Foto di Dario Tassa

Delicata variante in madreperla per una nuova, elegantissima versione del Grande Seconde Tourbillon di Jaquet Droz, un prezioso modello “Lady” che, ancora una volta, non trascura l’appeal tecnico del suo movimento.

Presentato nel 2002, il Grande Seconde è uno dei segnatempo emblematici della produzione di Jaquet Droz, direttamente ispirato a un modello da tasca realizzato nel 1784 dal Maître Horloger Pierre Jaquet-Droz le cui opere, tra le quali pendole e automi di straordinaria fattura, saranno oggetto di un appassionato collezionismo tra le più fastose corti reali e imperiali del Settecento.

Un clamoroso successo mondiale che si spingerà fino in Cina, India, Giappone, ma che cesserà con la scomparsa dello stesso Pierre Jaquet-Droz: in concomitanza con la sua morte nel 1790, infatti, una serie di eventi infausti – non ultimo l’avvento della Rivoluzione Francese nel 1789 che sovvertirà la situazione politica ed economica internazionale – porteranno la Manifattura a rimanere in silenzio per circa due secoli, fino alla rinascita all’alba del terzo millennio grazie allo Swatch Group che acquisirà il Brand con l’intenzione di perpetuarne le creazioni, insieme alla memoria.

Declinato nel corso di questi ultimi anni in numerose versioni e varianti – tra le quali, oltre a quella “base”, figura anche un bellissimo Pocket Watch, il Grande Seconde verrà infatti proposto come Quantième, Regolatore, Dual Time, Ripetizioni Minuti… -, questo raffinato modello mostra come caratteristica principale un quadrante con ore decentrate al 12 e secondi al 6. Non rispetta tale configurazione, però, la versione Tourbillon, nella quale l’ordine viene invertito: mentre infatti le ore e i minuti si trovano al 6, la grande secondina – ci sia concesso l’ossimoro – è al 12 in corrispondenza del celebre “congegno” brevettato da Abraham – Louis Breguet nel 1801 per ovviare alle interferenze della forza di gravità sulla precisione di marcia di un orologio – e che come sappiamo prevede che in una gabbia rotante su se stessa siano contenuti ruota di scappamento, àncora e bilanciere-spirale -.

Alle eleganti versioni maschili con cassa di 43 millimetri di diametro in oro rosso o bianco, rispettivamente con quadrante Grand Feu color avorio e quadrante nero a Côtes de Genève, vengono poi affiancate alcune varianti femminili, con cassa di 39 millimetri: dal classico modello Ivory Enamel, in oro rosso con quadrante in smalto Grand Feu color avorio, agli scenografici Blue Pietersite, in oro bianco/diamanti e quadrante in pietersite blu/madreperla/diamanti, e Aventurine, in oro bianco/diamanti e quadrante in avventurina/madreperla/diamanti.

E se quest’ultimo è in edizione limitata a 28 esemplari, il segnatempo in pietersite – un quarzo multicolore che unisce vari minerali tra i quali l’occhio di tigre, l’occhio di falco e l’ematite – è in edizione limitatissima a 8 esemplari. A questi modelli di indiscusso impatto estetico se ne aggiunge ora un altro, sempre riservato alle signore appassionate di bella orologeria. Un modello presentato in anteprima a Baselworld 2017: si tratta del Grande Seconde Tourbillon Mother-of-Pearl in edizione limitata – o meglio “numerus clausus”, secondo la dizione latina scelta dalla Maison – a 88 esemplari.

La novità, rispetto agli altri esemplari, è rappresentata innanzitutto dal fondo del quadrante in madreperla, materiale che come ben sappiamo è estremamente fragile e delicato e la cui lavorazione richiede particolare cura e abilità ma che da sempre riscuote uno straordinario successo nell’ambito dell’orologeria femminile in virtù degli scenografici riflessi iridescenti.

Riflessi che ben si sposano con la finitura lucida della cassa in oro rosso che misura 39 millimetri di diametro per 13,20 millimetri di spessore, è impermeabile fino a 3 atmosfere di pressione ed è tempestata di 260 diamanti taglio brillante – pari a un peso di 1,41 carati -, a regalarle ulteriori rifrazioni e bagliori di luce. In particolare, le pietre sono distribuite sulla lunetta, con un doppio giro, e sul fronte delle anse ricurve, anche in questo caso in fila per due, mentre lungo il profilo dell’orologio, anse comprese, l’oro rosso è liscio e specchiato. Finitura lucida anche per la sontuosa corona baccellata sempre in oro rosso che sporge dalla carrure convessa – il cui spessore è pari a circa 7 millimetri – e dalla cui cima bombata sporge una sorta di bottoncino personalizzato con la doppia stella, simbolo della Maison di La Chaux-de-Fonds.

Brillanti anche per il quadrante in madreperla, e in questo caso si tratta di 90 pietre – pari a 0,12 carati – incastonate sulla cornice rialzata in oro rosso a forma di 8 – eletto a numero fortunato dalla Maison probabilmente in omaggio agli straordinari successi di Pierre Jaquet-Droz in Estremo Oriente… -; cornice che viene serrata sul fondo con viti azzurrate a inquadrare il tourbillon/secondina al 12 e il sottoquadrante di ore e minuti al 6: e se quest’ultimo presenta sulla base in madreperla numeri romani stampati in nero così come la firma della Maison preceduta da logo con le iniziali J e D inframmezzate dalle due stelle, un aggiuntivo tocco di classicità viene donato dalle lancette Alpha in acciaio azzurrato. Stessa finitura bluette per la lunga sfera dei secondi che scorre su un anello in madreperla con dettagli neri, e il tutto è sormontato da un cristallo zaffiro antiriflesso dall’andamento convesso.

Oro rosso lucido infine per il bordo bombato del fondello a pressione che reca inciso su base satinata, oltre al nome della Maison, il numero progressivo dell’esemplare in edizione limitata; al centro, grazie al limpido cristallo zaffiro, ampia visione sul movimento: e in particolare, oltre alla platina perlata, ai rotismi satinati e ai ponti decorati a Côtes circulaires, in piena evidenza risulta la massa oscillante in oro rosso a forma di mezzaluna e adornata con madreperla bianca sulla quale sono applicate due stelline.

Si tratta del calibro automatico Jaquet Droz 25JD.Si, un movimento che a sua volta presenta un elemento di novità, ovvero la spirale e le anse dell’àncora forgiate per la prima volta in silicio, materiale flessibile e rigido insieme, inossidabile e insensibile al magnetismo, così come alle variazioni di temperatura non estreme e alla pressione atmosferica; un materiale scoperto già da qualche anno in orologeria in quanto capace di ottimizzare con le sue eccezionali proprietà la precisione di marcia di un segnatempo.

Per quanto riguarda invece le altre caratteristiche del calibro Jaquet Droz 25JD.Si, rileviamo la presenza di 31 rubini, il bilanciere che lavora a 21.600 alternanze orarie – corrispondenti a una frequenza di 3 Hz – e la riserva di carica di 7 giorni.

Un orologio prezioso e raffinato, dunque, il Grande Seconde Tourbillon Mother-of-Pearl, ma allo stesso tempo governato da un design sobrio e non scevro di un certo appeal “tecnico”, come dimostra la presenza del tourbillon e degli elementi in silicio; un orologio che altresì non perde la sua esclusività piacevolmente femminile, come testimonia anche il delicato cinturino in satin bianco ripiegato e cucito a mano e dotato di una bellissima fibbia déployante in oro rosso che simula la chiusura ad ardiglione ed è tempestata di 32 brillanti per 0,23 carati…

Il totale dei diamanti, per questo segnatempo, sale così a 382 pietre, pari a 1,76 carati totali; pietre, naturalmente, di grande qualità: stando alla classificazione internazionale dei diamanti, si tratta infatti di gemme tutte “full cut”, ovvero con taglio a brillante, il cui colore va dal grado D – il più bianco, quasi incolore, il più pregiato – al grado G e la cui purezza è testimoniata dalle sigle IF – Internally Flawless, ovvero internamente puri – e VVSI – Very Very Small Inclusions, e dunque con inclusioni quasi impercettibili.