Non è la prima volta che il Gyrotourbillon entra nella cassa del Reverso ma ciò non diminuisce affatto la portata della nuova impresa compiuta dalla Manifattura di Le Sentier, anzi.

Fin dal suo lancio, nel 2004, il rivoluzionario tourbillon sferico bi-assiale di Jaeger-LeCoultre è apparso come una realizzazione straordinaria, di quelle che cambiano davvero il corso della storia; e già questo portava anche i più esperti conoscitori di tecnica orologiera a pensare che la sua evoluzione non avrebbe potuto allontanarsi di molto dall’originale, già di per sé notevole.

E, invece, salutiamo la quarta generazione di Gyrotourbillon, dove il prezioso dispositivo rotante risulta più veloce nella rotazione ma, soprattutto, di dimensioni nettamente inferiori!

La parola magica, insomma, è “miniaturizzazione”: una parola che in orologeria ha un valore particolare perché riflette una maggiore complessità costruttiva; e se questo vale per i componenti più semplici del movimento, figuriamoci per un dispositivo di tale complessità.

Ma andiamo con ordine. L’esordio su cassa Reverso risale al 2008 e già allora i tecnici della Manifattura di Le Sentier non si erano limitati a trasferire la loro invenzione all’interno di un movimento già esistente ma ne avevano progettato uno completamente nuovo. Del resto, questa è la filosofia di Jaeger-LeCoultre, direttamente legata alla cultura della ricerca tecnica che si respira all’interno della Manifattura.

La nuova realizzazione, ossia il Reverso Tribute Gyrotourbillon che presentiamo in queste pagine, ha richiesto circa 3 anni di sviluppo: un tempo molto lungo considerando che si lavorava su modelli già esistenti ma strettamente legato alla natura completamente inedita della nuova creazione!

Ed ecco il nuovo orologio: una pietra miliare non solo nella storia del Gyrotourbillon ma anche in quella, ben più lunga, del Reverso. L’orologio-icona di Jaeger-LeCoultre compie infatti quest’anno 85 anni e la Manifattura ha voluto festeggiarlo con una creazione esclusiva, proposta con una cassa in platino, in una serie limitata di 75 esemplari.

L’elemento che colpisce è, come abbiamo già accennato, la miniaturizzazione.
Relativamente alla cassa, se prendiamo come riferimento il Reverso Gyrotourbillon 2 in oro rosa, anch’esso appartenente alla collezione Hybris Mechanica, ci rendiamo immediatamente conto delle nuove dimensioni: la cassa in platino del nuovo Reverso Tribute misura 51,1 x 31 millimetri, con uno spessore di 12,4 millimetri, mentre il modello in oro rosa già in collezione misura 55 x 36 millimetri, con uno spessore di 15,8 millimetri!

Sono dati particolarmente significativi, tanto più se si ha a che fare, come in questo caso, con un movimento di forma a grande complicazione con 385 componenti e, soprattutto, che racchiude al suo interno un tourbillon sferico.
Quest’ultimo si presenta nella forma di un tourbillon volante, quindi privo di ponte superiore, dando l’impressione di fluttuare liberamente all’interno del suo alloggiamento; è formato da due gabbie che effettuano una rotazione esterna in un minuto e una rotazione interna in 12,6 secondi.

Suoi elementi distintivi sono la molla a spirale e il bilanciere Gyrolab, entrambi fiori all’occhiello della ricerca tecnica di Jaeger-LeCoultre: la prima si lascia apprezzare durante la rotazione delle due gabbie del tourbillon e si riconosce immediatamente per la sua forma semisferica; il bilanciere Gyrolab®, anch’esso facilmente riconoscibile per la sua inedita forma ad ancora – il simbolo di Jaeger-LeCoultre -, presenta l’importante vantaggio di ridurre gli attriti con l’aria, migliorando notevolmente la precisione dell’orologio.

Il nuovo Gyrotourbillon è il cuore pulsante del calibro meccanico a carica manuale Jaeger-LeCoultre 179, con 21.600 alternanze orarie, 52 rubini e 2 bariletti che assicurano una riserva di carica di 38 ore; un movimento di 6,85 millimetri di spessore, ben visibile su entrambi i suoi lati.

Qui entra in gioco la particolare natura della cassa Reverso, con il preciso meccanismo di ribaltamento che l’ha resa celebre, offrendo nel contempo ai progettisti e ai designer della Manifattura lo spunto per le infinite variazioni sul tema del duo face.

Ed ecco, puntuale, la creazione di due quadranti perfettamente complementari, con estetiche, finiture e funzioni diverse. Il quadrante principale presenta due zone di visualizzazione: in alto spicca un quadrante rotondo di colore bianco argentato, con finitura grené, lancette Dauphine in acciaio azzurrato e indici applicati, sul cui lato sinistro è visualizzata l’indicazione giorno-notte; in basso troviamo invece la generosa apertura per il tourbillon sferico bi-assiale sulla cui circonferenza ruota un disco graduato al ritmo del Gyrotourbillon: è l’indicazione dei secondi, da leggere in corrispondenza della piccola freccia blu sul lato sinistro, immersa nell’elegante decorazione guilloché soleil.

Il semplice gesto di ribaltamento della cassa ci offre di nuovo lo spettacolo del Gyrotourbillon con associata l’indicazione dei secondi. Ma ad aprirsi sotto i nostri occhi è un autentico spettacolo di arte della decorazione, frutto dei “mestieri d’arte” coltivati all’interno della Manifattura di Le Sentier: in particolare l’arte della scheletratura, che artigiani particolarmente esperti hanno applicato su un movimento complesso e di spessore già al limite della sottigliezza; un’opera completata dai maestri incisori, con la decorazione manuale dei sottilissimi ponti del calibro Jaeger-LeCoultre 179.

Dal punto di vista delle funzioni, il secondo quadrante del Reverso Tribute Gyrotourbillon presenta l’indicazione di ore e minuti regolabile su un secondo fuso orario e, in alto a destra, l’indicazione delle 24 ore che completa tale indicazione.

Nella fase di ribaltamento della cassa possiamo scoprire le ulteriori caratteristiche dell’orologio, in particolare per ciò che riguarda il telaio, leggermente sagomato per adattarsi alla forma del polso e con una decorazione guilloché soleil. A questo si lega il classico cinturino in pelle con fibbia déployante.