Orologio-icona di Chanel da quasi vent’anni, il J12 si presenta a Baselworld 2019 al termine di un minuzioso e complesso restyling tecnico e di design. Ne scopriamo insieme i contenuti, che ci sono stati svelati in anteprima da Nicolas Beau, International Business Development Watches and Fine Jewelry Director, e da Arnaud Chastaingt, Watchmaking Studio of Creation Director.

“Più che di un nuovo J12 dovremmo parlare del J12 di oggi e di domani”. La definizione è di Arnaud Chastaingt, Direttore dello Studio Creativo di Chanel dal 2013 nonché autore di alcuni dei più grandi successi della Maison di questi ultimi anni, da Mademoiselle a Code Coco, da Boy.Friend a Monsieur de Chanel. Quello di cui ci sta parlando è il risultato di un lungo e complesso lavoro di revisione e attualizzazione su uno degli orologi più iconici di Chanel, disegnato da Jacques Helleu – al tempo direttore artistico della Maison – e realizzato in ceramica, un materiale d’avanguardia scelto per le sue caratteristiche tecniche ed estetiche pressoché uniche. Correva l’anno 2000 e quell’orologio di stile contemporaneo che portava con sé eleganza e sportività conquistò molti nel mondo dell’orologeria; tra i tanti lo stesso Arnaud Chastaingt, all’epoca giovanissimo studente di design, non ancora interessato all’orologeria ma che, per sua stessa ammissione, rimase assolutamente folgorato da quella creazione scoperta sulle pagine di un giornale. Per uno strano intreccio del destino, a tre anni di distanza da quel primo incontro il mondo delle lancette sarebbe diventato il “suo” mondo, dapprima come designer di orologi in Cartier e dal 2013 come Direttore dello Studio Creativo di Chanel. Una sorta di percorso circolare che rendeva inevitabile, prima o poi, confrontarsi con l’orologio che lo aveva fatto innamorare dell’orologeria, il J12: come per ogni creazione di grande personalità, che entra con forza nella storia di un brand e ne riscrive i codici, arriva infatti il momento di decidere cosa fare per stare al passo con il tempo e far evolvere una forma. Un compito molto difficile, decisamente più difficile che tracciare un disegno su un foglio bianco, con il problema di confrontarsi con il potente design originale, il dovere di rispettarlo e il timore di snaturarlo. Per Arnaud Chastaingt questo momento è arrivato quattro anni fa ed è stato un vero e proprio “face to face” con il J12: “Dovevo scegliere come cambiare. Alla fine ho scelto di cambiare tutto senza cambiare nulla”! Un’affermazione, quest’ultima, che potrebbe sembrare un paradosso ma che di fronte al “J12 di oggi e di domani” appare assolutamente comprensibile. Sul “tutto” basti pensare che è nuovo il 70% dei componenti – considerando il movimento come un solo componente -; il “nulla” si esprime invece in una straordinaria fedeltà al design originale e all’essenza dell’orologio, perfettamente conservati nonostante il minuzioso restyling. Dietro questo “tutto e nulla” sta anche la difficoltà di definire un cambiamento più evidente di altri. Ci riusciamo mettendo da parte momentaneamente il punto di vista dell’estetica e del design per concentrarci su due elementi portanti dell’orologio, ossia la cassa e il movimento. Nel primo caso scopriamo una cassa monoblocco in ceramica che, al di là di ogni considerazione sul comfort generato da questo materiale al contatto con il polso, apre la strada a una visione estetica del fondello, con oblò in vetro zaffiro e movimento a vista. Ed eccoci …

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