Samuel Ross è il vincitore dell’Hublot Design Prize 2019.

Questa particolare edizione, simbolo della profonda amicizia che mi lega da sempre a Pierre Keller, senza il quale non sarebbe nato il Premio, presenta le ultime novità. Design e Innovazione sono sinonimi per Hublot sin dalla sua fondazione, nel 1980. Siamo in naturale sintonia con tutti gli universi che creano una svolta, scrivono la storia, cambiano il mondo. Ispirare, appassionare, sostenere, trasmettere, affinché la creazione non si fermi mai. Questo è l’obiettivo dell’Hublot Design Prize – valorizzare designer promettenti, provenienti dal mondo intero; premiare progetti sperimentali, all’avanguardia e fuori dal comune che presentano tecniche, materiali innovativi e nuove tecnologie. E, soprattutto, un Design che si fa portavoce di un messaggio, che si inserisca in un approccio sociale e ambientale. Quando creare ha senso! “.

Ricardo Guadalupe, CEO Hublot

Un obiettivo: promuovere la creatività
Nato dall’amicizia di lunga data tra Jean-Claude Biver e l’ex direttore dell’ECAL Pierre Keller e istituito nel 2015 in occasione del decimo anniversario del leggendario Big Bang, l’Hublot Design Prize valorizza il talento dei designer di domani.

Una visibilità a tutto campo

L’HUBLOT DESIGN PRIZE ha l’obiettivo specifico di offrire a un designer professionista una piattaforma di lancio e di visibilità, un acceleratore di carriera che gli permetta di essere annoverato tra i grandi del Design.

Un principio di doppia selezione*

Una giuria indipendente, composta da 3 esperti del mondo del design contemporaneo, ciascuno dei quali propone 5 artisti. 20 nomi in tutto, di cui 5 proposti da Pierre Keller (4° membro della giuria e Presidente del Premio, che si è spento a luglio 2019) e 6 finalisti selezionati per presentare le loro creazioni. Uno solo di essi sarà il vincitore, ma quest’anno, eccezionalmente, la giuria si riserva il diritto di attribuire ad un altro finalista il “Pierre Keller Award”.

Sei designer che si esprimono in modo particolare, innovativo ed esplorativo, imprimono su questa 5a edizione dell’HUBLOT DESIGN PRIZE il sigillo della sensorialità, quando l’esperienza crea significato…

Si interrogano, deviano, interagiscono con il pubblico e suscitano innegabilmente emozione, davanti ad un fascio di luce, una curva inaspettata o di fronte ad un colore o una consistenza inaspettati.
Ognuno di questi talenti proietta, a suo modo, la propria visione del mondo, si riappropria dell’alfabeto del design riorganizzato a piacere, a seguito di una riflessione sui nostri ambienti, sui nostri interni di vita quotidiana e sul nostro rapporto con la scoperta o con la nostra identità.

Fedele al suo desiderio di portare alla ribalta la nuova guardia creativa, quest’anno HUBLOT dà spazio alla sperimentazione che ha un senso, ludica e responsabile, al servizio dell’essere umano, nel segno dell’apertura alle culture, ai riti universali, per reinterpretarli alla luce degli usi odierni o suscitare quesiti profondi sul posto dell’uomo tra sogno e realtà, tra immaginario e responsabilità ambientale.

Proprio come HUBLOT esplora il campo degli ibridi, spaziando dal caucciù ai metalli più preziosi, declinati in infinite varianti per i suoi sofisticatissimi cronografi, Dimitri Bähler, Mae Ling J.Lokko, il duo Pinaffo & Pluvinage, Shigeki Fujishiro, Than Hussein Clark e Samuel Ross innovano di volta in volta nella loro esplorazione di materie e materiali – attorcigliati, sfalsati, riciclati – per creare un mondo nuovo, in cui gli usi e le funzioni rivisitati offrono al pubblico altrettante esperienze estetiche e interattive in cui il senso si rivolge ai nostri sensi.

La quinta edizione dell’Hublot Design Prize premia il lavoro di Samuel Ross; Marion Pinaffo e Raphaël Pluvinage si aggiudicano il “Pierre Keller Award”.

Samuel è stato scelto per la sua incredibile energia e l’approccio estremamente collaborativo. Combina product design, social design e fashion design, riuscendo ad utilizzarli come mezzi di connessione. Attraverso la sua attività come designer di moda streetwear e come industrial designer, Samuel continua a raggiungere un pubblico sempre più ampio.
Per quanto riguarda il “Pierre Keller Award”, la giuria è stata profondamente colpita dallo straordinario libro prodotto da Marion Pinaffo e Raphaël Pluvinage. Come dice l’artista svizzero Paul Klee, “l’arte rende visibile l’invisibile”. I tre membri della giuria sono stati impressionati dal modo in cui Marion e Raphaël sono riusciti ad esprimere in modo esemplificativo temi complessi della società contemporanea.

Focus su 6 talenti di oggi, ambasciatori di 6 paesi (Svizzera, Ghana, Francia, Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna) e di 4 continenti

Dimitri Bähler (1988)
www.dimitribaehler.ch

L’incontro tra grafica e organica o la fusione degli opposti tra design industriale e oggetti artigianali.
Originario di Biel, dove ha fondato il suo Studio, il giovane designer svizzero, che vanta molteplici collaborazioni internazionali ed è abituato alle residenze d’artista, padroneggia con disinvoltura sia il linguaggio del design industriale che quello dei pezzi unici.
Flessibile proprio come le sue opere luminose e incuriosito dalle culture straniere, progetta, modella e produce con un’agile delicatezza i materiali, a volte grezzi e organici, altre fluidi ed essenziali.

Mae Ling J.Lokko (1987)
www.housingthehuman.com

Il riciclo dei biomateriali al servizio dell’eco-design di domani.
Umanista e fondatrice della piattaforma sperimentale eco-responsabile Agrocologies, la dottoranda ganese-americana dirige il Building Sciences Program del Rensselaer Polytechnic Institute di New York e porta avanti una serie di prototipi di ampio respiro che prevedono il riciclo tecnico dei biomateriali (rafia, bambù, cocco) e di scarti agricoli al servizio dell’habitat in Africa. Pluripremiata, vanta un approccio erudito al design tecnico-architettonico, ispirato ai riti e costumi ancestrali rivisitati per nuovi usi dell’uomo nella sua vita quotidiana.

Mario Pinaffo (1987) & Raphaël Pluvinage (1986)
www.pinaffo-pluvinage.com

Da un’esperienza interattiva che unisce scienza e design ludico emerge una narrazione poetica alla francese.
Dal 2015, questa coppia di designer usciti dall’ENSCI esplora l’infinito campo del possibile tra tecnologia e design grafico, in un allegro universo per grandi e piccoli, in forma di oggetti, installazioni o giochi che facilitano la comprensione delle interazioni tra energia e oggetto. La loro principale realizzazione, “Papier Machine”, ricca di colori e molto pedagogica, invita il pubblico all’impegno, stimola l’immaginario sotto forma di esperienza ludica.

Shigeki Fujishiro (1974)
www.furnishing-utopia.com/shigeki-fujishiro

Conversazioni creative tra design d’interni, moda e arte di vivere.
Shigeki Fujishiro, designer industriale per formazione, diplomato alla Kuwasawa Design School di Tokyo, predilige le passerelle tra design, moda e art de vivre, come testimoniano le sue collaborazioni creative (Adidas, Camper, Hermès, HAY, IDEE) nelle quali si esprimono il suo senso della naturalezza delle forme e la ricerca di materiali innovativi. Tra pieghe, nodi, giochi d’ombra e sospensioni, esplora o enfatizza diversi approcci all’oggetto d’interni (colori, consistenze, curve) per inserire l’effetto sorpresa nel quotidiano.

Than Hussein Clark (1981)
www.cnap.fr/hussein-clark

Le installazioni narrative come interrogativi sul proprio posto nel mondo.
Originario del New Hampshire, questo artista delle Belle Arti (Fine Arts Goldsmiths College) sensibile agli allestimenti teatrali, si esprime attraverso performance astratte, in gallerie ed esposizioni collettive o individuali tra Londra e Amburgo. Le sue installazioni narrative riflettono una visione che oscilla tra realtà e sogno, arricchita da materiali eclettici che suscitano interrogativi esistenziali e identitari, in particolare nelle opere Java Nocturne e Waves, che presentano una straordinaria polifonia visiva.

Samuel Ross (1991)
www.samuel-ross.com

L’interpretazione dei territori spaziali della Moda in tutte le sue sfaccettature.
Finalista di premi prestigiosi assegnati dal mondo del Fashion (LVMH Prize, Andam Prize, British Fashion Award), il designer grafico ed illustratore britannico, ex braccio destro di Off White, moltiplica le sue collaborazioni artistiche, dalle più attuali (Virgil Abloh, Murakami, Futura) a quelle rivolte al grande pubblico (Levis, Diesel). Il suo sguardo creativo-concettuale, ispirato dal suo percorso nella moda e dalle influenze dello street wear, propone costruzioni XXL dalle linee color block, orna le passerelle di fasci riflettenti, infonde nel retail un merchandising ultragrafico e sperimenta nuove espressioni brutaliste per Nike.

I membri della giuria dell’HUBLOT DESIGN PRIZE

Marva Griffin Wilshire

Venezuelana di origine e milanese d’adozione, l’eminente Signora del Design, fondatrice del Salone Satellite nel 1998, viaggia in tutto il mondo per scovare ogni anno i talenti creativi di oggi e di domani.

Ronan Bouroullec

Ronan e suo fratello Erwan, ambasciatori imprescindibili del design contemporaneo francese nel mondo sin dagli anni ’90, sono costantemente sollecitati dai principali editori (Vitra, Capellini, Kartell). La loro scrittura industriale fatta di semplicità, umorismo e poesia, continua a impregnare i nostri interni grazie alla precisione e alla funzionalità dei loro arredi.

Hans Ulrich Obrist

Figura di spicco dell’arte contemporanea, è uno dei curatori più influenti della sua generazione. Critico e storico dell’arte, è anche direttore artistico della Serpentine Gallery di Londra.