Un anno fa parlavamo dei progetti legati allo sviluppo dei movimenti ultrapiatti avviato con Finissimo. E ora, puntualmente, arriva il nuovo Octo Ripetizione Minuti, nel quale sono riunite due competenze esclusive della manifattura Bulgari: quella relativa ai movimenti ultrapiatti, appunto, e quella riguardante gli orologi con suoneria.

D. Quanto è importante, per Bulgari, aver raggiunto questo obiettivo?
R. Bulgari è da sempre un gioielliere. Storicamente vorrei tuttavia sottolineare un fatto che oggi è spesso dimenticato: sin dal
1920, e senza interruzione, Bulgari ha proposto orologi. L’elevato contenuto di design dei nostri segnatempo è sempre stato un punto di forza. La percezione del nostro brand in questo settore è tuttavia rimasta sempre presente, ma in maniera molto discreta.Oggi Bulgari ha una caratteristica unica di cui vogliamo avvalerci e che desideriamo massimizzare nel tempo: la combinazione tra la creatività italiana e l’altissimo know-how svizzero. La fusione di questi due valori è eccezionale e unica rispetto a molti brand concorrenti. Dove altri brand restano immobilizzati nell’inerzia della tradizione, Bulgari è in grado di creare prodotti fuori dalla norma e assolutamente unici.

L’importante sviluppo orologiero che ha coinvolto la Maison Bulgari negli ultimi 15 anni circa, come ha cambiato la percezione del marchio e la vostra stessa clientela?
Il nostro sviluppo si è accelerato soprattutto negli ultimi 7 anni con la fusione della Manifattura Roth&Genta di Le Sentier sotto il
marchio Bulgari. L’audacia di quest’operazione ha permesso di valorizzare Le Sentier e di proporre nuovi prodotti in grado di soddisfare le attese del mercato globale. La percezione del brand è di conseguenza cambiata in maniera profonda:se Bulgari era all’epoca associata a una produzione di volume, il brand è oggi percepito come un attore molto forte tra i principali concorrenti di alta orologeria.

Parlando di clienti il discorso va immediatamente ai diversi mercati mondiali nei quali la marca è rappresentata. I mercati asiatici continuano a essere strategici per Bulgari come per gli altri brand del lusso? E come vanno le cose nel resto del mondo?
Storicamente Bulgari ha sempre avuto una particolare attenzione nel pianificare una distribuzione geografica molto bilanciata. La nostra esposizione alla Cina per esempio non è mai stata dell’80% sul totale del fatturato, come accaduto per altri marchi. L’Asia è importante, così come gli Stati Uniti o il Medio Oriente; i paesi europei sono altrettanto strategici, ma con una maturità differente rispetto ai prodotti di lusso. Ogni mercato ha le sue specificità e dobbiamo di conseguenza adattare ad essi la nostra strategia. Per riassumere, la situazione attuale è oggi più difficile per tutta l’industria rispetto al passato, tuttavia devo dire che Bulgari guarda al futuro sempre con grande ottimismo.

Parlando nello specifico di orologi, e in particolare di orologi di contenuto manifatturiero come gli Octo Finissimo o il Ripetizione Minuti, quali sono i vostri clienti-tipo?
Si tratta di collezionisti raffinati che hanno una conoscenza elevata del mercato e sono alla ricerca costante del valore aggiunto, non solo dal punto di vista del contenuto ma anche sul piano dell’esclusività. Inoltre il design dei nostri orologi gioca un ruolo chiave e fa la differenza rispetto al resto dell’offerta sul mercato.

In generale la situazione economica italiana è ancora piuttosto critica per la maggior parte dei marchi di orologeria. Lo è anche per Bulgari?
No. Siamo fortunati ad avere due canali di distribuzione, con i partner “multibrand” e le nostre Boutique. Inoltre Bulgari è un marchio globale: non abbiamo solo orologi, abbiamo gioielli e accessori. Questi parametri aiutano ad attraversare momenti di questo tipo.

Cambiando argomento, recentemente è stata inaugurata, dopo il restauro che voi avete finanziato, la scalinata di Trinità dei Monti, luogo altamente simbolico sia per Bulgari che per la città. Oltre a ringraziavi, a nome di tutti i romani, per questo nuovo gesto di generosità, ne approfitto per tornare a parlare, ancora una volta, di questo rapporto straordinario, storico ma anche creativo, di Bulgari con la Città eterna…
La storia di Bulgari nasce a Roma. Una Roma che alla fine dell’800 concesse generosamente al nostro fondatore Sotirio Bulgari di poter concretizzare un sogno e diventare oggi il più grande gioielliere italiano al mondo. Questo è solo uno dei molti motivi per cui noi oggi, altrettanto generosamente, rendiamo alla Città eterna un tributo che si concretizza attraverso i restauri della Scalinata di Trinità de Monti o dei Mosaici delle Terme di Caracalla. Roma è tuttavia anche grande fonte di ispirazione per la Maison attraverso i suoi colori, i tramonti, le architetture, la storia. Collezioni come B01, Diva, Octo, nascono proprio guardando a Roma e a tutto l’immenso patrimonio artistico che la caratterizza. Un biglietto da visita eccellente.

Per finire, dal momento che siamo a novembre, mi piacerebbe gettare lo sguardo sul nuovo anno e su una fiera di Basilea non vicinissima ma verso la quale siamo ormai proiettati. Ci sono progetti ai quali si può già accennare?
Baselworld è per noi un’occasione irrinunciabile per poter esprimere al massimo il nostro design, permettendoci di coniugare l’alta manifattura svizzera con la creatività italiana che da sempre ci contraddistingue. Nessuna anticipazione per il momento, ma la conferma che Basilea sarà ancora una volta un momento per esprimere la nostra vision.