La creazione più recente del laboratorio concettuale di Maximilian Büsser & Friends è la HM9 Flow, una nuova horological machine ispirata alle forme aerodinamiche affermatesi a metà del secolo scorso sia nel design automobilistico che in quello aeronautico. un progetto complesso e ambizioso che ancora una volta ha condotto lo straordinario team di MB&F a ripensare completamente le regole dell’orologeria.

Le sue forme affusolate rappresentano un omaggio esplicito al design automobilistico degli anni ‘40 e ‘50. Quello, per intenderci, che vide la nascita di automobili leggendarie come la Mercedes- Benz W196 o, ancora prima, la Buick Streamliner disegnata da Norman E. Timbs; una tendenza della quale è facile reperire esempi anche in altri settori – primo fra tutti quello dell’aviazione – e che favorì la nascita di forme curvilinee, sempre più lontane da quelle squadrate dei decenni precedenti e decisamente più adatte a favorire prestazioni in potenza e velocità. Da appassionato di auto, Max Büsser si è cimentato già altre volte in creazioni che condividono la loro ispirazione con la nuova HM9 Flow ma ogni volta, quando si cerca di passare dal generale al particolare, si comprende come le esperienze precedenti non siano sufficienti a comprendere quella attuale, perché ogni nuovo progetto è diverso e perché nuove sono le sfide tecniche che esso porta con sé. Non è un caso se ogni creazione è legata a un proprio team, non necessariamente lo stesso che ha lavorato alle creazioni precedenti. Detto questo, possiamo certamente trovare un’aria di famiglia tra la cassa della nuova HM9 e la HM4 Thunderbolt, o tra la prima e alcune versioni della HM6 Space Pirate, ma qui il progetto è completamente diverso, tanto da richiedere tecniche e standard di lavorazione inediti.
La cassa dell’HM9 Flow – 57 x 47 x 23 millimetri – ricorda la forma di un motore a getto ed è realizzata in titanio grado 5 combinato con cinque diversi elementi in vetro zaffiro: uno piatto a protezione del quadrante e quattro a forma di cupola che lasciano vedere alcune parti del movimento; schematizzando, la cassa è formata da tre volumi principali la cui forma finale ha determinato specifiche esigenze non solo in termini di finitura esterna – si consideri, a tal proposito, la presenza di angoli acuti e di ampie superfici tonde, così come di parti tanto strette da rendere difficile l’accesso ai normali strumenti utilizzati per le finiture – ma anche per ciò che riguarda il posizionamento del movimento. Per risolvere tale problematica è stata studiata una soluzione piuttosto complessa con assemblamento in tre parti e messa a punto di un’inedita guarnizione tridimensionale atta a garantire l’impermeabilità: tale innovazione rappresenta una prima assoluta in orologeria ed è stata brevettata. A una semplice osservazione dell’orologio, la struttura in tre corpi principali della cassa e del movimento dell’HM9 risulta assolutamente evidente: attraverso i due vetri a cupola montati sulla sommità dei due elementi laterali della cassa possiamo osservare due bilancieri: sono gli organi regolatori del movimento meccanico a carica manuale sviluppato per HM9, sono completamente indipendenti e battono a una frequenza di 2,5 Hz, pari a 18.000 alternanze/ora. Al centro tra i due bilancieri, e dunque nel corpo centrale della cassa, un altro vetro zaffiro mostra un differenziale planetario: questo calcola la media dell’energia erogata dai due bilancieri per fornire una lettura stabile dell’ora. Un quarto vetro zaffiro è stato montato nella parte inferiore dell’elemento centrale della cassa, a vista sui ruotismi del movimento; l’ultimo, infine, è un normale vetro di protezione del quadrante che, in questa come in altre Horological Machine, è perpendicolare al movimento. Relativamente a quest’ultimo, resta da precisare che si tratta di un calibro sviluppato e realizzato interamente in- house, con 301 componenti, tra i quali 44 rubini, e 45 ore di riserva di carica. Straordinariamente complesso, si avvale naturalmente dell’esperienza maturata nei 13 anni di attività del Laboratorio Concettuale di MB&F e nella creazione di circa 14 calibri diversi. Agli amanti delle analogie non sfuggirà, per esempio, che il sistema a doppio bilanciere con differenziale ha un precedente nella Legacy Machine N°2; ancora dalla collezione Legacy Machine deriva il design dei bracci ricurvi che ancorano i bilancieri, qui proposti con una finitura in acciaio lucido che contrasta con i ponti del movimento. All’estremità opposta del corpo centrale della cassa è posizionata la corona di carica, assolutamente coerente con il design complessivo dell’HM9 e dotata di profonde scanalature per una presa ottimale durante le operazioni di regolazione e di ricarica. L’Horological Machine N°9 Flow è disponibile in due edizioni limitate di 33 esemplari, entrambe in titanio: l’edizione “Air” si caratterizza per il quadrante stile aviatore e la finitura in NAC scuro del movimento; l’edizione “Road”, invece, è dotata di movimento con finitura oro rosa e di quadrante ispirato alla classica immagine di un tachimetro. Il cinturino è in pelle di vitello marrone cucito a mano e con chiusura déployante in titanio.

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