Foto di Hublot

Nuova versione per il Big Bang Meca-10 di Hublot, ora anche con cassa in Magic Gold.

Risale a poco più di un anno fa il lancio, da parte di Hublot, del Big Bang Meca-10 nella prestigiosa kermesse del Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra 2016.

Protagonista indiscusso del segnatempo, il cui appeal aggressivo e virile veniva esaltato nella versione in ceramica “All Black” che affiancava quella standard in titanio – per entrambe, edizione limitata a 500 esemplari -, il nuovo calibro di manifattura HUB1201, un movimento meccanico a carica manuale e finitura scheletrata che grazie alla presenza di 2 bariletti paralleli poteva vantare una riserva di carica pari a 10 giorni, oltre a un originale doppio indicatore di autonomia di marcia visibile sul quadrante – scheletrato – che irresistibilmente attraeva l’interesse degli appassionati.

La vocazione tutta al maschile dell’orologio veniva inoltre sottolineata dal design del movimento, un’originale architettura dominata da elementi geometrici e squadrati neri opachi e argentati, con barre perforate, ruote dentate e ingranaggi a cremagliera che rimandavano immediatamente ai componenti del Meccano, attività ludica ingegnosa e appassionante probabilmente adatta a qualunque adolescente creativo ma che ancora oggi – a oltre 100 anni dalla sua invenzione – viene perlopiù destinata a ragazzi di sesso maschile, assecondando gli stereotipi di genere imposti dalla società dei consumi.

Una fonte di ispirazione, il gioco del Meccano, esplicitata chiaramente nello stesso nome del segnatempo che quest’anno, sempre in occasione del Salone di Ginevra, è stato presentato in una nuova, preziosa “veste” in edizione limitata a 200 esemplari. Si tratta del Big Bang Meca-10 Full Magic Gold e dunque con cassa e lunetta forgiate nell’esclusiva lega aurea a 24 carati – brevetto Hublot – che grazie a una sufficiente percentuale di ceramica risulta inscalfibile e inalterabile nel tempo.

Il Magic Gold – sviluppato nel 2011 in collaborazione con la prestigiosa Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne e certificato dall’Ufficio di controllo dei Materiali Preziosi – è un materiale straordinario per il grado di durezza, pari quasi a 1.000 Vickers, che è possibile trattare solo con il diamante; prodotto nella fonderia high-tech della Manifattura di Nyon, pur mantenendo inalterate le qualità estetiche dell’oro ne aumenta la resistenza meccanica, contrastando la tipica malleabilità/duttilità di questo metallo soggetto facilmente a graffi e abrasioni.

Anche il Big Bang Meca-10 Full Magic Gold, naturalmente, è animato dal calibro di manifattura a carica manuale HUB1201 il cui design generale rimanda al Meccano; oltre ai due bariletti che consentono di raggiungere un’autonomia di marcia di 10 giorni, tra le principali caratteristiche di questo movimento, che è composto da 223 elementi tra i quali 24 rubini, ricordiamo lo scappamento ad àncora svizzera e il bilanciere che lavora a una frequenza di 3 Hz, pari a 21.600 alternanze/ora.

Particolarmente suggestivo, come abbiamo detto, risulta nella sua originalità e complementarietà il doppio indicatore della riserva di carica, un congegno piuttosto elaborato – sembra davvero realizzato con i componenti del Meccano… – in piena evidenza sul quadrante squelette. Nello specifico, tutto parte da un ingranaggio a cremagliera nero e argentato che scorre su un asse orizzontale tra le 10 e le 2, partendo da sinistra quando l’orologio è a piena carica e procedendo verso destra man mano che la riserva si consuma; durante il percorso, ingrana un pignone nero posto in corrispondenza del 3 sul quale troviamo, oltre a 6 viti dalla distintiva forma ad “H”, due finestre ovali: e quando l’autonomia di marcia si riduce a 2 giorni, compare un segnale di allerta in rosso.

Contemporaneamente, la grande ruota dentata al 3 ingrana un secondo indicatore a ore 6 formato da un disco argentato con cifre arabe ritagliate da 0 a 10 che, con il trascorrere dei giorni, vengono inquadrate di volta in volta da una finestra trapezoidale brunita ma internamente profilata di rosso. In pratica, una complicazione unica e affascinante nella sua funzionalità reciproca che ruba letteralmente la scena agli altri elementi del quadrante, dalle prospettive fortemente tridimensionali; quadrante che si apre con il binario scuro della minuteria con dettagli rossi/dorati posto sul rehaut, al quale seguono gli indici applicati, dorati e materici, con interno trattato con materiale luminescente antracite alla stregua delle lancette a bastone di ore e minuti semischeletrate e della sfera dei piccoli secondi al 9, un sottoquadrante squelette con cornice dorata e dettagli scuri.

In corrispondenza dell’8, tra i vari ingranaggi è possibile individuare l’organo regolatore, con il bilanciere lucido e rodiato in perpetuo movimento, mentre il logo Hublot – la lettera “H” stilizzata – risalta nella tonalità dorata, insieme alla firma della Maison, sotto il 12. Da segnalare inoltre la scelta, ancora una volta, di un modello Big Bang per il nuovo movimento Hublot – era già accaduto con l’UNICO, il primo a essere concepito e realizzato completamente in-house dalla Manifattura di Nyon -, una scelta che consolida il prestigio di questa collezione assolutamente inconfondibile grazie alla costruzione stratificata della cassa priva di anse che, in questo caso, misura 45 millimetri di diametro per 15,95 millimetri di spessore e vanta un grado di impermeabilità garantita fino a 10 atmosfere di pressione.

La solida lunetta in Magic Gold – che regge il cristallo zaffiro antiriflesso del quadrante ed è “trafitta” da 6 viti ad “H” in titanio annerito – poggia come di consueto su una base in resina composita nera con sporgenze laterali sagomate come piccole ali; segue, nell’alternanza di materiali tipica dell’“arte della fusione” alla base della filosofia della Maison, il fronte della cassa in Magic Gold, quindi la carrure, di nuovo in resina composita nera dalla quale sporge al 3 la corona cannelé dello stesso colore e personalizzata con l’immagine della vite Hublot.

A chiudere l’architettura a “sandwich” il retro della cassa, sempre in Magic Gold, al quale viene però serrato con 6 viti brunite il fondello nero con bordo in ceramica micropallinata e classico oblò centrale in cristallo zaffiro “aperto” sul movimento; tra i vari elementi, una segnalazione particolare per i tre ponti anneriti, allineati e sagomati come barre perforate – a richiamare ancora una volta i componenti del Meccano – che sovrastano i rotismi argentati. Ed è conforme all’“arte della fusione” anche l’abbinamento della cassa in Magic Gold con il cinturino integrato in caucciù nero strutturato a righe, con fibbia déployante in ceramica nera/titanio annerito e pratico sistema di sostituzione “One Click”: basta infatti agire sulle 2 piccole placche scure collocate sulla cassa in prossimità degli attacchi per sfilarlo facilmente.