Da Berlino a Glashütte, due giornate intense alla scoperta di Nomos, primo produttore di orologi meccanici in Germania, affermatosi a livello internazionale con creazioni che raccontano l’incontro tra l’orologeria di qualità di Glashütte e alcune delle espressioni più interessanti del design contemporaneo.

Quando Roland Schwertner lanciò l’ambizioso progetto di riportare l’orologeria a Glashütte, nel 1990, poteva contare sulle poche risorse sopravvissute ai lunghi anni della DDR, anni durante i quali la produzione era stata nazionalizzata e aveva completamente perduto il livello qualitativo e l’esclusività della grande tradizione sassone, che proprio nella cittadina sassone aveva avuto la sua culla a partire dal 19° secolo. Erano passati solo pochi mesi dalla caduta del muro di Berlino; Roland Schwertner registrò il nuovo marchio nell’aprile 1990 e insieme a tre orologiai avviò la nuova produzione, puntando sulla tecnica tradizionale e sul design: un binomio che fin dall’inizio ha accompagnato e ispirato le collezioni del brand, i cui primi modelli furono presentati nel 1992. Da allora, un progetto in costante crescita che ha avuto i suoi momenti salienti nel 2005, con l’apertura della manifattura presso la stazione di Glashütte e la realizzazione del primo calibro in-house; nel 2014 con la presentazione dello scappamento proprietario Swing-System NOMOS, cardine dell’indipendenza del marchio, frutto di 7 anni di ricerca e sviluppo e di quasi 12 milioni di euro di investimenti; nel 2015, con il lancio del calibro neomatik DUW 3001, che con il suo spessore di soli 3,2 millimetri ha aperto un nuovo segmento di mercato per Nomos; nel 2018, con il calibro neomatik con datario DUW 6101, anch’esso di spessore contenuto, 3,6 millimetri, caratterizzato dal meccanismo di cambio rapido della data. Attualmente Nomos ha al suo attivo 11 calibri prodotti in-house – 6 a carica manuale e 5 automatici -, una collezione che comprende 13 famiglie di orologi e oltre 100 varianti, per la maggior parte orologi con cassa in acciaio in una fascia di prezzo inferiore ai 5.000 euro; in collezione anche una linea entry level per i più giovani, la Club Campus 38, pensata come modello d’esordio nell’orologeria di qualità, da regalare per esempio al termine degli studi: sul fondello dei modelli Club Campus 38 può essere incisa una dedica, e il prezzo è a partire da 1.200 euro. Si tratta di dati importanti per comprendere la filosofia di prodotto di Nomos e la forte attenzione al rapporto qualità/prezzo; senza voler anticipare considerazioni che emergono dal racconto della visita presso la Nomos Glashütte, è infatti evidente che stiamo parlando di orologi prodotti all’interno di una manifattura integrata e indipendente e con un design di altissimo livello. E aggiungiamo che, se per ottenere la designazione di origine “Made in Glashütte” è richiesto che il 50% del movimento debba essere realizzato a Glashütte, nel caso degli orologi Nomos questa percentuale si colloca normalmente tra l’80 e il 95%!
Le premesse fatte rendono dunque ragione dell’innegabile interesse che continua a crescere intorno a questo brand dalle solide radici ma dal carattere giovane e dinamico, diretto da quasi 20 anni dal CEO Uwe Ahrendt; accanto a lui, nel senior management dell’azienda Roland Schwertner ricopre il ruolo di direttore delle vendite e Judith Borowski è responsabile del branding e del design. Complessivamente i dipendenti sono circa 300, la maggior parte dei quali lavora a Glashütte, gli altri tra Berlino e New York.

La Visita: Berlinerblau, lo studio di design di Nomos

Glashütte dista oltre due ore di auto da Berlino, ma una volta entrati nel quartier generale del brand – realizzato curiosamente nella ex stazione ferroviaria della cittadina, a ridosso di binari – si ha l’impressione di …

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