di Cesare Ruotolo

Senza voler fare della psicologia spicciola – e senza tirare in ballo gli Afterhours e il loro magnifico brano del 2002 citato nel titolo di questo articolo -, è indubbio che a volte un’“assenza” sia più importante di una “presenza”. Anche in campo estetico, spesso, less is more. Nel caso della Concept Series di H. Moser & Cie., per esempio, la rinuncia a collocare sul quadrante qualunque tipo di numero o indice, anche il più sottile, e ogni tipo di scritta o logo è esattamente ciò che la identifica.
Libero dal superfluo, il quadrante – da sempre uno degli elementi più riconoscibili e apprezzati degli orologi H. Moser & Cie. – può finalmente esprimere tutta la sua potenza. Nata nel 2015 come un azzardo, un tentativo, un prototipo – un “concept”, appunto -, in un settore affollato dalla sovraesposizione di firme, simboli e blasoni, la Concept Series ha riscosso un successo immediato, tanto da meritare ben presto un posto di rilievo nella produzione di H. Moser & Cie., abituata per vocazione a sfidare le convenzioni. Un’attitudine anticonformista che trova conferma in una notizia dell’ultim’ora: la partnership sancita tra Edouard Meylan, l’attuale giovane CEO di H. Moser & Cie., e Maximiliam Büsser, fondatore del celebre “laboratorio concettuale di arte e microingegneria orologiera” MB&F, di stanza a Ginevra. Una collaborazione insolita e coraggiosa che vede due marchi indipendenti unirsi per superare insieme un periodo di difficoltà – come per altri settori, la pandemia di COVID-19 ha colpito pesantemente anche l’orologeria svizzera -; una collaborazione destinata a fare molto rumore ma che in fondo vede due amici di vecchia data condividere lo stesso pensiero, “l’unione fa la forza”, e fondere le proprie competenze in due orologi che non vediamo l’ora di presentare sul prossimo numero della nostra rivista.
Ma torniamo alla Concept Series. Da sottolineare, innanzitutto, che non si tratta di una collezione vera e propria quanto piuttosto di un design, o meglio di un’estetica minimalista che finora ha coinvolto soprattutto i modelli Endeavour – oltre ad alcuni Pioneer e Swiss Alps -, e dunque una tra le più apprezzate collezioni nel catalogo della Maison. Catalogo che nel marzo di quest’anno, in occasione del quinto anniversario della Concept Series, ha accolto tre nuovi segnatempo: l’Endeavour Tourbillon Concept, con cassa di 40×10,7 millimetri disponibile in acciaio, in oro bianco oppure in oro rosso 5N, in ogni caso in edizione limitata a 50 esemplari; l’Endeavour Centre Seconds Concept, sempre con cassa di 40×10,7 millimetri in acciaio in edizione limitata a 50 esemplari, mentre le varianti in oro bianco e in oro rosso 5N sono limitate a 100 esemplari; l’Endeavour Centre Seconds Diamond Concept, esclusivamente con cassa di 38×10,3 millimetri in acciaio in edizione limitata a 100 esemplari. E mentre l’orologio con il tourbillon e quello con i secondi centrali presentano un quadrante Funky Blue, quello con i diamanti mostra un’inedita e sanguigna versione rosso Burgundy, che poi sarebbe …

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