Nella serie dei Quadranti Concept di H. Moser & Cie compare il Vantablack®, la sostanza più scura conosciuta in grado di assorbire la luce come un abisso.

Alta orologeria irriverente”: questa la definizione che dà di se stessa la pregiata Maison H. Moser & Cie. E la spiegazione risiede, probabilmente, nella consuetudine da parte della Manifattura svizzera di reinterpretare in maniera provocatoria la tradizione, omaggiandola e al tempo stesso destrutturandola. D’altronde, H. Moser & Cie. ha un’eredità importante da reinterpretare, essendo stata fondata da Heinrich Moser in Russia, a San Pietroburgo, nel lontano 1828: un patrimonio antico e variegato, dunque, al quale attingere attraverso il proprio Museo situato nel castello di Charlottenfels, sontuosa residenza del fondatore dopo il suo rientro in Svizzera, a Neuhausen am Rheinfall (Schaffhausen), nel 1848. Per quanto concerne invece il presente, la Maison dopo alterne vicissitudini nel 2005 ha stabilito la sua nuova sede proprio a Neuhausen am Rheinfall e oggi può contare su 14 esclusivi movimenti meccanici, su una forza lavoro di 60 dipendenti e su una produzione di circa 1.500 orologi l’anno, dei quali realizza in proprio gli organi regolatori e le spirali dei bilancieri, impiegati anche da alcune società partner. E a testimoniarne l’eccellenza tecnica, ricordiamo la Straumann Hairspring®, sviluppata nel corso di alcuni anni in collaborazione con la consociata Precision Engineering AC di Sciaffusa e presentata a Baselworld nel 2007.

Rimanendo nel campo dell’eccellenza, prendiamo in considerazione i quadranti di H. Moser & Cie., sempre bellissimi e unici per la profondità dei colori e la luminosità delle sfumature. Nonché, talvolta, per il materiale avanguardistico e innovativo utilizzato. È il caso dei quadranti in Vantablack®, la sostanza più scura conosciuta – è in grado di assorbire fino al 99,965% delle radiazioni luminose – progettata per il settore aerospaziale e applicata anche in astrofisica per i telescopi, in ambito militare per la mimesi termica, e nell’ingegneria civile per i pannelli solari. Da segnalare poi che allo scorso Salone dell’Automobile di Francoforte la BMW ha presentato una versione concept “più nera del nero” del suo imponente crossover di punta a metà strada tra SUV e coupé, l’X6, la cui carrozzeria era laccata in Vantablack®; inoltre, e non poteva essere altrimenti, da qualche anno si sta interessando a tale sostanza anche il mondo dell’arte, non senza polemiche riguardo al suo uso esclusivo acquisito dallo scultore e architetto anglo-indiano Anish Kapoor: può un singolo artista avere il monopolio di un colore? Scoperto nel 2012 da ricercatori e scienziati della compagnia britannica Surrey NanoSystems, il Vantablack® è formato da un insieme di nanotubi di carbonio – da cui l’acronimo VANTA: “Vertically Aligned NanoTube Ar- rays”, “schiere di nanotubi allineati verticalmente” – 10.000 volte più sottili di un capello. È un materiale in grado di resistere a urti e vibrazioni ma richiede molta cura e attenzione: per poterlo trasportare nei laboratori della Manifattura svizzera sono stati realizzati degli appositi contenitori mentre per poterlo lavorare H. Moser & Cie. ha progettato strutture, procedimenti e strumenti speciali, a testimonianza della competenza raggiunta anche in tale ambito.
Già impiegato nel 2018 sull’Endeavour Perpetual Moon Concept in serie limitata a 50 esemplari – che non solo ospitava una delle fasi lunari più spettacolari dell’orologeria ma anche una tra le più precise, con uno scarto di 1 giorno ogni 1.027 anni -, il Vantablack® è …

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