di tutto il lavoro relativo ai movimenti nella Manifattura di Le Sentier, mentre nella produzione delle casse abbiamo superato l’obiettivo dei 40.000 pezzi, traguardo tanto più importante se si considera che è stato raggiunto in un tempo relativamente breve. Insomma, la “macchina” c’è e funziona; noi cerchiamo di farla evolvere nel miglior modo possibile.