Foto di Jaeger-LeCoultre

I tourbillon delle collezioni Geophysic e Hybris Artistica™ edizione 2017.

Nella storia recente delle osservazioni scientifiche un momento significativo è rappresentato dall’Anno Geofisico Internazionale sancito tra il 1° luglio 1957 e il 31 dicembre 1958 in coincidenza con un massimo di attività del ciclo solare.

L’intenso programma di ricerca prevedeva una speciale cooperazione tra 67 paesi – Italia compresa – volta ad approfondire, oltre a una maggiore conoscenza delle proprietà fisiche della Terra, l’interazione del nostro pianeta con il Sole, nonché altre correlazioni cosmiche.

A un evento di tale portata, di vasta risonanza nella comunità scientifica, non rimase insensibile Jaeger-LeCoultre che nello stesso 1958 lanciò un modello celebrativo dotato di ottima leggibilità e proprietà antimagnetiche, oltre che delle consuete caratteristiche di affidabilità e precisione: un orologio, chiamato per l’appunto Geophysic, che è stato ripresentato in una fedele versione-tributo nel 2014 per poi essere riproposto l’anno seguente nelle varianti True Second – con la lancetta dei secondi che scorreva scandendo ogni secondo, ovvero saltando da uno all’altro come accade solitamente nei movimenti al quarzo – e Universal Time – e dunque con complicazione “ore universali” -.

Recentemente, nuovi modelli Geophysic sono stati esposti dalla Manifattura di Le Sentier tra le novità del SIHH 2017: e se nulla è cambiato per il True Second e l’Universal Time, a parte la dotazione di un bracciale intercambiabile in acciaio con sistema di sostituzione rapida da alternare al classico cinturino in pelle, un terzo segnatempo è inedito. Si tratta del Geophysic Tourbillon Universal Time in edizione limitata a 100 esemplari, un orologio nel quale, per la prima volta, Jaeger-LeCoultre abbina un tourbillon volante a una complicazione con ore universali e dunque in grado di mostrare simultaneamente l’ora di 24 città del mondo tenendo conto dell’ora legale – nello specifico, alle città seguite da un asterisco è necessario aggiungere un’ora durante il periodo estivo -.

Diciamo innanzitutto che il sistema di regolazione è pratico e immediato e avviene, come per il Geophysic Universal Time, ruotando la corona sia in senso orario che antiorario: e durante un viaggio, una volta giunti a destinazione si cambierà l’ora di riferimento regolando al contempo quella delle città scelte in rappresentanza dei 24 fusi orari in cui convenzionalmente è suddiviso il nostro pianeta. Ma analizziamo nel dettaglio il quadrante – protetto da un cristallo zaffiro bombato a seguirne l’andamento leggermente convesso che lo assimila a un mappamondo – partendo dal rehaut metallico punteggiato ogni 5 minuti da piccole boule trattate con materiale luminescente color giallo-arancio, lo stesso che interessa l’interno delle lancette sfaccettate ore e minuti di tipo a gladio.

Sempre sulla zona più esterna, allo stretto binario fisso con scala invertita 24 ore e porzione bianca – con piccolo sole alle 12 – e blu – con spicchio di luna alle 24 – per l’indicazione giorno/notte, fa riscontro la zona centrale girevole che comprende sia l’anello bianco con i nomi in rosso e in blu delle città – e per leggerne l’ora basta controllare sulla scala 24 ore la cifra corrispondente – che la parte più interna con l’immagine del planisfero visto dall’alto, con il Polo Nord al centro, i continenti grigi satinati e gli oceani blu decorati guilloché con motivo a onde… Ma la cosa più spettacolare, naturalmente, è il tourbillon volante – e dunque privo di ponte superiore collegato alla gabbia – che oltre a roteare su se stesso in un minuto, munito altresì di un apposito indicatore dei secondi a freccia colorato di blu, orbita intorno al quadrante in 12 ore.

più esclusivo della collezione Geophysic meritava una preziosa cassa in platino che misura 43,5 millimetri di diametro per 14,87 millimetri di spessore, è impermeabile fino a 50 metri ed è abbinata a un cinturino blu in alligatore a scaglia quadra con fibbia pieghevole in oro bianco. Il fronte della cassa è lucido, come le anse e la corona cannelé personalizzata con il logo della Maison – le iniziali “J” ed “L” affiancate a raffigurare un’àncora, nella fattispecie quella di un movimento orologiero -, mentre la carrure con bisellature lucide è per il resto satinata alla stregua del bordo del fondello avvitato e sagomato in 12 lati che regge il consueto cristallo zaffiro centrale.

Attraverso quest’ultimo è possibile ammirare il rotore scheletrato in oro 22 carati che risalta insieme ai rubini e alle viti azzurrate sulla platina satinata che nasconde gran parte degli ingranaggi del calibro di manifattura Jaeger-LeCoultre 948, che misura 11,24 millimetri di spessore ed è formato da 375 componenti; tra le sue caratteristiche principali segnaliamo inoltre 42 rubini, 48 ore di riserva di carica e 28.800 alternanze orarie, pari a 4 Hz. A tale proposito, una segnalazione particolare merita il bilanciere che, come per tutti i modelli della collezione Geophysic, è del tipo Gyrolab, con cuscinetto sagomato ad àncora e spirale realizzata a mano negli atelier della Manifattura. La nota distintiva di questo bilanciere aerodinamico, la cui realizzazione ha richiesto 8 anni di studi, è la configurazione inedita della corona dalla struttura non circolare che dunque riducendo al massimo gli attriti con l’aria ottimizza la precisione di marcia.

Scenografico tourbillon volante orbitale anche per il secondo modello presentato in queste pagine che discende direttamente dalla collezione Master Grande Tradition. Si tratta dello spettacolare Hybris Artistica Mystérieuse: e se nella cultura classica, presso gli antichi greci, con il termine “hybris” si intendeva un atto di superbia che portava l’uomo a sfidare gli dei, il fine ultimo della collezione Hybris Artistica™ non può che essere la ricerca sistematica dell’eccellenza sia in ambito tecnico che in campo artistico. La nuova edizione di questo segnatempo, presentata allo scorso Salon International de la Haute Horlogerie, è a tale proposito stupefacente, scolpita e scheletrata in ogni sua parte secondo una tecnica di lavorazione tradizionale consolidata negli Atelier dei Mestieri Rari di Jaeger-LeCoultre. Una tecnica eseguita a mano con strumenti appositi atta ad “alleggerire” il più possibile, e quindi limare, smussare, cesellare, ogni componente prestando massima attenzione a non inficiarne la funzionalità.

Previsto anche in versione femminile in 3 varianti – bianca, rossa e blu, in edizione limitata a un solo esemplare per ciascun colore -, l’Hybris Artistica Mystérieuse riservata ai polsi maschili sfoggia una lucida cassa in oro rosa di 42 millimetri di diametro per 13,8 millimetri di spessore, impermeabile fino a 5 atmosfere di pressione, ed è in edizione limitata a 5 esemplari. Molti gli elementi che catturano a prima vista lo sguardo, dal design geometrico di ispirazione gotica che ricorda le vetrate delle grandi cattedrali nordiche al raffinato abbinamento di colori e materiali.

Solo in un secondo momento, quindi, ci si accorge dell’assenza delle lancette, e dunque della visualizzazione “misteriosa” delle ore: è infatti il tourbillon che scorre sul quadrante a indicarle, mentre i minuti vengono letti sul rehaut in madreperla, con minuteria chemin de fer e indici in oro rosa, da una piccola freccia coperta di polvere d’oro in evidenza su uno stretto disco girevole in madreperla scheletrata con inserti in avventurina. La straordinaria lavorazione traforata, abbiamo detto, coinvolge tutto il segnatempo – il fronte, il retro, la carrure, le anse, la fibbia déployante in oro rosa del cinturino blu in alligatore – e interessa anche il movimento, naturalmente ideato, assemblato e decorato a mano in-house. Si tratta del calibro automatico Jaeger-LeCoultre 941 che misura 10,85 millimetri di spessore, è formato da 441 componenti, tra i quali 40 rubini, e può contare su 28.800 alternanze orarie e 50 ore di riserva di carica.

Attraverso il suggestivo “reticolato” in oro rosa adagiato sul fondello in zaffiro serrato con 4 viti è possibile ammirare la massa oscillante squelette con inserti in avventurina, elegante pietra semipreziosa blu con riflessi argentei presente, oltre che sul disco girevole analizzato in precedenza, anche sulle anse, sulla corona scanalata e personalizzata e sulla base del quadrante strutturato e rialzato di qualche millimetro, in virtù dell’assenza delle lancette.

Su quest’ultimo si lascia infine apprezzare un delicato “ricamo” in madreperla le cui linee geometriche confluiscono verso il tourbillon volante in un disegno simmetrico e articolato; un motivo ripreso, in linea di massima, anche sulla superficie guilloché decorata a mano che fa da sfondo alla raffinata gabbia ogivale che rimanda ancora una volta all’architettura gotica che ispira il design.