Con il nuovo Hamilton PSR, orologio dal design avveniristico che ripropone, attualizzandoli, stile e tecnologia del mitico Pulsar degli anni settanta.

di Silvana Murgia

Torna in scena il primo orologio da polso digitale: l’Hamilton Pulsar, “un computer da polso a stato solido, programmato per indicare il tempo”, come recitava una pagina pubblicitaria apparsa domenica 10 marzo del 1970 sul New York Times che annunciava l’imminente ingresso sul mercato del segnatempo. L’orologio descritto, in realtà, non esisteva ancora, ma il suo annuncio destò clamore e un immediato vigore economico per l’azienda americana che, anticipando le attese, citava ancora sul manifesto: “Se volete essere una delle prime persone al mondo a portare un computer da polso dell’epoca spaziale, scrivete subito alla Hamilton Watch Company, Lancaster, Pa. 17604 per farvi riservare il vostro Pulsar”. Il mondo poté conoscere per la prima volta un prototipo del Pulsar – nome evocativo ispirato alle stelle di neutroni pulsanti che emettono fasci di radiazioni a frequenze ultraprecise – poco più tardi, durante il programma televisivo americano The Tonight Show, quando il presentatore Johnny Carson ne svelò la rivoluzionaria funzionalità: nel suo design c’era tutta l’epopea delle imprese spaziali, con la cassa bombata, il quadrante a forma di video e il bracciale avvolgente che rendono il Pulsar del 1970 uno strumento da polso decisamente futuribile. Un’estetica rivoluzionaria accompagnata da una precisa connotazione tecnologica altrettanto all’avanguardia. Si trattava, infatti, del primo orologio che indicava ore e minuti senza le parti mobili, lancette e numeri saltanti, utilizzando diodi elettroluminescenti che si accendevano a comando all’interno di un display di grandi dimensioni. A completare l’aspetto fantascientifico del Pulsar interveniva anche il sistema di regolazione: premendo un pulsante sul lato dell’orologio, l’ora compariva sullo schermo scuro grazie a numeri LED rossi e, tenendo premuto il pulsante più a lungo, iniziavano a scorrere i secondi. L’orologio si regolava grazie a una barra magnetica unica, nascosta all’interno della chiusura di sicurezza del bracciale.
Il P1, primo modello di Hamilton Pulsar, fu lanciato sul mercato nel 1972, l’anno dell’ultima missione umana sulla Luna, con design originale e spaziale in linea con la sua rivoluzionaria tecnologia. Dotato di una cassa a cuscino dalle superfici morbide e stondate e di un bracciale, tutto in oro giallo 18 carati, era un modello assolutamente esclusivo, e l’unicità della creazione veniva ulteriormente sottolineata dal suo prezzo, 2.100 $, lo stesso, all’epoca, di un’automobile familiare. Elvis Presley fu tra le personalità che scelsero di possedere uno dei 400 esemplari di Pulsar. Il clamore legato al lancio del mitico orologio rinvigorì il tenore economico dell’azienda statunitense, e fu accompagnato da storie quasi leggendarie legate a personaggi famosi e non. Come quella di un cliente che riuscì ad acquistare l’ultimo Pulsar disponibile da Tiffany alla vigilia di Natale, e prima di uscire dal negozio dovette rifiutare diverse offerte da parte degli aspiranti acquirenti …

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