Perfetta interpretazione della filosofia Hublot, il nuovo Big Bang Integral segna un passaggio importante nell’evoluzione dell’iconico orologio che da quindici anni rappresenta i valori peculiari della manifattura di Nyon.

15 anni di Big Bang e una novità assoluta. Un bracciale unico totalmente integrato, una cassa rivisitata, una clientela diversa. Il Big Bang Integral, con la sua architettura monoblocco, si proietta in un nuovo universo». Così Ricardo Guadalupe, CEO Hublot, in occasione del lancio del nuovo Big Bang Integral a Dubai, nell’ambito della LVMH Watch Week. Tra le righe la consapevolezza di un nuovo inizio per l’orologio che in quindici anni ha permesso ad Hublot di raccontarsi a 360 gradi: come espressione perfetta dell’Art of Fusion su cui si basa la filosofia del brand, come terreno di lancio di alcune delle più interessanti innovazioni dal punto di vista della ricerca sui materiali e, naturalmente, per tutto ciò che riguarda l’evoluzione tecnica e manifatturiera propriamente detta.
Dietro 15 anni di Big Bang, insomma, sono racchiusi gli ultimi 15 intensi anni della storia di Hublot; e a guardarsi indietro, la scelta del nome dell’orologio non avrebbe potuto essere più efficace! Non solo per l’immagine che esso è immediatamente in grado di evocare, ossia quella della grande esplosione che secondo la teoria espressa da alcuni scienziati sarebbe all’origine dell’universo; ma, in maniera più sottile, come incontro quasi fortuito di oggetti e materiali che normalmente appartengono a mondi diversi: oro e caucciù, per esempio, oppure ceramica e acciaio, carbonio e oro, carbonio e diamanti, e tanti altri. Insomma, a ben guardare, l’ampia panoramica delle possibili combinazioni sperimentate proprio dall’arte della Fusione. Comune ad entrambe le interpretazioni l’effetto sorpresa di ogni nuovo abbinamento e di ogni nuovo lancio, con quella componente di provocazione che appartiene naturalmente a tutti gli innovatori.
Tappa centrale di questa evoluzione che ripercorriamo nelle sue linee principali nelle pagine seguenti è stata – e non solo per motivi puramente numerici – quella del 2013: l’anno in cui il Big Bang ospitò per la prima volta il motore della Maison, il calibro di manifattura Unico, cronografo a doppio accoppiamento orizzontale con ruota a colonne visibile sul lato quadrante. A questo importante sviluppo tecnico si affiancava, naturalmente, una rielaborazione estetica dell’orologio; e con essa l’adozione del sistema di attacco del cinturino “One Clic” che ne consentiva una rapida sostituzione, aggiungendo le idee di intercambiabilità e adattabilità nel vocabolario del Big Bang.
Oggi, per la prima volta nella sua storia, un bracciale integrato disegna un nuovo corso per questo orologio-icona; non solo perché va a sostituire l’altrettanto iconico cinturino in caucciù, ma perché la sua adozione ha comportato un completo restyling, a partire proprio dalla fusione della prima maglia del bracciale con la cassa. Quest’ultima conserva la sua caratteristica struttura a “sandwich” – che nel tempo ne ha delineato la complessità costruttiva e la capacità di accogliere materiali diversi – ma questa volta utilizza un unico materiale, ossia, nelle tre varianti disponibili: titanio, King Gold o ceramica (fanno eccezione le anse della lunetta in composito nero e la corona rivestita di caucciù). Relativamente alle dimensioni, appartiene alla famiglia Big Bang Unico 42 mm introdotta nel 2018, ma lo spessore è stato ulteriormente diminuito e portato a 13,45 millimetri. Dai Big Bang Unico 42 mm riprende anche la lunetta, ma non i pulsanti cronografici, che si rifanno piuttosto ai codici del modello originale del 2005: di forma allungata e squadrata, si accordano stilisticamente alle geometrie del bracciale, con le maglie che mostrano tagli netti e angoli vivi finemente smussati. Anche in questa ricerca di una firma estetica comune, l’integrazione tra cassa e bracciale acquista una precisa rilevanza nell’ottica di un ripensamento generale dell’orologio e quindi di un nuovo corso per la collezione. Con le sue tre file di maglie piene – quella centrale ha un orienta- mento orizzontale e una maggiore evidenza rispetto alle maglie laterali – il nuovo bracciale disegnato per il Big Bang fa suoi i tagli sulla cassa, gli spigoli che sottolineano l’accosta- mento dei diversi elementi ed ancora le finiture lucide e satinate del metallo. E l’insieme è così equilibrato da suggerire l’impressione che al Big Bang mancasse solo il bracciale per offrire una visione contemporanea del marchio e del suo orologio più emblematico. Anche dal punto di vista tecnico il Big Bang Integral è in assoluta continuità con il Big Bang Unico 42 mm. Ad animarlo è infatti il calibro HUB 1280, al suo esordio naturalmente nel 2018 insieme al modello da 42 millimetri. Per la sua realizzazione gli orologiai della …

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