Foto di Dario Tassa

Pubblicato per la prima volta nel 1943 a New York, e dunque in inglese, durante il soggiorno dello scrittore-aviatore Antoine de Saint-Exupéry a Long Island, “Il piccolo principe” è un breve racconto per ragazzi, dal contenuto profondamente allegorico e quindi rivolto anche agli adulti, diffuso nel corso degli anni in tutti i continenti e tradotto in oltre 250 lingue e dialetti del mondo.

Tramite l’enigmatica e poetica figura del bambino extraterrestre che visita vari asteroidi e i loro strani abitanti prima di approdare sul nostro pianeta, l’autore riflette sulle problematiche della società a lui contemporanea – siamo in piena seconda guerra mondiale e “Saint-Ex” è un pilota dell’aeronautica militare francese – contrapposte a sentimenti puri come l’amore e l’amicizia.

Da oltre dieci anni IWC Schaffhausen, in attività dal 1868, collabora con la Fondazione Antoine de Saint-Exupéry i cui scopi benefici mirano a tutelare l’infanzia e a garantirne l’istruzione e la formazione in zone disagiate; in particolare nel 2014, grazie a tale partnership e al sostegno all’organizzazione non governativa Sipar, sono stati inaugurati alcuni edifici scolastici con relative biblioteche nel villaggio di Roluos, in Cambogia.

All’interno della IWC Pilot’s Watches Collection troviamo dunque una linea dedicata specificamente allo sfortunato pioniere dei cieli perito in un incidente aereo nel 1944, probabilmente abbattuto dalla contraerea tedesca poco prima della fine del conflitto; inoltre, dal 2013 – in occasione del settantesimo anniversario della pubblicazione del libro – sono presenti anche una serie di edizioni speciali intitolate a “Le Petit Prince”: e tra i modelli lanciati quest’anno anche tre esemplari con casse in acciaio, quadranti blu notte, cinturini in pelle di vitello firmati Santoni – brand di pelletteria sinonimo di artigianalità ed eccellenza italiana nel mondo – e fondelli in acciaio pieno che recano al centro la silhouette del Piccolo Principe tratta direttamente dai delicati acquerelli naïf realizzati dallo stesso autore negli anni Quaranta per accompagnare il racconto: la figura è esattamente la stessa, con il grande paltò sciallato con i galloni sulle spalle, gli stivali, lo spadino e la testa ricciuta; mancano solo i colori pastello rosa e azzurro tipici dell’infanzia, oltre al giallo-oro dei capelli.

Gli orologi sono il Big Pilot’s Watch Edition “Le Petit Prince” e il Pilot’s Watch Chronograph Edition “Le Petit Prince” – che, proposti nel 2015, vengono ora rivisitati nel quadrante e nel cinturino – e il nuovo Pilot’s Watch Mark XVIII Edition “Le Petit Prince” – il cui modello di riferimento è invece lo storico Mark 11 lanciato dalla Casa di Sciaffusa nel lontano 1948 -.

Altre caratteristiche comuni a questi originali segnatempo sportivi non privi di una sofisticata eleganza, il cui tradizionale stile “cockpit” ispirato alla strumentazione di bordo prevede necessariamente fondo scuro e dettagli chiari, la cassa interna in ferro dolce per proteggere il movimento automatico dai campi magnetici, la corona e il fondello a vite che assicurano un grado di impermeabilità fino a 6 atmosfere di pressione e il cristallo zaffiro con trattamento antiriflesso su entrambi i lati e proprietà di antidecompressione posto a protezione del quadrante.

Nel caso del Big Pilot’s Watch Edition “Le Petit Prince”, come dichiara il nome siamo in presenza di un “grande” orologio da aviatore.

La cassa misura infatti 46 millimetri di diametro – 52 millimetri corona compresa – per 16 millimetri di spessore, mentre l’altezza è pari a 56 millimetri anse comprese; queste ultime sono inclinate, con sottilissimi profili lucidi, e sono la prosecuzione diretta, senza soluzione di continuità, della carrure satinata dalla quale emerge con grande forza la corona piramidale sovradimensionata e fittamente incisa su tutte le superfici – a esclusione di una breve porzione sulla cima personalizzata con lo “slogan” della Casa che recita “Probus Scafusia” e che potremmo tradurre come “qualità made in Sciaffusa” -; corona che è caratteristica di questo tipo di strumento professionale, il cui indirizzo progettuale vorrebbe fosse indossato principalmente da un pilota a bordo di un aereo, e necessaria per agevolarne l’impiego anche indossando i guanti.

Stretta e inclinata la lunetta lucida/satinata; stessa finitura anche per il fondello avvitato che sottrae alla vista il movimento automatico di manifattura calibro 51111 con dispositivo di arresto secondi, 42 rubini, bilanciere in Glucydur® – con spirale Breguet – che oscilla a una frequenza di 3 Hz, pari a 21.600 alternanze/orarie, e riserva di carica di 168 ore e quindi 7 giorni grazie al rotore con ponte di supporto elastico e sistema di ricarica a cricchetti Pellaton.

Ispirato al primo orologio da aviatore IWC, presentato nel 1940, il quadrante blu soleil con finitura satinata raggiata e indici bianchi perimetrali luminescenti seguiti da numeri arabi sempre bianchi e tipico triangolo fosforescente al 12 che precede la firma della Casa mentre la dicitura “AUTOMATIC” si trova sopra il 6, ovvero sopra il datario a fondo chiaro.

Al 3 il settore circolare dedicato all’indicatore della riserva di carica di 7 giorni, con zona di allerta in rosso e piccola sfera lucida, con interno bianco, a forma di elica come le lancette di ore e minuti che però sono trattate con SuperLuminova “green emission”, mentre la lunghissima lancetta dei secondi è a filo e munita di contrappeso.

Grande e corposo, infine, il cinturino da aviatore marrone di Santoni con borchie lucide a vista, impunture in contrasto, fodera arancione e fibbia déployante personalizzata in acciaio lucido/satinato.

Più scuro, configurato in modo tradizionale e munito di fibbia ad ardiglione personalizzata sempre in acciaio lucido/satinato, il cinturino Santoni con vistosa fodera arancione del Pilot’s Watch Chronograph Edition “Le Petit Prince”.

Il design generale della cassa è lo stesso; è possibile riscontrare qualche lieve differenza solo nella modalità di avvitatura del fondello e nella sagomatura della corona cannelé che ora è piatta, regolarmente dimensionata e affiancata dai pulsanti rotondi, lisci e lucidi, muniti di colletto di protezione.

Ridotte anche le misure della cassa che ora sono pari a 43 millimetri di diametro – 47 millimetri con la corona -, 15,2 millimetri di spessore e 53 millimetri di altezza anse comprese.

Stessa finitura satiné soleil, stesso colore e stessa grafica, relativamente ai numeri arabi e alla minuteria strutturata in bianco, per il quadrante che però rinuncia all’indicatore della riserva di carica al 3 per lasciare spazio alla doppia finestra Day-Date che si frappone alle scritte chiare “IWC” e “SCHAFFHAUSEN” mentre al 12 abbiamo il totalizzatore dei 30 minuti cronografici, al 6 quello delle 12 ore cronografiche e al 9 il quadrantino dei secondi continui; per tutti e 3 i contatori fondo ton-sur-ton decorato “à colimaçonnage”, dettagli in contrasto e lancette lucide con interno bianco, per quelle cronografiche, e rosso, per quella dei secondi continui.

Anche le sfere ore e minuti sono le stesse del modello precedente, così come la trotteuse risulta uguale alla lancetta dei secondi del Big Pilot’s Watch.

Il movimento in questo caso è il calibro automatico 79320, con dispositivo di arresto secondi, 25 rubini, 28.800 alternanze orarie (4 Hz), 44 ore di riserva di carica.

Aderisce infine in pieno agli stilemi del classico orologio da aviatore, con design minimalista atto a favorire la leggibilità delle indicazioni orarie, anche il Pilot’s Watch Mark XVIII Edition “Le Petit Prince”.

Il cinturino Santoni in pelle di vitello torna marrone con impunture bianche, fodera arancione e fibbia ad ardiglione in acciaio lucido e satinato mentre la cassa è ancora più snella e misura 40 millimetri di diametro, 44 millimetri con la corona, 11 millimetri di spessore e 50 millimetri di altezza alle anse.

Medesimo tipo di minuteria, numeri arabi e lancette per il quadrante che però presenta alcune novità come il datario al 3 e la scritta relativa al modello sopra il 6, a precedere la dicitura “AUTOMATIC”.

Ancora una volta, infine, il fondello in acciaio cela alla vista il movimento automatico – il calibro 30110 con 21 rubini, 28.800 alternanze orarie (4 Hz), 42 ore di riserva di carica -: un’ulteriore conferma, come dichiara l’amica volpe incontrata sulla Terra dal nostro piccolo esploratore intergalattico, che il più delle volte “l’essenziale è invisibile agli occhi”.